Ogni maledetta domenica (e che non ritorni sabato)

Ogni maledetta domenica (e che non ritorni sabato)

Donadoni cita Al Pacino, il Bologna è chiamato a risorgere con l’Atalanta: da adesso si fa sul serio.

“O risorgiamo come collettivo, oppure verremo annientati individualmente”. Questo era il monito di Al Pacino ai suoi ragazzi nello spogliatoio del celebre film ‘Ogni maledetta domenica’. Citazione che Donadoni ha fatto propria per manifestare apertamente la mentalità con cui intende prendere in mano (per non dire in pugno…) l’eredità lasciata da Rossi dopo il passaggio di consegne alla guida del BFC. L’ex allenatore del Parma debutterà oggi al Dall’Ara nella sfida contro l’Atalanta di Reja con la consapevolezza di incarnare l’uomo della svolta, colui che porterà in salvo i rossoblù e troverà il modo di farci uscire dal pantano del terzultimo posto conquistato un punto dopo l’altro. Ogni centimetro di campo sarà sacro, determinante, difeso o conquistato per raggiungere l’obiettivo-salvezza e “donare” al Bologna qualche prima gioia dopo la lunga ed estenuante striscia di sconfitte che ha demoralizzato la squadra e portato infine all’esonero del mister dopo l’ultimo ko di martedì contro l’Inter. La sfida casalinga di quest’oggi vedrà di nuovo i nostri alle prese con 11 nerazzurri che tuttavia, a differenza del gruppo allenato da Mancini, con 17 punti in classifica non dovrebbero rappresentare una minaccia incombente ma un’opportunità di rivincita e di riscatto possibile che i nostri dovranno sfruttare per dar prova di competere meritatamente nella massima serie.

La partita di oggi rappresenta un crocevia determinate per iniziare a capire molte cose sulle condizioni del Bologna costruito da Corvino e preparato da Rossi in questi primi mesi di campionato. Come succede ogni volta che subentra un nuovo allenatore, l’arrivo di Donadoni non porterà con sé una scia di polvere magica in grado di far risorgere il gruppo in 90 minuti di gioco. La resurrezione di cui parlava anche Pacino potrebbe avvenire oggi contro l’Atalanta, con una vittoria che segna il confine fra lo sfigato e tristo BFC e una squadra che aveva “solo” bisogno di una guida, una visione e un’impostazione di gioco diversa in grado di valorizzare individualmente i giocatori e amalgamare le qualità dei singoli in una forza dirompente collettiva e univoca, protesa verso la vittoria. Al contrario, Donadoni potrebbe solo assistere ad una prima, timida uscita dei giocatori schierati in campo secondo una prima bozza di idee provate durante gli allenamenti e ancora tutte da testare. L’incognita più grande da risolvere riguarda, come è ovvio, l’attacco e tutti ci aspettiamo un cambio tattico nell’impostazione del gioco che veda Destro finalmente affiancato da una seconda punta, sperando che a sua volta anche l’attaccante trovi in questo nuovo allenatore quel mentore che forse non ha trovato in Rossi. Non sappiamo come stanno veramente le cose, certo è che lo spogliatoio del Bologna ha bisogno nel suo complesso di una scossa, di una voce un pelo più potente e carismatica che aiuti i giocatori a trovare le necessarie complicità che servono per essere al momento giusto al posto giusto quando è ora di segnare.

Veniamo da un periodo vissuto con rabbia e frustrazione, il bisogno di riscatto è molto forte e non sarà facile per Donadoni, reduce dalle brutte vicende che lo hanno coinvolto al Parma, risollevare le sorti del Bologna a queste condizioni. Sopratutto se consideriamo che questo gruppo doveva rappresentare una scommessa vinta in partenza, considerata la rosa messa a punto da Corvino rispetto agli elementi assemblati da un Carpi o da un Frosinone. Le risorse investite da Saputo, la qualità della leadership del Club, la progettualità che sta alla base di tutto questo avrebbero dovuto rappresentare un valore aggiunto per far sentire i giocatori fieri di indossare la maglia rossoblù. Uno come Donadoni, che ha “subito” suo malgrado l’ingiusto fallimento di una squadra che stava disputando un buon campionato e che aveva tutte le carte in regola per fare bene, non potrà ammettere scuse e giustificazioni da parte nostra. Che sia o meno troppo giovane, il Bologna ha il dovere di giocare ad alti livelli, di alzare l’asticella della prestazione, mantenere un atteggiamento aggressivo, volenteroso e tenace che non lascia spazio o centimetri all’avversario. Che oggi si disputi un match contro l’Atalanta o un’atra squadra non dovrà fare differenza. La polvere della B l’abbiamo già mangiata, ora vogliamo vedere una partita di serie A. In bocca al lupo mister, e forza Bologna sempre, ogni maledetta domenica (e che non ridiventi sabato).

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