Nessuno ha parlato di decimo posto

Nessuno ha parlato di decimo posto

Ultimamente si parla molto di parte sinistra della classifica, in realtà nessuno da Casteldebole ha fissato questo obiettivo.

Il Bologna punta al decimo posto, si mormora sotto i portici, in realtà nessuno dal Bologna ha fissato entro questi paletti gli obiettivi della prossima stagione. L’obiettivo è migliorare il quattordicesimo posto della stagione 2015/2016, amche il tredicesimo, in linea di massima, va benissimo. Solo il tecnico Roberto Donadoni sul finire della passata stagione si lasciò sfuggire un possibile obiettivo da parte sinistra, ma non ha più ripetuto quel concetto. Si parte dunque a fari spenti, e tutto quello che può arrivare oltre il tredicesimo posto andrà benissimo, anche perché il Bologna ha sfiorato la parte sinistra l’anno scorso, e ce l’avrebbe fatta senza quel clamoroso calo finale.

Ovvio, se il Bologna avesse tenuto Giak e Diawara, puntando sul ritorno di Destro e su un mercato funzionale, l’obiettivo decimo posto sarebbe stato sventolato, ma ora no, perché alzare troppo l’asticella può essere un rischio se poi le cose non dovessero andare bene. Per i primi tre anni di gestione Saputo si punta al consolidamento della categoria, che tradotto significa salvezza tranquilla. La campagna acquisti va in quella direzione, seppur ancora in parte incompleta, per via di un budget ridotto entro i paletti fissati da Saputo. E’ stato speso troppo nel primo anno e mezzo? Forse, ma la rosa, come abbiamo visto, era da rivoluzionare. Alcuni acquisti sono stati sbagliati? Può essere, ma nessun dirigente è immune da errori e se adesso il Bologna ha deciso di puntare forte sulla base costruita un anno fa significa che tanto male non si è lavorato.

Si sa, la mancata cessione di Diawara ha tolto risorse al mercato, ma per Dzemaili e per un altro colpo in avanti si può lavorare su formule non tanto onerose. Certo, cedendo Diawara a 15 si poteva tentare l’assalto a Saponara, ora forse si potrebbe puntare su un Iturbe da rilanciare, qualche differenza c’è. A tal proposito, tanti sostengono che l’argentino sia un giocatore finito, gli stessi commenti che venivano sparsi via etere anche con Giaccherini, poi sappiamo come è andata. Iturbe non può essere quello visto negli ultimi due anni, non è da big, si è bruciato troppo in fretta come le ali di cera di Icaro, ma di sicuro Bologna può essere un trampolino di rilancio. Se a Verona quando decideva di andare in porta ci arrivava senza problemi, perché allora non fare in modo che possa ritrovare quella brillantezza? Mettete Dzemaili e Iturbe in questa squadra, o Dzemaili e un altro rinforzo offensivo e vedrete che il decimo posto non sarà lontano. Se non sarà così ovviamente saremo pronti a criticare, ma siccome in pochi azzeccano i pronostici creare allarmismo può solo incrinare l’ambiente rossoblù. Perché ora solo l’allenatore può capire con buona dose di certezza il livello della squadra, da fuori si fa fatica, ma di sicuro il Bologna al 4 di agosto 2016 è nettamente più avanti rispetto a quello di dodici mesi fa. Difficilmente il Bfc di Delio Rossi avrebbe potuto far partita pari con il Colonia, quando cioè anche Di Vaio era stato richiamato in campo per dare una mano…

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