Nel giardino dei Finti-Contini

Nel giardino dei Finti-Contini

Il Bologna si riprende (temporaneamente) il secondo posto stringendo i denti con 9 giocatori in campo, e in uno dei match più surreali di tutto il campionato. Lopez, dopo l’intervallo, è costretto ad assistere la partita al fianco del Pres Tacopina, visibilmente preoccupato, mentre dalla panchina lo staff tecnico, insieme a Di Vaio, prova a ricreare una parvenza di squadra dopo l’espulsione di Maietta prima e  Buchel poi. Responsabile indiscusso della Caporetto barese è senza ombra di dubbio l’arbitro Maresca: assegna cartellini gialli e rossi neanche fosse un giudice di X-Factor e interrompe il gioco con un singhiozzo intollerante di fischi a cui fanno eco quelli della tifoseria. Non mi sorprendono affatto le dichiarazioni riportate dalla testata online tuttobenevento.it di un paio di stagioni fa che riprendeva pezzi dei colleghi sugli arbitraggi del napoletano descrivendone l’operato come “arrogante e presuntuoso”: caratteristiche perfette per dirigere i match della serie A…

Se non altro, con la sua 35ma formazione-sorpresa Lopez si merita una grande prova di lealtà da parte del gruppo: tengono duro, resistono, se la giocano e spingono per oltre 90 minuti, lanciando un chiaro segnale ai tifosi e agli addetti ai lavori circa la stima e la fiducia assoluta nell’Hombre vertical. Verticale è stata anche l’escalation di tensione che ha portato la partita da un estremo all’altro. Alla vigilia della Festa della Liberazione, ci sentiamo un po’ più sollevati nel vedere il numero 60 in classifica accanto al BFC. Ma l’impeto di gioia provato dopo l’incornata di Adam Masina, si arresta paradossalmente a causa di una spintarella. Un tocco di Maietta che, a guardare e riguardare il replay, era stato palesemente provocato da una manata di Contini nell’area piccola. Il provvedimento duro di Maresca, come ha rimarcato Corvino ai microfoni di Sky, è un episodio che si commenta da solo e che avrà come conseguenza un’immeritata squalifica del difensore calabrese per le prossime gare. Inoltre, se Maresca avesse fischiato il fallo di Contini (con conseguente rosso) non si sarebbe nemmeno arrivati al presunto rigore. In sintesi: decisione ribaltata. Assurdo come anche quando il Bologna sembra disputare una buona partita – e al San Nicola, questa volta, abbiamo assistito ad una prestazione indomita dei rossoblù – i nostri finiscono ugualmente per pareggiare o rischiare una sconfitta. Se Pantaleo afferma che in tanti anni di calcio è raro assistere a simili azioni da parte dei direttori di gara, la decisione dell’arbitro è una chiara dimostrazione della scarsa preparazione delle giacchette fluo in serie B. Ne avevamo avuto un assaggio in numerose altre occasioni e adesso, sfiancati dallo sprint finale verso il taglio del nastro, non possiamo che averne la certezza e accettarne, rassegnati, le conseguenze.

Io non so se assecondare o meno l’idea corale di un Bologna ostacolato da tutti nella corsa alla serie A: per invidia, per cattiveria gratuita, per rivalsa o voglia di veder salire altri colori. Non fa differenza la motivazione, contano solo gli episodi come quello di ieri sera e il fatto che se una cosa simile fosse accaduta ad una Juve o un Milan di turno, magari tutti diventavano sordi e ciechi. Il risultato parla chiaro: abbiamo battuto un solo calcio di rigore e questo vorrà pur dire qualcosa. In più, lunedì giochiamo contro la formazione che ne ha ricevuti di più con una miriade di squalificati. Comprensibile il “no comment” di Tacopina, che ha giustamente ricordato quanto costerà al Bologna il provvedimento di espulsione verso Maietta. Al di là di questa circostanza assurda e ormai inutile da rivendicare, sono confortato dal modo in cui la squadra ha retto il colpo, reagendo compatta e ancor più unita al punto da far sembrare (almeno dall’esterno e stando all’atteggiamento dei giocatori nel secondo tempo) che il gesto mareschiano ha contribuito a riaccendere lo spirito di rivalsa e la coscienza di gruppo che forse i nostri avevano un po’ dimenticato. Sicuramente, il punto conquistato per rimontare per qualche ora in sella al cavallo vincente verso la massima serie, ha un sapore molto amaro e rappresenterà un presupposto per agire contro il Catania con maggiore cattiveria e determinazione. Dopo una simile frenata, non si può che spingere sull’acceleratore e rimettersi tutti in gioco, premiando anche il lavoro dei più giovani come Ferrari e Masina, che ieri sera ci hanno fatto veramente emozionare,

In tutto questo, come suggerisce il titolo, il San Nicola rappresenta quel giardino dei “finti-Contini” dove il Bologna ritrova complicità e coraggio a dispetto delle scenate melodrammatiche dei biancorossi che si gettavano a terra agonizzanti al minimo tocco. La rabbia per questo ennesimo zero a zero dovrà trasformarsi in una dannata voglia di vincere e di conquistare la A anche solo per smentire le parole di Nicola dopo la partita: “adesso possiamo giocarcela con chiunque”. Spero proprio che questo chiunque sia l’Avellino o il Brescia nella prossima annata in cadetteria. Con rispetto parlando per le squadre citate, che pure hanno disputato un buon campionato, il Bologna merita di tornare fra le grandi, dove le compete e dove il Club la sta portando sulle ali dei dollari e il turbo di giocatori fuoriclasse.

Forse persino Lopez (che d’ora in avanti dovremmo chiamare, ironicamente, Lopazzo), dopo questo match ha tirato fuori l’orgoglio e la grinta indispensabile per vincere questa assurda corsa all’oro. Da ora in poi, dopo questo arbitraggio, solo sostegno a ragazzi indomiti che un applauso al San Nicola lo hanno strappato eccome. Era un Bfc in difficoltà, ne abbiamo ritrovato uno vivo forse anche grazie ad un arbitraggio sciagurato. Spero che Maresca ci abbia fornito quella rabbia positiva necessaria per conquistare i nostri sogni. Non può finire così, tra un mesetto, guardandomi indietro, vorrei poter dire: grazie signor Maresca, ha restituito vigore ad una squadra sull’orlo del tracollo. 

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