No comment

No comment

Meditavo uno sciopero domenicale dello Spunto, chiudere i battenti per un po’ vista l’endemica propensione masochista della squadra per cui tifo. Sì, scriviamo di mestiere ma prima di tutto tifiamo, giusto per prevenire le critiche di chi ci accusa di gufare per scrivere o dire il famoso “l’avevo detto”. Non è così, o almeno per chi nel proprio cuore e nella propria coscienza sente e percepisce un solo unico bene: il Bologna. Davvero in questa città qualcuno pensa che i veri tifosi tifino contro la propria squadra del cuore per sperare in un esonero? Ci sarà qualche pazzoide del genere, ma in percentuale abbastanza effimera. Soprattutto: questi ultimi è difficile catalogarli come veri tifosi del Bologna. Una volta fatta questa distinzione appare chiaro come scrivere e commentare debacle come quella del Matusa risulta sempre più difficile, doloroso e deprimente. L’entusiasmo finisce per tutti, non solo quelli che si sforzano e si sgolano in curva ma anche per chi magari vive le partite in silenzio soffrendo, tenendosi dentro la rabbia che se uscisse produrrebbe oggetti vari rotti nelle stanze degli appartamenti o tra le tribune stampa sempre più ridicole di impianti da quinta serie. E quelli di Frosinone e Carpi lo sono. Ma poi, cosa ci sarebbe ancora da scrivere? E’ già stato detto tutto: la sconfitta analizzata in ogni suo aspetto, la mancanza dei senatori e l’innocua presenza di attaccanti svogliati che vagano per il campo pure, così come le sostituzioni non all’altezza o i commenti del post gara. E’ come vedere una puntata della Signora in Giallo, la Fletcher si presenta in una sperduta località americana, puntualmente si verifica l’omicidio e prontamente la scrittrice lo risolve. La differenza è che in quella serie gli episodi presentano sempre il lieto fine, da noi invece accade immancabilmente il contrario. A volte poi sono gli stessi ispettori a farsi la guerra e i veri colpevoli se la godono sullo sfondo scampando alla ipotetica carcerazione. Battute a parte, gli argomenti sono finiti, rimane solo il possibile esonero dell’allenatore su cui la società, francamente, appare indecisa.

Su questo aspetto credo sia necessario capire determinate dinamiche. Esoneri Lopez, poi devi trovare un’alternativa credibile. Si fa spesso il nome di Colomba, ma probabilmente in una situazione del genere più che un equilibratore, un allenatore che dispensi la calma necessaria a raccattare qualche punto qua e là, servirebbe un motivatore vero, un tecnico che dia la scossa per quelle sei-sette partite che mancano se diamo per scontato che faremo i playoff. Ripeto un concetto: c’è differenza nel cambiare allenatore a poco dalla fine se si tratta di trovare quei due pareggiacci che ti certificano la salvezza rispetto ad essere in corsa per i primi posti e vincere tre partite consecutive. Nel primo caso occorre molto probabilmente fare il compitino, nel secondo ridare vita ad una squadra a pezzi, ricostruire una mentalità vincente nel giro di pochissimo tempo in seno ad una rosa spaurita come un pulcino sotto la pioggia. Non so, difficile capire cosa accadrà ma il nome di Delio Rossi sembrerebbe quello più concreto per la sostituzione, contatti Samp-Bologna per liberarlo dal contratto con i blucerchiati in scadenza a giugno e da domani potrebbe dirigere l’allenamento. Nel momento in cui scrivo l’esonero non è giunto o comunque una comunicazione ufficiale non è stata diramata, vedremo. Rossi non si accontenterebbe di un contratto a tempo per queste poche partite e vuole firmare su un pezzo di carta che valga anche la prossima stagione. Il Bologna riflette ma alla fine pare che l’avvicendamento ci sarà.

Finché non ci saranno comunicati (o Lopez dirigerà l’allenamento di domani) anche queste rischiano di risultare parole al vento, “io lo caccerei” oppure “ma no, non serve a nulla”, frasi che di certo possono ravvivare le discussioni davanti ad un caffè ma che non incidono minimamente sulle scelte societarie. Non siamo noi i dirigenti, non siedono ai bar i possessori delle sacre decisioni di Casteldebole e anche questo argomento cade ormai miseramente. Detto e ridetto tutto, di come – probabilmente- sarebbe stato giusto esonerare il mister a dicembre e via discorrendo, la stanchezza nel seguire una squadra molto parca nel fornirci gioie si palesa come se fossimo al termine di una maratona di 100 Km e non di 42. Ecco dunque che lo Spunto di oggi cade nel “no comment”, quello pronunciato da Tacopina prima e Saputo poi, due signori che si sono spesi per questa squadra senza avere al momento nulla in cambio. Lopez è sull’orlo dell’esonero ma non è ancora stato cacciato, Delio Rossi viene dato in città ma non è ufficialmente il nuovo allenatore, si naviga sul filo del rasoio e probabilmente anche i giocatori non sanno chi li dirigerà domani. Non ci resta nulla in questo preciso istante, nessuna gioia quindi neanche per Joey che ha messo un quarantello per prendere sette sberle tra Vicenza, Carpi e Frosinone, e se ci aggiungiamo le quattro prese a Montreal abbiamo il coronamento di una settimana di melma. Davvero, meglio che anche qui ci si celi dietro al no comment per smaltire bollori e rabbia di un weekend che ci vede presi in giro da carpigiani, frusinati e via dicendo, senza dimenticare lo scudetto della Juve che ci lascia quel retrogusto amaro di giornate in cui se piove inizia anche a grandinare. Svegliatemi domattina e ditemi che a Frosinone abbiamo dominato, che abbiamo visto Saputo esultare come Galliani e undici leoni in campo vicinissimi alla Serie A. Non è successo nulla di tutto questo? Bè, fatemi vivere in una realtà immaginaria allora, a meno che Delio Rossi…

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy