Nel calcio esiste una sola certezza: Zamparini

Nel calcio esiste una sola certezza: Zamparini

La categoria dei mangia allenatori è tornata, la rappresentanza è di quelle importanti: Maurizio Zamparini. Esonerato ieri Iachini, allenatore che era riuscito anche a durare più di ogni altro sulla panchina rosanero. In effetti tutti ci chiedevamo quando sarebbe arrivato il momento, perché certi record Zamparini non li batte mica. Siamo arrivati addirittura all’esonero dopo una vittoria, come se nemmeno i risultati contassero più per il destino di un tecnico. Sia chiaro: Iachini poteva essere cacciato molto prima, i risultati non sono stati eclatanti, ma farlo ora significa che davvero il buon Beppe non ha voluto farsi soggiogare dalla personalità di un presidente dittatore che forse pretende pure di schierare la formazione la domenica. Dispiace, soprattutto per Rossi che perdendo contro Udinese e Palermo ha salvato la panchina agli altri ma non la propria. Quelle due sconfitte hanno rivitalizzato due formazioni che nel giro di poche settimane sono ripiombate nel bel mezzo delle loro difficoltà. Se vogliamo insolite, perché difficilmente l’Udinese sbaglia le scelte di mercato e il Palermo non usualmente si fa invischiare in dolorose lotte per la retrocessione. Può capitare, ma di rado. Quindi la nuova metodologia di esonero di Zamparini è quella retroattiva, se vogliamo ritardataria. Iachini si salva dopo aver perso in casa con l’Empoli ma salta dopo aver vinto contro il Chievo uno scontro diretto abbastanza importante. Gestione visionaria, anche perché il più talentuoso giocatore del Palermo si è apertamente schierato dalla parte dell’ex mister, e con lui i senatori dello spogliatoio. E infatti Zamparini con Vazquez genererà la classifica plusvalenza che arricchirà le casse sue e della società. Ora ha un motivo in più per cederlo. In bocca al lupo al successore dunque, che dovrà cementare attorno a sé uno spogliatoio in subbuglio. Chissà che tra un mese non torni Iachini…

Siamo a 53 esoneri con Zamparini presidente, tanto vale far firmare ai vari allenatori un contratto co.co.co. Quello che più fa sorridere è la scelta del sostituto: Davide Ballardini. Lo ricordiamo qui per l’ultima retrocessione, frutto del solito mercato made in Guaraldi e di una sessione invernale affossata dalla cessione di Diamanti a babbo morto. Difficile salvare la squadra in questo modo, ma di certo Ballardini non ha aiutato il Bologna come chi lo ha scelto (a proposito, chi lo scelse?) pensava potesse fare. Diciamo che fino a ieri Verona, Carpi e Frosinone potevano essere considerate come le più indiziate alla retrocessione (la classifica dice questo), ma ora, con questa sciagurata decisione, tenderemo a non escludere il Palermo. D’altronde gli ultimi subentri di Ballardini non sono stati granché. Chiamato a Cagliari nel novembre 2011 venne esonerato a marzo, a Genova l’anno dopo salvò i grifoni ma non venne riconfermato, infine la nota disavventura bolognese. Curioso poi come tra Zamparini e Ballardini si sia ricucito un rapporto non proprio così idilliaco. In fin dei conti, nell’estate 2009, Ballardini – secondo quanto sostenuto dal presidente mangiallenatori – volle lasciare lasciare il Palermo di sua iniziativa e non perché cacciato. I misteri del calcio.

A proposito di misteri. Anche Zenga è stato silurato, lui almeno dopo una sconfitta e probabilmente ‘er viperetta’ ne sta facendo una giusta: soprattutto se il sostituto sarà Montella. La domanda spontanea è: cosa spingerebbe un tecnico in rampa di lancio come l’aeroplanino ad accettare Genova con Ferrero alla guida? Semplice, la presenza di Volpi alle spalle. E’ il patron dello Spezia il garante, colui che dovrebbe dare vita ad un nuovo progetto di rilancio della società blucerchiata. Cerca di salire in A da anni con lo Spezia ma gli è sempre andata male, tanto vale acquistare direttamente un club al piano di sopra e tagliare la testa al toro. Per quanto riguarda ‘er viperetta’, come direbbe Crozza: ‘me li dai du’ spicci?”.

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