Perché mai cambiare tutto quello che funziona?

Perché mai cambiare tutto quello che funziona?

Corvino e Donadoni, l’oro del Bologna e di Saputo. Perché il chairman dovrebbe sconvolgere un asse che ha prodotto risultati e guadagni per il club?

Alcuni media parlano di fuoco amico ai danni di Corvino, c’è paura che Donadoni possa andare a Milano se dovesse arrivare una chiamata del vegetariano Berlusconi. La tranquillità a Bologna è una chimera, perché anche quando tutto fila liscio c’è sempre una bolla pronta a esplodere e scuotere l’ambiente. Forse la città calcistica ha nel suo dna lo spionaggio, il controspionaggio, le trame intestine, il chiacchiericcio tra le righe. Ma se un giornalista decide di imbastire un articolo basato su una strategia che vedrebbe Corvino a rischio del proprio posto, significa che qualche spiffero – o qualche rumors – gli è giunto. E’ bene chiarirlo, nessun addetto ai lavori la mattina si alza e pensa ‘oggi cosa inventiamo?’.

Proviamo a fare ordine. Sabatini è in uscita da Roma, dalla capitale giungono voci di contatti con il Bologna, da diverse settimane lo spiffero circola e pare difficile pensare che tutta la platea possa aver inventato sul nulla una notizia dai contorni clamorosi. Certo, magari da Roma spingono affinché un Ds poco amato se ne vada, ma da qui al resto ce ne passa. Ad ogni modo, la destinazione più probabile per il dirigente sembra il Chelsea e forse il discorso si chiude. Avanti. Mihajlovic non sarà riconfermato da Berlusconi, nessuno lo dice ufficialmente ma leggendo tra le righe i contorni sono chiarissimi. Galliani e il Cavaliere devono cercare un allenatore, che la scelta ricada sul poco sorridente Donadoni? Chissà, di sicuro se arrivasse una chiamata il problema per il Bologna si porrebbe. Donadoni ha un contratto, a Radio Rai ha detto la sua sul futuro ipotizzando un Bologna pronto a diventare big se ci fosse una continuità nella direzione degli investimenti intrapresa da Saputo. Non sono arrivate parole chiare e definitive, la sostanza è che Donadoni è pronto a rimanere se il Bologna gli prospettasse un progetto in grande stile. Se questa decisione ricadrà sulla prossima stagione o su quella successiva effettivamente non lo sa nessuno, ma la sensazione è che Donadoni, da grande professionista, possa decidere di restare. Perché? In primo luogo qui ha posto una base importante in vista del futuro, la sua costruzione tecnica è già arrivata a un punto di non ritorno e traslocare in estate al Milan potrebbe voler dire ricominciare tutto da capo. Qui il mister ha potuto beneficiare dell’asticella bassa, di obiettivi minimi di salvezza e non altro, per questo ogni risultato in più che il tecnico ha portato rappresenta la ciliegina sulla torta ad una stagione fino ad ora straordinaria. Ma al Milan la situazione è diversa: il progetto tecnico è eternamente incompiuto, le recenti scelte di mercato confusionarie e Donadoni dovrebbe vincere partendo da zero, con una squadra da conoscere, plasmare, modellare a suo piacimento. Step che a Bologna ha già compiuto. Donadoni inoltre vuole assoluta chiarezza di rapporti e ruoli, a Bologna lui è l’allenatore, Saputo il chairman che chiede il permesso per entrare negli spogliatoi. Difficile che al Milan Berlusconi o Galliani bussino prima di entrare.

Ecco allora che su Donadoni e Corvino il Bologna deve provare a costruire il suo futuro, perché i risultati hanno dimostrato che la coppia funziona e produce. Obiettivi sempre raggiunti, rendimento della squadra ottimo, buon calcio espresso e tanti giovani valorizzati sia in ottica tecnica che economica, non c’è nulla che non giri in maniera sufficientemente egregia. Saputo ha acquistato il Bologna da Guaraldi ad una cifra relativamente bassa, ma ora si ritrova tra le mani un club che già vale dieci volte tanto. Tutto questo è frutto del lavoro del club, del comparto marketing e merchandising ma soprattutto del direttore sportivo e dell’allenatore. Donadoni e Corvino sono fonte di guadagno – se vogliamo usare termini terra-terra – per il Bologna e per Saputo. Il club, dunque, ha trovato una quadratura che al chairman piace tanto e che lo sta coinvolgendo sempre di più ad investire. Chiedersi se Saputo (e la sua famiglia) abbia in mente l’idea di cambiare questo asse funzionante può essere un esercizio inutile: la risposta è no. Chiedersi se qualcuno all’interno della compagine dirigenziale invece la pensa diversamente è un altro discorso, e che nessuno si inventa. La domanda da porsi è: serve davvero cambiare tutto ciò che funziona? Evidentemente no. Di conseguenza, Saputo non ha intenzione di privarsi di Corvino e cercherà di trattenere Donadoni (se effettivamente al mister arriveranno proposte). Occorrerà comunque chiarire in fretta la situazione, perché c’è un mercato da imbastire e decisioni da prendere (ad esempio se cedere un giocatore e reinvestire gettando un occhio al bilancio). Su tutto il resto, Saputo non ha mai proferito parola su Corvino, non fece altrettanto con Guaraldi, Tacopina e Zanetti. Ragioniamoci su.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy