Precisamente, la sosta per le Nazionali a cosa serve?

Precisamente, la sosta per le Nazionali a cosa serve?

Difficile far passare il tempo quando la domenica il Bologna non gioca, manca un po’ tutto, le dichiarazioni dei protagonisti, le conferenze stampa, le prove di formazione, i pronostici, l’attesa spasmodica di vedere i rossoblù in campo. Odio viscerale verso la pausa dedicata alle Nazionali, una sosta che interrompe il cammino del campionato e, in molti casi, restituisce giocatori infortunati. Successe già con Maksimovic del Toro a inizio settembre, ora Pogba con la caviglia in disordine, l’eterna diatriba tra i club e le federazioni, i primi intenti a salvaguardare la salute dei propri giocatori, le seconde invece desiderose di metterli a disposizione dei c.t. per il bene comune della bandiera. Prendiamo ad esempio Jovetic, non sta benissimo ma non vuole abbandonare i suoi compagni di Nazionale e un intero paese, dall’altra parte l’Inter segue con apprensione quello che succede; sai mai ritorni indisponibile per la sfida contro la Juve…Fortunatamente il Bologna, per questa settimana, non ha problemi così impellenti. Ferrari non stava bene ed è già tornato, Krivicic è con la Slovenia Under 21 ma non gioca in prima squadra, mentre Taider e Mbaye faranno viaggi intercontinentali. Pesa l’assenza del senegalese, sarebbe forse chiamato a sostituire Ferrari ma riabbraccerà Rossi solo settimana prossima, se poi ci mettiamo le dichiarazioni al vetriolo del suo procuratore….Ecco, giuro, tre giorni fa pensavo proprio ad Accardi, a quanto fosse stato svelto l’anno scorso a sparare contro Lopez perché il suo assistito non giocava, anche a Fusco che avrebbe creato la combriccola, il blocco di cemento armato che ha traghettato il Bologna fino alla promozione. Tra me e me dicevo: “Strano che non abbia ancora parlato, in fondo Mbaye non gioca neanche con Rossi”. Taac, detto fatto. Quando sei piccolo o devi migliorare di solito ti dicono ‘ne devi mangiare di bistecche prima di…”, ecco: non è che forse Ibrahima non è ancora pronto? E poi, caro Accardi, si gioca in undici, l’allenatore sceglie, inevitabilmente qualcuno sta fuori. Anche i giocatori più pagati devono sottostare alle decisioni di chi sta sopra di loro e il posto da titolare non è garantito per nessuno. Certo, se si dovesse passare al 3-5-2 magari Mbaye qualche minuto lo troverà, soluzione che ho auspicato anche io, ma come terzino non ci siamo proprio per il momento.

Chiusa la parentesi (Krafth scaldati) ritorniamo alle Nazionali. Fosse per me, negli anni in cui non ci sono competizioni, inserirei le qualificazioni in estate: partite ravvicinate a fine campionato, gironi con meno squadre e nel giro di un mese si finisce tutto. Si toglierebbe ai giocatori una parte di vacanza, certo, ma credo che con gli stipendi che percepiscono un piccolo sacrificio si potrebbe fare. Tolte le soste all’interno del campionato, mantenendo magari un paio di turni infrasettimanali, ci sarebbe la possibilità di terminare prima la stagione, quindi recuperando una parte delle vacanze perdute. Sai mai si mobiliti il sindacato dei calciatori…Capisco ovviamente la necessità dei c.t. di lavorare con i convocati e di non ritrovarseli per una manciata di giornate all’anno con una possibilità limitata di incidere dal punto di vista fisico e tattico. In questo caso però andrebbero inseriti i tanto famosi stage, ma solo nelle stagioni che si concludono con una competizione internazionale che sia l’Europeo o il Mondiale. Per il resto poca roba, perché il sovraccarico di partite tra campionato, coppe nazionali, coppe europee e impegni con la rappresentativa di bandiera inizia a diventare importante, con il conseguente aumento della percentuale di infortuni che non fa altro che destabilizzare le performance in campionato delle squadre di appartenenza dei giocatori. Sono i club che pagano, e tanto, cartellini e stipendi, sono loro, dunque, a rimetterci di più in caso di infortuni. Certo, la Fifa ha creato una sorta di rimborso per chi si infortuna gravemente in Nazionale, ma i danni dal punto di vista dei risultati non li risarcisce nessuno. Faccio un esempio, se Krafth e Donsah si fossero fatti male in Nazionale e il Bologna non avrebbe potuto schierarli in queste prime sette-dieci partite? Non ci sarà mai la controprova, ma le due assenze avrebbero pesato – e tanto – sulla posizione di classifica del Bologna.

L’altra sera sentivo Andrea Agnelli, parlava di riforme all’interno del calcio europeo. In particolare, si chiedeva uniformità di date, cioè che tutti i massimi campionati europei potessero iniziare e finire nello stesso periodo. Qui però si va incontro anche a problemi climatici, situazioni che differenziano l’Italia dall’Inghilterra e dalla Germania. Oltremanica si può giocare anche ad agosto inoltrato che problemi non ce ne sono, in Italia, con 40 gradi, diventa complicato. Insomma, uniformare diventa difficile, così come inserire le qualificazioni in estate. Mi chiedo però a cosa serva giocare ora, quando i giocatori, già affaticati ad inizio stagione, vengono poi rispediti a casa per infortunio non potendo giocare con la Nazionale. Esempio? Insigne, è il giocatore italiano più in forma ma Conte non potrà utilizzarlo…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy