Nagy, che maturità. L’uomo giusto per il dopo DIawara

Nagy, che maturità. L’uomo giusto per il dopo DIawara

L’ungherese si è presentato in conferenza stampa mettendo in mostra una estrema maturità e presa di coscienza. E’ lui l’uomo giusto per sostituire Amadou.

CASTELROTTO (BZ) Fai una domanda ad Adam Nagy e lui ti risponderà con precisione assoluta. Chiedi in che ruolo preferisce giocare e ti risponderà alla vecchia maniera ‘il numero 6’ perché l’Ungheria possiamo considerarla una delle patrie del calcio. E lui ne fa parte. L’aspetto più impressionante di questa chiacchierata conoscitiva con Adam è proprio quello della maturità, della voglia di parlare e di farsi conoscere per quello che è: un ragazzo perfettamente consapevole delle tappe che la sua crescita professionale deve percorrere.

Ha il viso di un bambino, ma ragazzi quanta sagacia e determinazione. “Ognuno di noi deve scendere in campo come se dovesse vincere lo scudetto’ è una delle frasi più rimbomanti della sua conferenza stampa, così come la sua disponibilità massima ad imparareperché  ‘tutto quello che mi dice il mister mi servirà non solo oggi ma per il mio futuro’. Insomma, è questo ragazzo sveglio,dalla faccia pulita, l’antitesi perfetta di Amadou Diawara, che dopo una sola stagione ha interrotto i rapporti con tutti dopo quelle lacrime in conferenza stampa. Ma Nagy è diverso, perché prima di firmare per il Bologna si è documentato, ha visitato il centro tecnico e la città, letto per filo e per segno il contratto. A proposito, a confermare l’ottimo acquisto dei rossoblù c’è il fatto che proprio il giorno della firma a Nagy è arrivata una proposta importante, ma gli ungheresi sono persone corrette e schiette, e Adam aveva già deciso di sposare la causa rossoblù. Ora è qui, e ce lo godremo per un bel po’ di tempo.

Per quanto riguarda gli allenamenti, sono da valutare Rossettini e Oikonomou (per il primo botta alla caviglia, per il secondo un problema all’inguine) mentre ho voluto assistere da vicino al lavoro dei portieri. Intensità altissima, con Da Costa che tiene davvero sulla corda il buon Antonio Mirante con allenamenti di livello assoluto. Convincono anche Sarr e il giovane Ravaglia, ma una grande parte del merito va al preparatore Bucci, un’arma in più per il Bologna.

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