Normale ragionare di squadra su Balotelli

Normale ragionare di squadra su Balotelli

Saputo e Donadoni disposti a scommette su Balo, secondo alcuni una parte della dirigenza sarebbe contraria: fa parte del lavoro di squadra.

Saputo vorrebbe Balotelli, Donadoni è convinto, Bigon e Fenucci per nulla. Questo si mormora sotto i portici. Ma non decide il proprietario? In effetti sì, e probabilmente se Saputo decidesse per il Balotelli sì nessuno potrebbe ostacolarlo. In realtà, Saputo, come tanti, ci sta pensando bene, perché sa che il nome del calciatore è prestigioso ma anche rischioso. Non essendo un fine esperto di calcio è dunque normale che il proprietario si affidi ai propri dirigenti, pagati e scelti esattamente per queste dinamiche. Immaginiamo la scena. Saputo sonda con Donadoni la possibilità Balotelli trovando terreno fertile, sottopone la questione a Bigon, che da uomo di azienda si dice pronto eventualmente a trattarlo, e all’amministratore delegato Claudio Fenucci, comandante in pectore a Casteldebole. L’Ad non è convinto di Balo ed espone la sua tesi al presidente, che una volta ascoltate tutte le voci prenderà una sua decisione.

Ora, se come sembra arriverà Sadiq chiaramente avrà prevalso la linea del no a Balotelli (anche se i ruoli sono diversi), ma questo non significa che il nome del giocatore non sia transitato sulle scrivanie di Casteldebole. Un conto è dire non interessa, altro riflettere attentamente sulla possibilità o meno di tesserarlo, e se alla fine prevale il no non significa in automatico sostenere che una parte dei media abbiano preso un granchio. Non siamo di fronte ad una gara dei 100 metri in cui vince chi arriva primo, poi c’è di mezzo il Liverpool, le cifre, senza contare la possibile parcella di Raiola…Non si tratta solo di ragionare dal punto di vista della ‘balotellata’ ma anche da un punto di vista strettamente economico.

Ad ogni modo, se arriveranno Sadiq e Torosidis, si potrebbe sottolineare come la cosiddetta ala romana abbia comunque assunto una certa preponderanza in seno alla società. Niente di drammatico, sia chiaro, l’amministratore delegato ha pieni poteri e di conseguenza agisce come meglio crede e con una discreta autonomia sfruttando i suoi contatti nella capitale. Anche perché, Balotelli o meno, la salvezza non dovrebbe essere un problema, e siccome l’obiettivo al massimo è migliorare leggermente il 14esimo posto della stagione precedente, Fenucci avrà pensato che non vi è la necessità di assumersi rischi di questo tipo. Ovvio, un Balotelli professionista del calcio e mentalmente dentro la realtà bolognese lo avrei preso senza dubbi, ma il fatto che probabilmente non arriverà non significa forzare la mano amplificando una possibile faida interna. Questo quasi certamente è accaduto con Corvino, difficilmente può ripresentarsi ora tra Fenucci e Bigon o tra Fenucci e il chairman. Esiste una linea comune condivisa, Saputo, da buon presidente, si sta fidando dei suoi uomini. Solo il tempo dirà se la scelta è quella giusta, resta da capire quale sia il pensiero del mister, se cioè avrebbe preferito un giocatore già fatto e finito (seppur con tutti i difetti del caso) oppure un altro giovane da svezzare. Ai posteri l’ardua sentenza…

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