Panic market

Panic market

Potrebbero farci un film, anzi, per la precisione: un thriller. Il calciomercato a Bologna è qualcosa che non passa mai liscio, vuoi per il passato e vuoi per l’atavica propensione della piazza a non accontentarsi mai. Di conseguenza, non si contestualizza la situazione, ma la si prende così com’è. Sbagliato, perché se non partiamo da una premessa è chiaro che la somma degli addendi di questo mercato può risultare insufficiente. Bisogna partire dal pregresso, da quanto ha fatto (e speso) Saputo fino ad ora per mettere in sicurezza il club e garantire la continuità aziendale, tradotto: restare in vita. Inoltre, la nuova proprietà fin dalla sua prima conferenza stampa ha parlato chiaramente di consolidamento della categoria, un anno di transizione in A (evitando la retrocessione) per poi alzare gradualmente l’asticella nelle stagioni successive, quando cioè, si spera, il Bologna potrà iniziare a camminare sulle proprie gambe evitando al chairman di immettere costantemente denaro. Uno scenario impensabile per qualsiasi imprenditore con un minimo di buon senso quello di spendere in doppia cifra di tasca propria per finanziare il club. Qualche entrata dovrà pur arrivare no? Se poi la nuova proprietà ha adottato la politica del non cedere i prezzi pregiati, capiamo come la musica, rispetto al passato, sia cambiata. Mi rammarico, invece, che a rosa incompleta qualcuno tenti azzardati paragoni con Guaraldi…

 

Mancano 40 giorni all’inizio del campionato, una tempistica che non mi getta addosso ansia da prestazione. Meglio prendere i giocatori che si vogliono, anche a costo di aspettare, piuttosto che comprare perché è necessario farlo. Corvino la rosa avrebbe potuto completarla tranquillamente, ma non con giocatori utili e funzionali all’obiettivo e al gioco di Rossi. Di conseguenza, attende. Non solo per tattica, ma anche per fare di necessità virtù visto e considerato che il mercato ha deciso di alzare alle stelle i prezzi proprio nell’estate del ritorno in A del Bologna. Ecco, un po’ di sfiga c’è. 

 

Bene, fino a qui tutto chiaro (più o meno) ma so che attendete con ansia (sto scherzando ovviamente) un mio parere sul mercato del Bologna. Se cioè passerò per corviniano dando un bel sette in pagella o se passerò per criticone sentenziano un votaccio ben al di sotto della sufficienza. Nessuna delle due. Mi piace dare un giudizio con il quadro completo sott’occhio, anche perché non è che uno può decidere di fare una recensione su un Van Gogh se lo vede solo a metà. Mancando tutto il reparto offensivo, non posso avere il polso della situazione su quella che sarà la nostra avventura in campionato. Si può ragionare su reparti e sugli acquisti che fino a qui sono arrivati. Lo dico chiaro senza dubbi: i nuovi mi piacciono. Mirante è un portiere affidabile, Rossettini per una salvezza tranquilla va benissimo, Crisetig è un ottimo regista e Rizzo un giocatore che qui può esplodere. Del lavoro svolto da Corvino fino adesso non mi lamento, così come non è giusto lamentarsi del budget che Saputo ha messo a disposizione. Non dobbiamo farci condizionare dalle aspettative, primo perché non sono state aizzate dalla proprietà (si è sempre parlato di salvezza il primo anno) e secondo perché non si poteva pensare all’arrivo del supercampione da trenta milioni di euro. Attendo dunque l’evolversi della situazione, uno stravolgimento della rosa tra un mese quando una parte di esuberi sarà uscita e il mercato in entrata avrà anche il reparto offensivo titolare. Ricordatevi sempre i nuovi regolamenti con tetto alle rose a 25 calciatori, considerando i quasi quaranta elementi che certi club hanno sotto contratto, ad agosto può davvero liberarsi il colpaccio di mercato del Bologna. Non fatevi prendere dal panico, è solo metà luglio. Così facendo, e con questo caldo, ad agosto non ci si arriva. Proviamo a stare un po’ sereni.

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