Qual è la vostra speranza per Torino?

Qual è la vostra speranza per Torino?

E’ la sfida delle sfide per un tifoso del Bologna, la partita contro la Juve non è mai come le altre. Troppi trascorsi, troppi episodi, troppe vicende legate più ai telefoni che al campo, non sarà mai pace. E’ un vero peccato che proprio nel momento di massima difficoltà della Juve in campionato, anche il Bologna si presenti incerottato e privo di qualsiasi certezza o garanzia. Abbiamo perso la bussola, non sappiamo quanto vale realmente la rosa costruita da Corvino, non capiamo se lo scarso rendimento è attribuibile al mercato ritardatario, ad errori del mister o debolezza dei calciatori, non comprendiamo se la strada giusta sia esonerare Rossi e assumere Donadoni. In sintesi: facciamo fatica a trovare la via d’uscita. Dovremmo infilarla proprio domenica allo Stadium, spingere il maniglione antipanico e lasciare la crisi alle spalle. E’ possibile? Secondo me no. Vivendo emozionalmente la sfida, pensandola da tifoso, ogni partita con la Juve per me è persa in partenza. Da quando la Vecchia Signora domina il campionato c’è sempre stata troppa differenza di livello per pensare anche solo di strappare un punto, mentre nelle occasioni in cui il Bologna se la giocava sono intervenuti fattori esterni loschi o arbitraggi ‘telecomandati’. Sì, qualche soddisfazione qua e là ma poca roba, e sicuramente la doppietta di Di Vaio non la dimenticherà nessuno. Così come lo schiaffo di un tifoso juventino al nostro bomber nell’anno di debutto del civilissimo Stadium. Ragionando invece da giornalista pubblicista, c’è la consapevolezza che nel calcio nessun risultato è scritto, soprattutto se di fronte non c’è più la Juve schiacciasassi delle passate stagioni. Il problema è che il Bologna è penultimo, incapace di vincere al di fuori del Frosinone e, soprattutto, incapace di pareggiare (risultato importante per chi può muovere la classifica a piccoli passi). Analizzando le statistiche, il dato che fa tremare è rappresentato dal fatto che i campioni d’Italia non hanno ancora vinto in casa in campionato, quale occasione più prelibata della sfida contro la penultima della classe. Inoltre, ci sarebbe l’occasione di mandare un segnale al campionato comprendendo anche la vittoria in Champions, due successi consecutivi darebbero ad Allegri e alla Juve nuovi titoloni su giornali. Robe del tipo ‘La Juve è tornata!’. Poco importa se la vittoria arrivasse contro il povero Bologna. A ringalluzzire i tifosi rossoblù invece sono i numeri di Rossi, vincitore già 5 volte a Torino. La prima addirittura dieci anni fa con il Lecce, un 3-4 monumentale con i giallorossi avanti addirittura 4-1 nel primo tempo. Ma quello era un Rossi ancora in rampa di lancio verso squadre più prestigiose. Il Delio che invece strapazzò la Juve con la Sampdoria era già l’allenatore navigato e scafato che è ora. Ringraziando una splendida doppietta di Icardi, ora alle prese anche con ben altre doppiette fuori dal campo.

In questi giorni si parla tanto di similitudini tra Bologna e Juve, ovvero due squadre che in fase di mercato hanno cambiato tanto, rendendo la vita più complicata ai propri allenatori. Allegri e Rossi stanno costruendo un nuovo ciclo, per tutti ci vuole tempo e pazienza. C’è però una sostanziale differenza a vantaggio del secondo: le tempistiche. Marotta ha messo a disposizione di Allegri la rosa pressoché al completo ad inizio estate, a fine mercato solo due colpi: Alex Sandro e Hernanes. Diverso il discorso per Rossi che invece ha abbracciato con felicità metà squadra negli ultimi dieci giorni di agosto. Qualche attenuante per Delio, in sintesi, c’è.

Ora, badando al sodo, qual è la vostra opinione sulla partita di domenica? Mi spiego, considerate Rossi il principale responsabile di questa posizione di classifica e, di conseguenza, sperate in una sconfitta con esonero, oppure credete ancora nell’operato dello staff tecnico e non vorreste vivere un’altra delusione al cospetto della Juve? Il mio pensiero è questo, ed esula in parte dal risultato. Fermo restando che le probabilità di fare punti sono minime, e considerato il fatto che nell’analisi verrà valutato anche l’eventuale passivo finale, credo fermamente che la società debba essere chiara con se stessa. Se si nutre la massima fiducia in Delio Rossi si vada avanti senza i minimi tentennamenti, se invece qualche crepa inizia a fare capolino attendere il corso degli eventi sarebbe contro producente. Si rischia di perdere quei due o tre allenatori discreti ed accessibili sul mercato, si rischia di perdere due settimane se, con un Bologna ancora malato, non arrivasse una vittoria contro il Palermo, si rischia – inoltre – di incrinare sempre di più il rapporto tra tifosi, squadra e tecnico. Occorre massima chiarezza, non solo nelle dichiarazioni ufficiali, ma soprattutto dentro le mura di Casteldebole. Sperando che il Bologna possa dare un dispiacere ad una squadra che di certo non amiamo.

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