Oikonomou-Napoli, quando la scelta è una sliding door

Oikonomou-Napoli, quando la scelta è una sliding door

Continuano a rimbalzare fastidiose voci da Napoli riguardanti un concreto interesse del club partenopeo per il roccioso difensore greco. Sì, a distanza di un anno – quando si commettono gravi errori è bene ammetterlo – sono passato dal criticare aspramente la cessione di Capello (con conseguente passaggio di Marios qui) a difendere a spada la tratta la permanenza del centrale sotto le Due Torri. Grandissimo colpo di mercato di Filippo Fusco: lungimirante, funzionale e fondamentale ai fini della promozione del Bologna. Il tutto fatto in estate, quando Oikonomou non lo conosceva nessuno e una città intera si scatenava con le critiche per l’ennesima cessione dei ragazzi nati e cresciuti qui (tra questi, il sottoscritto). Dopo dodici mesi, Oikonomou è diventato un idolo mentre Capello è sostanzialmente sparito dai radar. Abbiamo cannato alla grandissima, ma quando si sbaglia in positivo e quello su cui non avresti puntato due euro diventa un punto fermo della squadra, bè, si è contenti uguale. Ci siamo goduti Marios, i suoi gol, i suoi anticipi, la sua forza fisica e la sua sicurezza, anche qualche errore, ma fa parte della gioventù del ragazzo. Ci ha talmente tanto conquistato che non ci stancheremmo più di lui, lo adoriamo, lo amiamo, è il nostro Nesta e guai se qualcuno ce lo tocca. 

 

Ovvio, nel calcio nessuno è incedibile, così come nella vita: quasi tutti hanno un prezzo.                                                     In linea di massima non cederei Marios per nessuna offerta al mondo, ma a parlare è il tifoso e non un addetto ai lavori o un direttore sportivo. Ergo: tutto dipende da cosa offre il Napoli. Di sicuro, anche se non sono diesse, a tre milioni Oikonomou non lo cedo nemmeno se Giuntoli mi chiama 365 volte al giorno. Oppure, 3 milioni ma dentro ci mettiamo mezzo Zapata o mezzo Jorginho, a quel punto si può discutere (ok, forse mi sono fatto prendere la mano). 

 

Prima però di fasciarsi la testa su una eventuale, ma ancora lontana, cessione, occorre analizzare bene la situazione contingente. Punto primo, al timone non c’è più Guaraldi, l’epoca delle cessioni per fare cassa sono finite, di conseguenza, se uscisse Oikonomou arriverebbe un altro giocatore di buon livello, fermo restando che il greco in Serie A non ci ha praticamente messo piede. Da qui, mi aggancio al secondo punto: quanto sarebbe disposto il Napoli ad aprire i cordoni della borsa per un giocatore che ha pochissima esperienza in Serie A? Non stiamo parlando di un giocatore di richiamo, quell’elemento che farebbe scaldare tutta la piazza, anzi, al momento i partenopei sono accusati di troppo provincialismo. E’ arrivato Sarri, è arrivato Valdifiori, si pensa a Oikonomou. I grandi nomi europei hanno fatto posto a quelli made in Serie A. In sintesi, il Napoli può fare uno sforzo economico ma non alle cifre che noi tutti pensiamo, inoltre, Oikonomou è forte ma non è cedibile a 20 milioni di euro. O almeno non li vale ancora.

 

Come si esce, dunque, dal loop? Semplice: fidandosi di Corvino. Il direttore sportivo si è esposto sul giocatore qualche giorno fa e cedendolo avrebbe una ricaduta di immagine notevole, nonché anche un errore comunicativo importante. Dall’altra parte, si correrebbe il rischio di fare la stessa fine della vicenda Capello: si critica aspramente a torto. In questi casi occorre aspettare sempre il senno di poi, attendere gli sviluppi futuri derivanti da una sua eventuale cessione e tirare una riga tra qualche mese. Poi sì, a 3 milioni non me ne priverei mai al mondo, ma Corvino è anche colui che ha ceduto Felipe Melo a 25 cucuzze. Direi che il ragazzo ci sa fare. Da non sottovalutare neanche l’apertura della campagna abbonamenti. I prezzi sono stati considerati alti da una parte della tifoseria, la quale andrà convinta con qualche colpo vero di mercato e presumibilmente trattenendo Oikonomou. Cedere il greco, vorrebbe dire correre il rischio di compromettere le fasi iniziali della campagna con una ricaduta mediatica non indifferente. Probabilmente la società vorrà evitarlo. Con Oikonomou, balla molto di più di un buon difensore. Corvino ci rifletta con lungimiranza, siamo di fronte ad una sliding door.

 

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