Ramirez, che succede? Diawara: chiudiamo la faccenda

Ramirez, che succede? Diawara: chiudiamo la faccenda

Diawara e Ramirez, due casi spinosi per il Bologna chiamato a risolverli il più in fretta possibile

Due vicende distolgono l’attenzione della città dalla prossima sfida di campionato contro la Lazio. Parliamo della trattativa per Gaston Ramirez e della vicenda del presunto doppio tesseramento di Amadou Diawara.

Andiamo con ordine. Gaston Ramirez è tornato in orbita Bologna, dopo tanti abboccamenti e diversi rifiuti, compresa anche una richiesta del club rossoblù al giocatore di effettuare una serie di visite all’Isokinetic, l’uruguaiano mai come ora sembrerebbe vicino a ritornare in città. E’ proprio così? Diciamo innanzitutto che il clamore attorno a questa trattativa inizia a diventare un fattore negativo per chi spera nel ritorno. La piazza è stuzzicata, a tratti anche spiazzata, di sicuro spaccata tra chi lo rivorrebbe e chi no. I media rilanciano, vengono a conoscenza di una trattativa e non possono fare altro che riportarla. Di Vaio ammette pubblicamente una sua telefonata al giocatore, che però non scioglie i dubbi sulla condizione fisica di Gaston, anzi, per Di Vaio ‘El Nino’ è concentrato sulla nascita del primo figlio. Una ulteriore distrazione per un giocatore che ha bisogno di rilanciarsi nel mondo che gli consente di mantenere la sua famiglia. Ma si sa, non c’è niente di più importante della nascita del primogenito. Arriverà però il momento in cui Gaston dovrà decidere cosa fare, soprattutto: dovrà farlo di testa sua senza il condizionamento di quel Betancourt che non sempre – a mio modo di vedere – ha fatto gli interessi del giocatore. Certo, in questi anni ha strappato un contratto importante, diversi quattrini, ma il fatto che Ramirez abbia esposto il suo fisico al gioco duro della Premier forse in maniera prematura, ci conferma come la gestione Betancourt non sia così irreprensibile.

Ci sono possibilità dunque che Ramirez approdi al Bologna? Sì, lo ha detto lo stesso Betancourt in diretta a Sportitalia: ‘Chiuderemo a breve’ ha affermato. Pretattica? Chissà, di sicuro le trattative strombazzate ai quattro venti non mi sono mai particolarmente piaciute, di conseguenza: o il giocatore è ormai del Bologna, oppure si sta cercando di creare una cortina fumogena per lavorare più tranquillamente ad altri obiettivi o semplicemente Betancourt fa il furbo. Occorre ora ragionare sul possibile accordo. Tre anni di contratto sono tanti, inoltre le cifre di ingaggio devono essere contenute (e il giocatore fisicamente integro). Si parla di due milioni netti l’anno, francamente troppi. Il rischio è dunque accollarsi un contrattone per un giocatore non recuperabile dal punto di vista fisico. E di elementi incedibili di cui si attende la scadenza del contratto ne abbiamo già visti. La speranza è che Gaston stia bene, in questo modo tornerà fare la differenza per diverso tempo a Bologna, perché le qualità non si discutono. Si attendono ulteriori sviluppi.

Passiamo ad Amadou Diawara. Già il ragazzo deve convivere con i continui rumors riguardanti il suo futuro. Opzionato dal Napoli, corteggiato dal Milan, 20 milioni dal Chelsea, mettetevi voi nei panni di un diciottenne. Ora scoppia la grana relativa ad un presunto doppio tesseramento. Si dice che Diawara fosse stato tesserato da un club di massima serie in Guinea, un fatto passato inosservato ai tempi del suo sbarco in Italia quando Diawara firmò il suo primo contratto da professionista. Su questo aspetto però faccio fede alle parole del presidente del San Marino: “Abbiamo sudato sette camice per tesserarlo, ci siamo fatti mandare tutta la documentazione dalla Guinea e non c’era nessun tesseramento precedente”. Se ci sono le carte, se c’è il via libera dalla Federcalcio guineana, possiamo chiudere qui ogni discorso. Per un semplice motivo: abbiamo tra le mani una pepita d’oro molto ricca e che può aumentare costantemente il suo valore nei prossimi mesi, ma per farlo il ragazzo deve poter giocare tranquillo, senza ansie, tensioni e preoccupazioni. Lasciamolo in pace, consentiamo ad Amadou di crescere con tranquillità, è nell’interesse suo e in quello del Bologna. Se anche gli aspetti positivi, come la scoperta di un giocatore da plusvalenza sicura, si trasformano in un problema non usciremo mai dal nostro status di provinciale. Se poi quel tesseramento esiste, la responsabilità dovrebbe ricadere su chi lo ha portato in Italia. Ma se da San Marino dicono che tutto è a posto, il Bologna che ruolo avrebbe?

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