Promossi o rimandati, a Vercelli per…

Promossi o rimandati, a Vercelli per…

Non è lo spot della Cepu, anche se questo Bologna rischia domani di essere rimandato. E il soddisfatti o rimborsati nel calcio non esiste. L’interrogativo è chiaro: possibilità di secondo posto o solo strenua difesa del terzo? Risposta semplice: tutte e due.  Con l’arrivo di Delio Rossi ci eravamo detti: “Vinciamone tre poi vediamo”. Ecco, forse abbiamo dato troppo per scontato il fatto che il Bologna avrebbe conquistato nove punti e infatti due sono stati persi per strada. Probabilmente quelli  dal peso specifico maggiore visto il contemporaneo pareggio del Frosinone a Cittadella, una occasione di riavvicinamento del tutto mancata dal Bologna come il più stolto degli attaccanti di quinta categoria che cicca il pallone a due metri dalla porta vuota. Come sempre: guardiamo con occhi attenti agli altri campi mancando però di fare il nostro dovere. Un po’ come ottenere un appuntamento con la donna più bella del mondo e mancarlo perché si è perso tempo con la scelta dei vestiti. In più vi si buca pure una gomma dell’auto. Ora, per evitare che anche il cric faccia “crac”, è necessario riprendere un passo spedito ed eludere gli assalti di Vicenza e Spezia, due squadre con difetti ma che il Bologna non riesce totalmente a scrollarsi di dosso. Partire dalla piazzola numero uno della griglia playoff sarebbe un bel vantaggio, non tanto per poter usufruire di quattro pareggi (se si scende in campo con la mentalità pareggiante poi si perde) piuttosto per mandare un segnale forte a tutti, ovvero: noi siamo il Bologna, lo squadrone, portiamo con noi blasone, tradizione e rosa competitiva, siete voi a doverci temere e non viceversa. Quello del terzo posto sarebbe l’obiettivo minimo, con la differenza che a inizio stagione lo avremmo sottoscritto, ora lo stiamo sostanzialmente maledicendo. Dall’altra parte, l’atavica propensione al tafazzismo non ci può far dormire sonni tranquilli nemmeno su questo target e allora è meglio tenere alta la guardia per evitare un tracollo senza precedenti.

Ormai non ci fidiamo più, perché non è stata una questione di risultati sfortunati dagli altri campi o di biscotteria assortita, ma solo ed esclusivamente responsabilità nostra, troppi punti buttati, tante occasioni sprecate e delusioni cocenti una dietro l’altra, abbiamo provato tanti sentimenti passando dalla gioia alla rabbia, dalla speranza ai rimpianti, dal secondo posto al quarto. Diciamoci la verità: c’è sempre mancato qualcosa, quel pizzico di solidità e continuità in più che completasse questo Bologna e desse ampia e duratura soddisfazione ai tifosi, non ci siamo mai sentiti appagati, a testimonianza di una stagione divisa a metà, incompleta, incompiuta quasi di default. Potremmo essere pronti per la festa e le vacanze estive, invece probabilmente ci toccheranno gli esami di riparazione, quelli più delicati, strani, atipici, sconsolanti nel sapere che gli altri si divertono mentre tu no, in una sola parola: maledetti.

Poi c’è la matematica, ancora la condanna dei sacri e incontrovertibili numeri non è arrivata ma può presentare il conto al Matusa. Il Bologna spera e gufa esattamente come ha fatto sabato a Cittadella con le radioline sintonizzate sulle frequenze del Tombolato, peccato però che prima di gufare per le sconfitte altrui dovrebbe  imparare a guadagnarsi e gioire delle vittorie proprie. Invece non arrivano, lasciandoci il perenne amaro in bocca di occasione sprecata, di maledizione che colpisce chi tifa per questi colori, quel senso di rassegnazione alla sofferenza continua anche quando le casse sono diventate magicamente piene. Torniamo dunque alla domanda iniziale, stavolta (e per davvero) il Bologna deve vincere senza se e senza ma, evitando di pensare a quanto succede a Frosinone guardando solo ed esclusivamente in casa propria. Prima i rossoblù dovranno fare il loro dovere e poi gettare uno sguardo ai risultati altrui, solo così si uscirà dal campo con la sensazione che si è cercato di fare di tutto per tenere viva anche la più flebile speranza. L’esame di oggi sarà presieduto dalla commissione piemontese presieduta da mister Scazzola, ci saranno tante domande a trabocchetto tra le quali quella inerente ad un campo sintetico reso viscido dall’acqua, una trappola lo ha definito il compagno Baroni che con il suo gruppo di studio pescarese ce l’ha fatta a passare indenne sotto le forche caudine vercellesi. Bisognerà essere preparati. Notte prima degli esami, quelle lontano da casa, senza praticamente tifosi al seguito.  Si gioca per il terzo posto, ma chissà che un Frosinone che non vince in casa con il Crotone da venticinque anni non si sia presentato alla tesi di laurea impreparato e in preda agli inebrianti fumi dell’alcool da festa anticipata. Forza Bologna, oggi (per favore) vinci.

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