Per un pugno di punti

Per un pugno di punti

Il mister lo ha detto chiaramente: “Per fare risultato dobbiamo unirci, diventare un pugno”. Un pugno che dovrà mettere K.O. il Palermo di Iachini nella sfida casalinga che segna il fatidico mezzogiorno e mezzo di fuoco, dove gli 11 cowboy rossoblù dovranno cavalcare in cerca dell’oro perduto. Un lingotto che pesa appena 3 punti, ma che farebbe sentire un po’ più ricco Delio Rossi sollevando il morale “a terra” della squadra.

Nel rinnovato Far West del Dall’Ara, non saranno ammessi spari a salve. La sosta ha concesso fin troppe giornate di tregua e l’aspettativa dei tifosi è alle stelle: come nei film di John Wayne alle prese con i pellerossa, nel nostro caso ci bastano un paio di colpi ben sferrati e mirati dritti nella rete dei rosanero per conquistare l’agognato bottino. L’impeto vulcanico, oggi, dobbiamo tirarlo fuori noi. A loro vanno lasciate le briciole del cannolo e una scarpetta di caponata a dir tanto. Niente da criticare alla rinomata cucina siciliana, ma allo scadere del 90° preferirei festeggiare gustando un piatto abbondante di turtléin!

L’attesa ci ha costretti in un campo minato dove ogni ipotesi poteva sembrare esplosiva, azzardata, o al contrario troppo cauta; gli infortunati non sono pochi, la collezione di cartellini gialli conquistata dal nostro Bomber è un biglietto da visita succulento per i ragazzi di Iachini e qualsiasi passo falso dei nostri potrà mettere in discussione il fragilissimo equilibrio che Rossi ha cercato di mettere in piedi (in tutti i sensi) per il suo modulo. Modulo che, tuttavia, ha risentito dell’assenza di elementi fondamentali come Giaccherini e Donsah, senza contare i continui compromessi e aggiustamenti che hanno giocoforza plasmato l’impianto tattico di una formazione ancora acerba, in cerca di sinergie e complicità che solo il tempo potrà far esprimere al meglio.

Il match contro il Palermo, insomma, potrà essere determinato da un episodio, una ingenuità, un errore dell’avversario che sarà bene sfruttare con lucidità e cinismo. L’immaginario dei film Western non è citato casualmente: Bologna-Palermo sarà anche una partita in cui mister Rossi affronterà se stesso, il suo passato, la sua reputazione di “miglior allenatore vincente” alla guida degli etnei nella stagione (non troppo lontana) 2009-2011. Immaginatelo inzaccherato di polvere, con il ghigno beffardo di un Wayne intento a scrutare la propria ombra nell’ora più cocente della sua vita. Un’ora che scotta perché le sorti dei rossoblù si giocano tutti in una manciata di gol-salvezza, e non sempre la vittoria arriva da copione, alternando momenti di suspense ad altri di grande liberazione. Ci piacerebbe vedere Mattia Destro esultare, ad esempio. Assistere ad una grande cavalcata dell’ascolano verso l’area piccola dello “straniero” e infine seguire un proiettile che dal piede s’infila in porta come il colpo secco di un cecchino. Se pure non avremo ancora questa soddisfazione, se sarà una doppietta del pistolero francese Mounier, o lo sparo sordo di un attaccante improvvisato fra i maniscalchi della difesa, a questo punto non ci interessa. L’importante sarà vedere sul tabellone un punteggio che designa il Bologna vincitore, cancellando in classifica quel brutto 3 che marchia l’onore della nostra amata squadra.

A prescindere dall’arduo compito che ci spetta, il mucchio selvaggio di Rossi non dovrà perdersi d’animo in nessun caso. In queste ultimi interventi con la stampa di Corvino e Fenucci, del resto, è trapelata sempre l’unità corale del club nel sostenere il mister e i ragazzi e nel ribadire che il Bologna sta crescendo e avrà presto modo di sfoggiare la sua anima migliore. La fiducia della leadership è importante, così come l’amalgama amicale e professionale che può essersi creata in queste settimane nello spogliatoio. L’identità del BFC deve uscire allo scoperto, così potremo presto vedere una truppa molto più compatta, determinata, competitiva e aggressiva grazie al lavoro costante dei tecnici (fra cui l’apporto prezioso dello stesso Di Vaio) nel rifornire i giocatori di un’appropriata “ferraglia”. Difendersi non basterà. Ripartire in contropiede per sorprendere Sorrentino e segnare nel 1° tempo, non sarà sufficiente se poi non saremo in grado di gestire il risultato. Non è per lo spettacolo che saremo al Dall’Ara oggi. Sosterremo la squadra perché arrendersi non è un atteggiamento da veri uomini (e donne), da veri tifosi e da veri seguaci del Bologna. Per quanto mi riguarda, come ho già fatto notare in altre occasioni, la mia presenza allo stadio ha sempre portato fortuna…e per questa stagione è arrivato anche per me il debutto. E’ il caso di dire, visto il tema della pellicola: tocchiamo ferro! Le palle sarà meglio metterle in campo.

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