San sone

San sone

Nella suggestiva cornice del Partenio, affollata di oltre 10.000 tifosi irpini e pirotecniche scenografie di incitamento alla vittoria, il Bologna vede solo una cosa: il colore Verde. Il colore di un semaforo che dà il via libera per tornare a spingere l’acceleratore e dimostrare che dietro la maglia c’è anche un corpo vivo e un cuore che non aspettava altro che tornare a battere per la fede rossoblù. In quello che è considerato uno degli stadi più caldi della serie B, i nostri tornano a vincere come non succedeva dal 1981, merito di un gol di Sansone che su assist di Laribi la mette in rete al 24’ del primo tempo. 

 

Squadra compatta e a testa alta che riesce ad arginare il furore degli avversari, a cui vanno i complimenti per l’encomiabile prestazione e che hanno saputo regalare al proprio pubblico uno spettacolo di grande impegno agonistico. Gli applausi, le sciarpe e i fuochi d’artificio, non bastano tuttavia a dare ulteriore forza agli undici di Rastelli per tentare la seconda impresa nel giro di tre giorni. Hanno lottato per 95’ minuti ma ai miracoli c’è un limite. Poi c’è la tecnica, perché la qualità irpina lascia a desiderare e oltre alla determinazione e alla lotta si vede poco, inoltre, di fronte l’Avellino non si è ritrovato uno Spezia fanfarone ma un Bologna disposto al sacrificio. E’ questo forse l’aspetto nuovo, un Bfc che lotta e porta a casa le partite con cinismo nonostante la qualità del gioco non sia eccelsa. In realtà non è più tempo per i sofisticati, inutile guardare al bel gioco quando alla fine conta solo il risultato e si preferisce di gran lunga vincere in questo modo che perdere dando spettacolo. 

 

Il momento richiede concretezza, quella che ha fornito il terzetto Matuzalem-Laribi-Sansone in occasione del gol, forse la prova più tangibile del cambio strategico nel gioco del Bologna. Basta possesso palla esasperato a volte fine a se stesso, adesso si verticalizza alla prima occasione per fare in modo che il giro palla abbia uno scopo preciso e concreto. La rete nasce da una azione veloce e precisa, quelle che possono fare la differenza in partite come questa. Due tocchi per andare in porta, con un mezzo piede in fuorigioco. Pazienza, non siamo certo ai 14 rigori di altre squadre anche se qualcuno tirerà fuori dalla polvere Claudio Lotito. Quello che più importa è che i rossoblù hanno ritrovato un attaccante in grado di segnare, un giocatore con il colpo in faretra che in pochi hanno. San sone dunque, probabilmente l’unica punta imprescindibile per questa squadra.

 

Si torna dunque al Dall’Ara martedì con più certezze ed un risultato strafavorevole che pone i rossoblù in una posizione di enorme vantaggio. Agli irpini serviranno almeno due gol senza subirne, oppure vincere con due reti di scarto. In sintesi, il Bfc ha a disposizione praticamente tre risultati su tre e anche perdendo uno a zero si passerebbe il turno per via della migliore classifica. Chiaro, sarebbe un grave errore scendere in campo con l’idea di pareggiare o sentendosi completamente al sicuro, anzi, è certamente preferibile affrontare la partita come se tutto fosse ancora tremendamente in discussione. Primo per evitare qualsiasi tipo di rischio, secondo per evitare di staccare la spina. Proprio ora che il Bologna sembra averla riattaccata sotto il profilo dell’agonismo è bene battere il ferro fin che è caldo. Eravamo tesi, nervosi e attendevamo questa partita con ansia, è andata benone e un certo margine di tranquillità ce lo teniamo. Sbanchiamo Avellino dopo 34 anni, un primo passo è compiuto ma ne serviranno altri più decisi. Per il momento va bene così, godiamoci il weekend e martedì di nuovo in trincea al Dall’Ara. ConquistiamolA!. 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy