Rischio Matusa, ma questo è un altro Bologna

Rischio Matusa, ma questo è un altro Bologna

Dopo nove mesi il Bologna torna al Matusa: per fare risultato occorrerà pareggiare la loro determinazione. Un Bologna qualitativamente superiore dovrà fare affidamento sugli attributi per non battere anche la statistica.

Sono tre le vittorie consecutive del Bologna in trasferta, guardando il dato statistico si potrebbe pensare ad una striscia prossima ad interrompersi. C’è di più, da quando Donadoni si è seduto sulla panca rossoblù, il Bologna ha sempre vinto fuori casa ad eccezione della scialba gara di Torino. Difficile continuare su questi ritmi, ma la statistiche possono essere sovvertite dal destino, dal fattore umano, dalla voglia che una squadra può metterci per andare contro alla logica schiacciante dei numeri. All’Olimpico il mister si lamentò del poco coraggio della squadra, della poca determinazione, del classico compitino svolto senza osare. I rossoblù fecero una ordinata prova difensiva ma nulla più. Da lì in poi il trend è cambiato, così come l’atteggiamento. Ma tutto, probabilmente, nacque dalla vittoria simbolo della gestione Donadoni: quella contro il Verona. L’Hellas, quel 7 novembre, vedeva nel Bologna la chance per ripartire, riprendere la marcia verso la salvezza e sistemarsi all’interno del gruppone che a quel tempo navigava stabile nella parti basse. Fu sconfitta, forse l’inizio della fine, perché il Verona – perdendo quell’occasione – non è più risalito. Dall’altra parte, se il Bologna non avesse strappato i tre punti avrebbe continuato a soffrire. Più o meno la stessa situazione del Verona la sta vivendo ora il Frosinone, per loro è l’ultima spiaggia per cercare un disperato aggancio prima al Carpi e poi a chi sta sopra. Hanno un solo risultato a disposizione, esattamente come quel Verona.

C’è anche il fattore Matusa, stadio in cui il Frosinone ha costruito gran parte della propria classifica. E’ un campo ostico, ostile, un catino ribollente con un manto erboso rivedibile. In tante lì hanno giocato male, anche quelle uscite con punti in saccoccia hanno faticato parecchio, quasi come quello stadio annullasse in parte differenze tecniche e di classifica. Ma c’è un fattore che mai nessuna squadra può togliere ad un’altra: l’atteggiamento. Se il Bologna scenderà in campo con la stessa determinazione degli avversari, non avrà problemi a far valere la propria superiorità tecnica. Basta volerlo, basta pensare a se stessi, a dare il meglio possibile in tutte le condizioni. Il Bologna non è più quella squadra chiamata a sopperire le proprie lacune tecniche con la fotta. No, ora c’è una squadra bella da vedere, che gioca al calcio e lo fa con costrutto, con una idea e una identità. Quella con il Frosinone sono le classiche partite in cui è necessario far pesare la propria superiorità tecnica, ma per farlo occorre pareggiare l’intensità di gioco degli avversari. Una volta fatto questo, pur consapevoli della difficoltà di espugnare un fortino, il Bologna potrà trovare il pertugio giusto per colpire. Sono le partite in cui occorre calarsi nella realtà in cui si sta giocando, i match da cuori forti e attributi importanti.

Tutti noi ricordiamo quel 2 maggio 2015, la vera disfatta del Bologna targato Lopez che a Frosinone si giocava le residue chance di secondo posto. La sconfitta senza colpo ferire, il gol sbagliato da Cacia, l’atteggiamento di una squadra battuta in partenza. Poi il summit fuori dagli spogliatoi, il potere decisionale di Tacopina letteralmente azzerato e le prime spinose questioni che Saputo ha dovuto affrontare sul piano tecnico. Il resto è storia nota, l’arrivo di Rossi e la promozione. Allora l’invidia verso i ciociari era tanta, ma dentro di noi albergava la consapevolezza che in caso di Serie A i ruoli si sarebbe ribaltati. E’ successo con loro, ma anche con il Carpi. Eccoci qua dunque, a distanza di nove mesi il mondo si è davvero capovolto e le nostre previsioni andate a buon fine. Non resta altro che imporre la nostra superiorità in quel campo che ci vide cornuti e mazziati. Prendersi la rivincita, anche se la rosa è cambiata, può essere uno stimolo in più per non farsi sopraffare dalla determinazione ciociara. Verrà fuori tutta oggi, si giocano il futuro, gli ultimi refoli di speranza per una salvezza lontana come un miraggio ma matematicamente possibile. Toccherà al Bologna togliere questa ultima residua certezza. Per diventare grandi, per non fermarsi ora.

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