Episodi arbitrali: farsi sentire serve a qualcosa?

Episodi arbitrali: farsi sentire serve a qualcosa?

Terzultimo posto in classifica dopo 14 giornate, solo errori dei rossoblù o anche qualche episodio arbitrale sfavorevole?

Sono almeno 6 i punti persi dal Bologna nei secondi tempi, alcuni frutto di errori difensivi, altri causa di sviste arbitrali. Sui primi abbiamo ormai analizzato tutto: l’inesperienza, le mancate diagonali dei terzini durante la gestione Rossi, il perseverare con uno schieramento che riproponesse continuamente i soliti problemi, insomma, eravamo giustamente focalizzati di più sugli errori dei nostri che su quelli delle giacchette fluo. Ma ad un certo punto della stagione, dopo un paio di arbitraggi discutibili, si rende necessario scandagliare questo inizio di campionato per capire se le decisioni degli arbitri possano aver inciso sull’attuale posizione di classifica del Bologna.

Nulla di particolarmente eclatante da segnalare nelle prime due sfide, a Roma contro la Lazio un Bologna acerbo non ebbe scampo, mentre contro il Sassuolo un clamoroso contropiede subito al minuto 86 sancì l’immeritata sconfitta. Fino a qui nessun problema.

A Genova il Bologna tiene bene contro la Samp, anzi, sfiora ripetutamente il vantaggio nel primo tempo e crolla solo dopo l’espulsione di Rizzo che ingenuamente trattiene la maglia a Eder in ripartenza. Trattenuta leggera, ma se l’arbitro la vede, il secondo giallo diventa inevitabile. Sul momento, onestamente, il rosso non è sembrato uno scandalo (ingenuità di Rizzo), ma il giudizio cambia quando a Firenze un Bologna quadrato viene punito dalla viola su un cross di Ante Rebic, giocatore che probabilmente non avrebbe potuto effettuarlo quel traversone se l’arbitro Calvarese si fosse accorto della durezza del suo intervento su Taider. Più rosso la trattenutina di Rizzo o il pestone di Rebic?

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Proseguendo si arriva alla sconfitta interna per due a uno contro l’Udinese. Il Bologna spreca l’impossibile con Franco Brienza e non chiude i giochi dopo il momentaneo vantaggio di Mounier, ma se il francese è stato sanzionato da Rocchi contro la Roma per un tocco di mano, non avviene lo stesso con Gervasoni che lascia correre un evidente braccio galeotto di Wague in area. Non solo, mentre il guardalinee Vuoto sanziona un fuorigioco inesistente a Mounier al cospetto dei giallorossi, Schenone non fa altrettanto con Badu in occasione della rete dell’uno a uno. La rassegna si conclude con la direzione di gara di Ghersini sabato. Paragonandolo a quello sanzionato a Ferrari per una spintarella su Morata, quello non concesso a Mancosu per intervento da dietro di Molinaro appare un penalty solare. Un altro episodio poco chiaro oltre al netto fallo di mano di Belotti.

Morata

Da aggiungere alla lista ci sarebbe anche un gol in fuorigioco con il Carpi, reso vano dalla rimonta rossoblù, e la mancata espulsione di Torosidis. Certo, c’era il rigore per il fallo di mano di Diawara non visto da Rocchi, ma quello fischiato a Iturbe è viziato dalla gomitata di Dzeko a Maietta. Sempre restando in tema di espulsioni congrue alla gravità del fallo. Perché a volte si sanzionano più duramente le trattenute rispetto alle entrataccie che fanno male…

In sintesi, il Bologna avrà anche perso qualche punto per evidenti lacune tecniche, ma qualcosina da recriminare su determinati arbitraggi ci sarebbe. Corvino si è esposto chiaramente al Pallone nel Sette su Rocchi, ma la strategia non ha al momento portato a nulla di buono, anzi: esattamente il contrario. Ecco dunque che la tattica del lamentarsi sempre e comunque può essere fruttifera se ti chiami Juve, Roma o Milan, non se sei il Bologna. Corri addirittura il rischio diventare ancora più antipatico al cospetto di chi da anni non ti vede di buon occhio. Ovvio, difficile pensare ad un disegno malvagio che punti a punire il Bologna, semplicemente il calcio è di nuovo di fronte all’ennesima prova dell’inadeguatezza della classe arbitrale (comprendenti anche di addizionali e guardalinee). Se ne parla da anni ma le cose non cambiano, nemmeno se una squadra retrocedesse per via di un piccolo-grande punto sottratto da una svista arbitrale. Passi a Torino contro la Juve, ma è chiaro come due o tre punti i rossoblù li abbiano lasciati per strada per colpa delle decisioni arbitrali. Adesso farebbero tanta differenza all’interno della nostra classifica, la speranza è che non facciano altrettanto differenza a fine campionato. Quando conta di più.

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