Nessuno cede, per il Bologna completo serve tempo

Nessuno cede, per il Bologna completo serve tempo

Chi l’avrebbe mai detto, giugno è volato via e ci ritroviamo alla vigilia del raduno a Casteldebole, adunata propedeutica al via per il ritiro di Castelrotto fissato per il 12 luglio. Così, mentre proseguono le voci di una guerra tra Saputo e Tacopina, o meglio, se si va al conflitto il vincitore ce l’abbiamo già, Rossi e Corvino lavorano sotto traccia sul Bologna che sarà. Non facile la situazione, il direttore sportivo deve fare presto e bene, mentre l’allenatore tra poco partirà per Castelrotto con una squadra incompleta. Poco male, per tutti è così in Serie A, ma c’è differenza tra avere una rosa a cui mancano due o tre titolari dall’averne un’altra con mezza squadra assente. Al momento per Rossi si prospetta la seconda situazione, ma il lavoro del mercato corviniano è sostanzialmente frutto delle indicazioni del mister, un aspetto che da una parte rappresenta la sicurezza di una squadra costruita su misura per il tecnico romagnolo, dall’altra può significare il rallentamento delle operazioni di mercato, perché se alcuni giocatori sono facilmente accessibili, quelli più desiderati lo sono decisamente meno. Giusto per fare un esempio: Pazzini probabilmente potrebbe già essere rossoblù, ma Delio Rossi vorrebbe un altro tipo di attaccante. La conseguenza è chiara: Rossi è disposto a salire in ritiro con una squadra monca, a patto che il risultato finale sia modellato nei minimi dettagli sulle sue idee di calcio.

 

Bisogna agire di compromesso però, perché se da un lato ci sta non avere il 100% della rosa definitiva a disposizione, dall’altro sarebbe errato svolgere due settimane di lavoro senza il grosso della futura squadra. Sulla tattica ci si può lavorare anche ad agosto, sulle gambe decisamente meno e abbiamo capito a gennaio che acquistare giocatori allenati e preparati da altri ti espone anche al rischio di fare fatica a metterli in forma. Chi è in lista partenti viene trascurato (Sansone e Krsticic arrivarono qui lontani dalla condizione migliore) e i singoli giocatori di certo non si allenano al massimo sapendo che poi dovranno cambiare aria. Ecco perché, se ci si concentra sulla forma fisica, creare le basi atletiche in Trentino con l”80% della rosa costruita sarebbe fondamentale. 

 

Non dobbiamo dimenticare nemmeno l’amalgama. Le rivali (quelle in lotta per la salvezza) partiranno con una ossatura già definita e in essere da diverse stagioni, il Bologna invece dovrà assolutamente ripartire da zero, con nuovi nomi, un nuovo spogliatoio e un nuovo (possibilmente sano) gruppo. Ci vorrà tempo. Per quanto mi riguarda non c’è preoccupazione, Rossi e Corvino sanno quello che fanno, piuttosto desta inquietudine la propensione generale del mercato ad acquistare e non a vendere. Se togliamo qualche club come l’Empoli che sta smantellando l’ossatura ‘sarriana’ e la Samp che per problemi di bilancio ha dovuto cedere, non si nota tutta questa fretta a monetizzare e fare cassa. Anche le retrocesse sono calme, il Cagliari non ha ancora ceduto Ekdal, vuole trattenere Crisetig per l’altro anno di prestito e Sau potrebbe pure restare, il Cesena sta scatenando un’asta attorno a Defrel e il francese dovrebbe salire inizialmente in ritiro. Arriverà un momento in cui le società faranno cassa, ma probabilmente ad estate inoltrata. Peccato che il Bologna debba effettuare a breve almeno due o tre operazioni di peso e tutto questo tempo non ce l’abbia. E’ questa strana dinamica del mercato di luglio che ci tiene in allerta, perché sul fatto che Corvino e Rossi allestiranno una squadra competitiva non abbiamo nessun dubbio. Si tratta di capire se succederà ora o tra un mese.

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