Non sempre riescono col buco (ma Zucu deve giocare)

Non sempre riescono col buco (ma Zucu deve giocare)

Il Bologna non infila la quinta vittoria consecutiva come fece Renzo Ulivieri nel ’96 ma riesce comunque a guadagnare un punto sul Livorno sconfitto a Latina; peccato per il Carpi che pare inarrestabile. Non sempre le ciambelle riescono con il buco e questa non è venuta particolarmente bene, anche il cuoco (mister Lopez) nel variare la ricetta non è riuscito a trovare la pietanza da Masterchef. Gli ingredienti principali sono venuti meno, un po’ per scelta un po’ per prestazioni non brillanti. Il sapore è quello impercettibile tipico dei cibi non particolarmente riconoscibili. Diciamolo, un pizzico di pepe è mancato. Mi riferisco a Franco Zuculini, giocatore che quando è in campo porta il Bologna sopra di punteggio e quando esce o non gioca le conseguenze si notano immediatamente. Tutti pensavamo ad un infortunio o ad una influenza, ma è stato lo stesso Lopez ad ammettere la scelta tecnica di tenerlo fuori per far posto ad un Casarini che ci mette tantissima volontà unita ad evidenti limiti tecnici. La mancanza di Zuculini ha sostanzialmente annullato l’out destro rossoblù che non ha trovato le giuste contromisure sia in fase offensiva che difensiva allo schieramento tattico avversario. Chiuso a destra – Ceccarelli non benissimo – altro sintomo dell’importanza della mezzala argentina, il Bologna ha scelto la fascia sinistra come territorio di caccia, con un Masina sempre più gladiatore e autoritario nel percorrere avanti e indietro una zona di campo molto dispendiosa. Anche in avanti poca roba, Cacia ha lavorato tanto per la squadra ma inciso poco vicino alla porta, Sansone ha cercato di trovare spazi e spunti anche se si è ritrovato spesso ingabbiato e Laribi non è apparso l’uomo decisivo che in più di una circostanza ha tolto le castagne dal fuoco a Lopez. L’ex Latina ha chiuso mezzala, un ruolo non suo, tant’è che in quella posizione ha finito anche per limitare le scorribande di Masina evitando di servirlo in profondità in più di una circostanza. Anche i nuovi hanno faticato, Mbaye non è ancora entrato negli schemi di gioco e buttandolo nella mischia nel finale – essendo giovane – può commettere qualche errore in fase difensiva come una palla persa sulla trequarti, mentre Mancosu deve trovare l’intesa con i compagni di reparto, soprattutto carpire una collocazione in campo consona alle sue caratteristiche. 

 

Fino a qui le notazioni tecnico-tattiche che evidentemente non sono andate per il verso giusto, ora il sentir popolare a volte forse troppo tranciante e netto rispetto a quello che è la realtà. Vorrei sottolineare una cosa: il Bologna non è reduce da quattro sconfitte consecutive e un pareggiaccio casalingo quasi senza tirare in porta, bensì quello odierno è il quinto risultato utile consecutivo e il tredicesimo punto in cinque gare. Se vi sembra poco significa che considerate la matematica una opinione. Ora, sicuramente qualche passo indietro nelle ultime due partite è stato fatto per quanto riguarda il livello di gioco ma è altrettanto vero il fatto che Lopez è alle prese con la ricostruzione di un sistema e di una squadra che il mercato ha modificato. Ha bisogno di tempo per oliare i meccanismi con i nuovi arrivati. Non si può pretendere che Mancosu si inserisca in una squadra che fino all’altro giorno non conosceva, giusto per fare un esempio. A questo aggiungiamoci gli aggiustamenti che Baroni ha apportato al suo Pescara rispetto all’andata. Un girone fa gli abruzzesi affrontarono un Bologna allo sbaraglio e ingenuamente pensarono di poterne fare un solo boccone attaccando in maniera scriteriata, in questo modo i rossoblù se li divorarono in contropiede. Quattro mesi dopo la musica è cambiata, perché il Pescara si è messo undici dietro la palla non lasciando spazio nemmeno per uno spillo, impostando una tattica per partire in contropiede sperando in una manovra raffazzonata da parte dei padroni di casa; situazione puntualmente avvenuta. Ecco perché stride la mancanza di un uomo di raccordo tra le due fasi come Zuculini e la condizione fisica ancora approssimativa di Buchel ha portato il Bologna ad andare in difficoltà sulla mediana. Credo sia tutto qui il problema, l’assenza di manovra ha fatto si che il Bologna inseguisse gli avversari senza dominarli, dando l’impressione di una mancanza di grinta agli occhi del pubblico. Quando giochi al pallone e hai il comando delle operazioni, anche le giocate più difficili ti riescono. 

 

Il Bologna non ha meritato, banale, però non vorrei si spassasse dalle stelle alle stalle, dai fenomeni ai brocchi e dai leoni ai gattini appena si pareggia una partita. Manteniamo un equilibrio di base, analizziamo perché alcune cose non sono andate senza criticare a priori una squadra che comunque è seconda in classifica. Per quanto riguarda il match di oggi, penso semplicemente che l’errore più grave lo abbia commesso Lopez lasciando fuori Zuculini e che il Pescara si sposasse bene con le caratteristiche del Bologna, due fattori che hanno portato ad una prestazione sottotono. Se da qui vogliamo già condannare una squadra reduce da cinque risultati utili consecutivi si è liberi di farlo, personalmente penso sia cambiato poco nella nostra rincorsa alla A perché si tratta di dare tempo al mister di inserire i nuovi, a patto che certi giocatori imprescindibili per questa squadra scendano in campo sempre. Zucu non può stare in panca, le statistiche parlano chiaro.

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