Salah e Tabacchi

Salah e Tabacchi

Secondo monday night consecutivo per gli 11 di Donadoni che affronteranno in trasferta la Lupa giallorossa di mister Spalletti, più affamata che mai di gloria dopo il vorace boccone di punti conquistato in ben sei vittorie consecutive e un pareggio. All’indomani del Derby, nell’arena sacra dell’Olimpico regna il pollice verso per lo straniero, tanto che l’impianto del Foro Italico sta eguagliando la fama dello Stadium bianconero: entrambi considerati campi di battaglia stregati da quel misto di goliardia, adrenalina e riverenza che mette qualunque squadra in soggezione al cospetto dei padroni di casa. Peccato che per questi ultimi, la roccaforte domestica non sempre si rivela inespugnabile e a volte, un po’ come assistere ad uno scontro Davide vs Golia, accade l’imprevedibile. Ora… per come siamo messi, stasera è già tanto se ci risparmiano una Caporetto! I convocati di Donadoni, scelta praticamente obbligata, preludono lo schieramento in campo di una formazione inedita che potrebbe persino replicare la satira biblica con un duello fra il “gigante” Salah e il piccolo David-Tabacchi, il giovanissimo classe ’98 che potrebbe debuttare all’Olimpico proprio stasera.

Presentata nella cornice storica di un’altra epoca, la trasferta del BFC assume un altro sapore, diciamo epico, leggendario, come se stasera potesse accadere persino un miracolo. La verità è che quando la realtà è veramente, ma veramente difficile da digerire come in questo caso, è lecito volare di fantasia e trasmettere anche da queste colonne un monito di coraggio e orgoglio come si faceva in tempi di guerra. Prendiamo la battaglia di Gaugamela, ad esempio. Ne parlava Alberto Angela in una puntata di “Ulisse. il piacere della scoperta”. Siamo nell’anno 331 a.C. e Alessandro Magno, il Macedone, si prepara ad affrontare Dario III in quella che sarà la battaglia più aspra e cruenta delle innumerevoli campagne che lo videro protagonista fino alla disfatta dell’impero achemenide. Il fatto è che Alessandro aveva la metà della metà dei soldati di Dario ed era ben consapevole di doverli affrontare nelle loro terre: i suoi soldati, veterani avvezzi alla guerra e accecati dall’onor di patria, e comprende che l’unica possibilità di uscirne vittorioso è quella di utilizzare un diversivo e confondere il nemico. In pratica, il Macedone lascia intendere di attaccare sull’ala sinistra delle falangi avversarie, costringendo l’esercito di Dario a scoprire il “centrocampo” e sparpagliare i suoi soldati per tutto il campo senza punti di riferimento. A quel punto Alessandro può attaccare a sorpresa, rilanciando i suoi reparti in “contropiede” verso la parte opposta così da mettere in difficoltà le retrovie avversarie, dove intanto si è creato un vuoto per via delle continue scorribande inviate da Dario verso l’altra metà del campo a tamponare l’offensiva del condottiero macedone che di li a poco potrà cantare vittoria.

Il ripasso di storia è finito, anche perché di esempi eclatanti in cui i più deboli battono i più forti ce ne sono a milioni e non serve neanche andare tanto lontano, basta pensare a quello che sta facendo Ranieri con il Leicester… Che queste storie possano essere di conforto e incoraggiamento per i nostri, sopratutto per Donadoni, affinché riesca ad intravedere una possibile strategia per sorprendere i giallorossi e fare in modo che lo stadio rappresenti per i suoi ragazzi una ghiotta opportunità per ribaltare i pronostici e tirare fuori gli attributi. In quest’ultima fase finale della stagione, i rossoblù stanno (ri)vivendo un Amarcord di situazioni che hanno spento quella brillantezza “che ci ha permesso di ottenere grandi risultati”, come ha rimarcato il mister in conferenza stampa. L’infortunio di Destro, la squalifica di Giaccherini, ora anche le ulteriori indisposizioni di Gastaldello, Mounier, Taider e Zuculini. Scontato esclamare con rassegnazione che siamo spacciati! D’altra parte oggi, anche “chi di solito gioca meno avrà la grande chance di mettersi in evidenza” e se pure dovremo assistere alla quarta sconfitta consecutiva del Bologna, che almeno si combatta su ogni palla con onore e “gusto di offendere”. Lasciamo che sia il Faraone a vedersela con le sette piaghe di Egitto. Potrebbe accadere di tutto, oppure assolutamente niente. Un’altra partita da dimenticare, un altro monday night indigesto per Saputo che dovrebbe presenziare al match. Mercoledì sarà in udienza dal Papa. Che dire, speriamo che la benedizione di Francesco possa in qualche modo alleviare una possibile disfatta. Ma il calcio è bello perché strano, e sai mai che un esercito meno nutrito e azzoppato non possa sorprendere una corazzata.

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