Qualche dollaro in più?

Qualche dollaro in più?

Non è ancora decollato il mercato del Bologna, ed è normale chiedersi quando lo farà. I 4 colpi settimanali non sono arrivati, è sbarcato a Castelrotto Franco Brienza ma, con tutto rispetto, non possiamo pensare sia lui il botto estivo targato Pantaleo Corvino. E’ una bella presa, un giocatore che può dare una sostanziosa mano a risolvere qualche partita e portare una decina di punti in faretra, non di certo quel giocatore portante su cui costruire l’attacco rossoblù. Complici prezzi elevati e un budget definito, il direttore sportivo rossoblù ha sistemato la difesa e inserito il regista di centrocampo, probabilmente i titolari più accessibili sul mercato, i reparti di solito più economici. Poi sì, il riscatto di Mbaye è tutt’altro che in saldo, ma di sicuro con Rossettini, Mirante, Crisetig e Rizzo il Bfc non ha speso tanto, o almeno sono costi che non appesantiscono più di tanto il bilancio di questo esercizio. Sui riscatti ci si penserà il prossimo anno. I dolori sono arrivati dalla mediana in su, perché con un budget contingentato Pantaleo Corvino ha dovuto rimanere fermo sulle sue proposte senza muoversi di una virgola. Un aspetto che ci trova d’accordo su Duncan, giocatore non ancora affermato e che è andato a percepire un ingaggio da favola a Sassuolo, meno su Defrel che il Bologna avrebbe in mano da tempo se solo alzasse di un pochetto l’offerta al Cesena. Corvino non può farlo, non ha la disponibilità economica che i romagnoli richiedono e la telenovela è destinata a continuare. Poi sì, il giocatore vorrebbe Bologna, ma è chiaro che se i rossoblù non possono tentare l’affondo decisivo, il francese andrà altrove. E’ un problema questo, perché gli altri club conoscono perfettamente la situazione del Bologna, una rivoluzione tecnica dopo la promozione in Serie A, uno svantaggio notevole per i felsinei che invece si ritrovano davanti squadre già fatte e formate da tempo, costruite su gruppi consolidati nelle ultime stagioni. Il Bologna è visto come un rivale accreditato ed è normale che gli avversari cerchino di complicare le cose, anche alla luce di un budget non astronomico. 

 

In questa situazione, a luglio Pantaleo Corvino non può tentare l’affondo sui suoi obiettivi di mercato, infatti sta iniziando a costruire tutto il contorno, portando in dote a Rossi le prime riserve. Sostanzialmente la strategia è contraria a quanto pensassimo, impossibilitati a prendere i titolari, si è partiti dai rincalzi, attendendo con ansia che ad agosto la ridda senza senso di voci e prezzi si calmi rendendo il mercato più facile e con un ventaglio di scelta più ampio. Quel momento arriverà, è sicuro, anche per via dei nuovi regolamenti, bisognerà solo verificare se prima o dopo l’inizio del campionato. Non dimentichiamoci che quest’anno verranno giocate due partite di Serie A con il mercato aperto, un aspetto da non sottovalutare. L’ulteriore problema per Rossi è dunque la mancanza di un gruppo concreto su cui lavorare. Il completamento della rosa potrebbe arrivare tardi e questo può concretamente avere la conseguenza di un inizio stentato di stagione per il Bologna. L’immediata considerazione che ne consegue è relativa alla posizione dell’allenatore, perché se Rossi, speriamo di no, dovesse partire male (non per colpa sua, ma per il ritardo del mercato) a quel punto correrebbe pure il rischio di essere esonerato, rendendo l’avvio della Serie A una incognita totale e piena di dubbi. 

 

Fenucci ieri in conferenza stampa ha affermato che una eventuale situazione di difficoltà era stata ampiamente preventivata, può essere vero ma non fino a questo punto e cioè con un Bologna completo solo a metà a fine luglio. Fornisce sollievo invece la volontà della proprietà di investire ancora sul mercato, o meglio, aprire leggermente i cordoni della borsa sfociando sulle risorse destinate alle prossime stagioni. Servono più risorse per completare questa rosa, Saputo lo sa anche se ne ha già messe tante e ha programmato di destinarne di ingenti sulle strutture e tutto il comparto. Chiaro, il futuro passa non solo dai ricavi che si possono generare tra qualche anno per far camminare il Bologna sulle proprie gambe, ma anche e soprattutto dal livello della squadra che sarà allestita per la prossima stagione. Non si può rischiare la Serie B neanche di striscio. Aspettiamoci dunque qualche colpo reale di mercato nelle prossime settimane, anche se il lavoro di Delio Rossi rimane altamente proibitivo e complicato. Ha glissato invece l’amministratore delegato sui rapporti tra Tacopina e Saputo e nella nota presidenziale non pubblicata. Non lo ha detto Fenucci, lo diciamo noi: i rapporti sono ai minimi. L’unica speranza è che questo non incida sul calciomercato. Come? Bè, se Saputo decidesse di liquidare Tacopina assorbendo le sue quote, dovrebbe spendere ulteriormente denaro, risorse che, eventualmente, avrebbe potuto utilizzare sul mercato. Speriamo bene. Nel frattempo, sembra stia arrivando qualche dollaro in più…

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