Migliorare in difesa, ecco perché l’assenza di Diawara si sente

Migliorare in difesa, ecco perché l’assenza di Diawara si sente

Bologna più perforabile in difesa, soprattutto lontano da casa. Ma su questo incide ancora l’assenza di Diawara.

Otto gol subiti in trasferta. Tanti per poter sperare di fare risultato. L’occhio viene chiaramente puntato sulla difesa, il reparto che più di ogni altro deve impedire ai giocatori avversari di presentarsi dalle parti della porta, ma nel calcio, e gli allenatori lo ripetono spesso, tutta la squadra attacca e tutta la squadra difende. Serve equilibrio, muoversi insieme come un blocco compatto in campo.

Partendo da questi presupposti, il centrocampo diventa il reparto più importante per mantenere la giusta distanza tra i reparti. La sensazione, dunque, è che il Bologna stia ancora vivendo una fase di assestamento tattico post-Diawara. Al momento, non c’è nessun centrocampista in rosa in grado di svolgere il lavoro del guineano in fase di non possesso palla. Nagy e Pulgar, i due mediani bassi utilizzati da Donadoni, non hanno in faretra quelle caratteristiche che consentivano al Bologna di tenere spesso il baricentro alto e la squadra corta. Quando Diawara saliva in pressing tutta la squadra lo seguiva. In questo momento quella diga insormontabile davanti alla difesa non c’è più, il Bologna ora sta sfruttando altre caratteristiche, probabilmente più incentrate a migliorare la fase di palleggio e di inserimento in zona gol piuttosto che la compattezza difensiva. Nagy e Pulgar sono palleggiatori nettamente migliori di Diawara, ma in fase di non possesso palla svolgono il compito di copertura in maniera diversa. Questo non significa che la nuova tattica impostata sia errata, semplicemente la squadra sta vivendo una fase di adattamento alle nuove caratteristiche del centrocampo.

A sbilanciare la squadra, inoltre, una propensione più marcata delle mezze ali ad inserirsi in zona gol, scoprendo di fatto alcuni lati del campo. Su questo, probabilmente, pesa una condizione fisica generale non ancora al 100%. Non solo, la passata stagione, con l’utilizzo di Rossettini terzino destro, il Bologna aveva sostanzialmente sempre e costantemente tre difensori bloccati dietro. In questa stagione, il terzino bloccato dietro non c’è più e sia Krafth che Masina, appena possono, provano a spingere in avanti. In sostanza, per migliorare i 33 gol della passata stagione, Donadoni, oltre che a sperare in un bel bottino di Destro, ha attuato una tattica più votata all’attacco, si cerca di fare più male nella metà campo avversaria piuttosto che rintanarsi dietro e ripartire in contropiede. Il Bologna riparte, certo, ma ha una predisposizione più naturale al possesso palla, non sembra più una squadra chiusa con l’intento prima di non prenderle e poi, eventualmente, darle. E’ una piccola-grande variazione che in questo momento si sta facendo sentire di più in trasferta, dove i rossoblù hanno incontrato squadre molto più forti di quelle affrontate in casa. Contro la Samp, squadra paragonabile per livello al Bologna, avremo una risposta più chiara ai nostri interrogativi. E siccome le due squadre fino adesso hanno sempre vinto o perso, chissà che non ci scappi il pareggio…

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