Scelta inevitabile, ora tutti gli alibi decadono

Scelta inevitabile, ora tutti gli alibi decadono

Delio Rossi è stato esonerato al termine di una partita in cui il Bologna non aveva demeritato, forse nemmeno lui se si esclude la gestione dei cambi. Il Bologna ha messo sotto l’Inter, ma ha perso. Immeritatamente si può dire, ma cambia poco. Il tecnico di Rimini, riferendoci alla sola partita di martedì, non meritava la cacciata, ha pagato però i soli 6 punti in 10 giornate. E quel numero di giornate rappresenta l’asticella che lo stesso Rossi ha posto quando gli è stato chiesto ‘quando potremo tracciare un primo bilancio sulla stagione?’. Forse involontariamente Rossi ha inserito lungo il suo cammino un ostacolo insormontabile. Arriva Donadoni, un tecnico pragmatico, capace, chiamato a raggiungere la salvezza e non la Champions League, non un fenomeno ma un allenatore che può farcela, magari dando serenità e basi tecniche ad una squadra che pecca ancora di clamorose ingenuità. Stavolta la scelta societaria è condivisibile, forse tardiva, ma necessaria. D’altronde, se qualsiasi dipendente producesse questo rendimento verrebbe cacciato dopo pochi giorni, per un allenatore di calcio ci sono le attenuanti (e Rossi, con le strategie di mercato imbastite ne ha) e di conseguenza la permanenza si è allungata, ma una volta giunti a quella domenica post Palermo tutti avevamo capito che al primo inciampo Saputo avrebbe preso in mano la situazione e deciso.

Ora si guarda avanti, alla sfida con l’Atalanta che diventa assolutamente da vincere se non si vuol già compromettere l’avventura del nuovo tecnico. Non si può più perdere terreno, soprattuto in casa. Inoltre, con il cambio di allenatore, forse avremo una idea chiara sul livello di questo Bologna. Se la squadra continuerà a balbettare forse dovremo gettare lo sguardo in maniera definitiva sul mercato e sui giocatori con cui è composta questa rosa. La domanda che ho continuato a pormi in questo periodo è stata questa: con un altro allenatore il Bfc avrebbe qualche punto in più? Mi sono sempre risposto di sì, da domenica arriveranno le prime verifiche.

Il futuro rischia di diventare chiaro, se prima il coro di critiche si concentrava su Delio Rossi in maggioranza e Pantaleo Corvino, ora sul banco degli imputati rischia di rimanere solo il direttore sportivo. A maggior ragione se neanche Donadoni dovesse ottenere risultati. Sarà Corvino il bersaglio, in alcuni casi anche con rivalutazione del lavoro di alcuni predecessori. Rischia dunque il d.s. e mai ce lo saremmo aspettati visto che quasi unanimemente lo abbiamo considerato come un valore aggiunto. Ma tutti potrebbero salvarsi ancorandosi a Roberto Donadoni, il quale si prende sulle spalle la responsabilità non solo di evitare la retrocessione ma di salvare capra e cavoli anche sui tavoli dirigenziali, accusati di una gestione insufficiente della crisi e di una strategia di mercato ritardataria e improntata sui giovani. Se Donadoni andrà bene e raggiungerà l’obiettivo, anche Corvino, Fenucci, Di Vaio e Saputo tireranno un bel sospiro di sollievo. Di sicuro desta curiosità il fatto che ad incontrare il nuovo tecnico non ci sia andato proprio il direttore sportivo, colui che, a gennaio, dovrebbe andare a caccia di rinforzi su richieste dell’allenatore. L’unica cosa da sapere, in attesa di capire le future scelte di Donadoni, è che gli alibi sono finiti. E’ la solita frase fatta, ma mai come ora veritiera. Fallire anche dopo un esonero, esporrebbe la società a durissime critiche e responsabilità da cui sarà impossibile scansarsi.

1 commenti

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  1. ciak 40 - 2 anni fa

    Sono d’accordo con Minguzzi : ora non ci sono più alibi , se anche con Donadoni nulla cambia , sarà la prova del fallimento di Corvino/Fenucci . Sarebbe cmq una magra consolazione …. in B . Speriamo invece che le cose cambino in meglio e che col mercato di Gennaio ci si possa salvare .Sempre Forza Bologna !

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