Pranoterapia

Pranoterapia

A chi gli ha chiesto come ha convinto Joey Saputo (il quale si è detto colpito dall’entusiasmo del nuovo tecnico) Delio Rossi ha risposto: “Non lo so, mi sono solo presentato e ho elencato il curriculum”. Ebbene sì, anche nel calcio le trattative, a volte, partono come nel più classico dei colloqui di lavoro. Da una parte si illustra la situazione, dall’altra si mette in mostra il passato. Et volià, il gioco è fatto. E’ iniziata dunque in questo modo l’avventura di Delio Rossi come allenatore del Bologna, se promozione sarà potremmo ripercorrere a ritroso i primi vagiti di questo matrimonio che noi tutti speriamo possa prolungarsi il prossimo anno. Semplicemente perché vorrebbe dire Serie A. “Senta, i nostri risultati non sono soddisfacenti, cerchiamo un nuovo allenatore e abbiamo pensato a lei”, risposta “mi fa piacere, in carriera ho fatto un solo playoff e l’ho vinto, ho portato in A Salernitana e Lecce, in Champions la Lazio e ho fatto due finali di Coppa Italia, una vinta”, “ok, la prendiamo”. Sarà andato più o meno così il colloquio di lavoro tra Saputo e Rossi, immaginiamo che le classiche domande “perché accetterebbe questo lavoro” oppure “che cosa la spinge a presentarsi a questo colloquio” il magnate canadese le avrà evitate. E’ pur sempre calcio e da che mondo è mondo sono i proprietari a scegliere gli allenatori e non viceversa. Battute a parte, la prima caratteristica che balza agli occhi ascoltando Delio Rossi è l’assoluta serenità con cui ha approcciato questa situazione. Niente proclami, solo la promessa di un impegno massimo e la richiesta di un sostegno totale da parte della piazza e della stampa. Diciamo che è un po’ come quando Goku chiama a raccolta l’intera umanità per conferire potenza alla propria onda energetica. 

Il messaggio che esce dalla prima conferenza stampa del nuovo mister è uno solo: stiamo uniti. Sì, più o meno un motto di stile morandesco ma citato dal nuovo allenatore forse fa più effetto. Delio Rossi è un uomo saggio e a dispetto di alcuni recenti episodi poco eleganti, è un personaggio mite e sereno, sostanzialmente consapevole della situazione e di cosa bisogna fare per stare al mondo. Davanti alla stampa non attacca nessuno ai muri, ma è chiaro che pretenderà il massimo dai suoi ragazzi, quel qualcosa in più che fino ad ora è stato speso solo a parole e non nei fatti. Di tensione ce n’è già tanta e allora il mister ha voluto lasciare l’ambiente tranquillo, perché arrivare e stravolgere tutto può non essere la cosa giusta da fare ora. Cambiare sì, senza esagerare. Anche perché, come ha ribadito lo stesso Rossi: “Bisogna fare subito e bene”. Per fare in fretta forse è necessario trovare quei due o tre accorgimenti per rimettere in sesto la baracca e non snaturare tutto cercando di fare propria una rosa costruita da altri. Ci vorrebbe troppo tempo.

Diciamo che chi si aspettava un allenatore pronto a fare fuoco e fiamme davanti ai giornalisti si è sbagliato, ma d’altronde è troppo esperto il nuovo tecnico per sancire una così netta rottura col passato almeno alla prima conferenza stampa. Potrebbe farlo nei moduli e nelle scelte degli uomini ma per il momento meglio mantenere il profilo basso, può essere utile per togliere pressione a lui (ci si aspetta una inversione di tendenza con uno schiocco di dita) e alla squadra. Nessuna pranoterapia dunque, nessun particolare incantesimo che ridarà smalto istantaneo ad una squadra molle e chi pensa basti l’uscita di scena di Lopez per fare rifiorire il Bologna si sbaglia. I rossoblù continueranno a far fatica, ma forse saranno diretti meglio dalla panca. Non si poteva continuare così, certo, Lopez probabilmente era inadeguato, ma serve lavoro, servono le mosse giuste e tanto sacrificio, servirebbe anche tempo ma non ce n’è. Diciamo che il Bologna potrebbe giocare meglio ma non sarà mai il Real Madrid. Rossi sa alla perfezione che con così pochi giorni davanti deve cavare succo da un’arancia spremuta non è facile se anche lo spremiagrumi è difettoso. I giocatori sono quelli e alcuni difetti non sono eliminabili. Potrebbero cadere anche tutti i discorsi sulla psicologia dei ragazzi, per incidere sulle menti servirebbe uno psicologo, a volte una psichiatra, mentre la sensazione generale è che al Bologna serva altro, nella fattispecie ciò per cui è stato chiamato Rossi: un allenatore. 

Il tecnico, inoltre, può incidere pochissimo sull’aspetto fisico ma tanto su quello tattico, la promozione del Bologna si giocherà attraverso moduli diversi e stili di gioco differenti rispetto a prima e non su una condizione atletica smagliante. Il tutto passa anche dalla gestione di uno spogliatoio in cui la presenza di giocatori che conosce può dargli una grossa mano. L’ho visto a pochi metri di distanza, gli occhi parlavano molto di più della bocca e si percepiva il desiderio di Delio di tornare a lavorare perché, come dice lui stesso, “è l’unica cosa che so fare”. Negli occhi si leggeva la speranza di riuscire a farcela e poter costruire, assieme a Corvino, il futuro in A di questa squadra. Rossi non è quello che prende a mazzate Lijaic o quello che espone il dito medio a Burdisso, è un allenatore che ci tiene e sa fare il suo mestiere, che sa adattarsi alle varie situazioni e quindi a tarare la messa in pratica delle sue capacità sulla base di quello che già c’è nonostante una situazione del genere non gli sia mai capitata prima. E’ questo il punto cruciale, Rossi avrebbe potuto fino a giugno godersi i soldi della Samp e aspettare una chiamata per il prossimo anno, ha deciso di giocarsi un pezzo di carriera con tre partite a disposizione, segno che crede nelle sue capacità ma, soprattutto, in quelle della squadra. Chissà, forse la via più semplice per ridare vita a questa squadra è scegliere uno schema giusto e far scendere in campo i giocatori in una posizione corretta. Insomma, fare le cose perbene, valorizzare il più possibile il materiale a disposizione e far rendere al meglio ogni singolo giocatore. Forza Delio, in bocca al lupo!

ps: caro mister, mi sa che alla fine quel coniglio dal cilindro le toccherà, in un modo o nell’altro, estrarlo.

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