Metti una cena in Terrazza Bernardini (e qualche dialogo nascosto…)

Metti una cena in Terrazza Bernardini (e qualche dialogo nascosto…)

Gli auguri di Natale alla stampa del Bologna: Terrazza Bernardini protagonista di una serata godereccia, con qualche retroscena…

Non mi piacciono particolarmente i selfie, non ho immortalato la cena di martedì sera in Terrazza Bernardini: chiedo scusa. Gli auguri di Natale del Bologna alla stampa sono un bel modo per riconciliarsi con tutti, colleghi, amici, buon cibo…E’ stato però divertente farsi gli auguri, vedere gente e stringere mani, con Corvino scorrazzante tra i tavoli – a salutare i giornalisti – come se sopra ci fossero le prelibatezze di mercato, Donadoni che da bravo atleta alle 21.30 è andato a riposare e il buffet ricco…mi ci ficco!

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Volete il menù? Affettati vari, tigelline, piadine, tutto quello che si può desiderare per antipasto, poi lasagne, stinco, patate al forno, dolce e caffè. Tanto non è più un segreto, sui social sono apparse tre miliardi di foto quindi non svelo nulla di strano. Direte voi, perché caspita scrivi di questa cosa se con il calcio c’azzecca poco o nulla? Perché da ogni situazione si possono trovare spunti, compreso qualche mio amico che, dopo un colloquio con Donadoni, mi dice: “Abbiamo proprio un grande allenatore”. Lo so, mi verrebbe da dire, ma lo faccio continuare: “E’ un grande conoscitore di calcio, è una persona perbene, un lavoratore”, a quel punto intervengo “secondo me il mister ha un carisma incredibile che lo porta a farsi seguire dai calciatori, poi magari in pubblico dà sempre l’impressione di una persona mite”. Dal tecnico Donadoni si passa al giocatore: ‘Stiamo parlando di uno dei più forti calciatori italiani, ali di quello stampo lì non esistono più. A chi potremmo paragonarlo? Cristiano Ronaldo?‘ ‘Robben‘, sentenzia qualcuno. Insomma, è un peccato non averlo avuto prima sulla nostra panca (e da giocatore negli anni novanta)…

Cristiano Ronaldo       Robben      Donadoni

La cena prosegue, qualche lotta al buffet, qualche brindisi (come Donadoni con la media punti, io ho alzato quella dei calici di vino a giornata) mentre sugli schermi vanno le immagini di un video ottimamente montato dal comparto tecnico dell’ufficio stampa, sempre molto bravo a confezionare un prodotto che coinvolga i tifosi (nella fattispecie anche giornalisti). Prende la parola Fenucci ‘auguri’, Di Vaio ‘ancora auguri’, Corvino ‘auguri’ (Fenucci aggiunge ‘il clima natalizio ha ammorbidito anche Pantaleo, da domani ricominceremo a sentire gli urli dal suo ufficio’) conclusione: altro brindisi. ‘Ahia, sarei quasi astemio’, è quel quasi che in queste circostanze frega sempre.

Si prosegue, al tavolo con me il direttorissimo Federico Massari, Franco Cervellati (che non ho ancora avuto modo di sfidare a tennis), Andrea Tedeschi e qualche intruso. Ecco, il tennis. Massari “Io da piccolo ho palleggiato con Renzo Furlan, non aveva un gran braccio ma correva da pazzi. Caspita, con lui in Davis l’Italia andava bene, adesso invece…”, Cervellati “Beh, la situazione è più o meno la stessa, non c’è il talento ma una squadra dal discreto livello medio’. E il sottoscritto? Dovevo rompere l’idillio: ‘Gaudenzi secondo me il braccio ce l’aveva eccome’. Per fortuna c’è Tedeschi, che dopo due anni che lo conosco mi dice ‘ma io ho giocato tanti anni a tennis!’, ‘ma come, me lo dici solo adesso? ti sfido subito!’, ‘no dai, non gioco da un sacco di tempo poi dovrei buttar giù qualche chilo’, ‘cosa vuoi che sia – gli dico – ho sfidato anche Diego Costa…’. Di sicuro questa cena non aiuta, il Natale non aiuta, i brindisi non aiutano…

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Torniamo al calcio, mentre la discussione si sposta su Van Basten ‘il più tecnico di tutti’ dice Cervellati, si arriva al caffè e a qualche intruso al tavolo di cui non faccio il nome. Tema: Zuculini. ‘Mi sa che al suo concerto ci vado’, ‘ci sarà il pienone, ma cosa fa canta?’ ‘no è alle tastiere’. Poi qualcuno spiffera ‘Zuculini in campo tatticamente non ne becca una, me lo ha raccontato un giocatore. E’ come quando si gioca a doppio in tennis e il tuo compagno tira lungo linea quando dovrebbe giocare l’incrociato e viceversa’. Va beh, noi lo aspettiamo lo stesso, così come aspettiamo invano Saputo che però incontreremo sabato al Dall’Ara. Farà freddo, forse ci sarà la nebbia, i geni della Lega Calcio non hanno imparato da Reggio Emilia. Pazienza. ‘Ciao’, ‘Ciao, ci si vede sabato’, ‘Ciao rimasuglio!’ (‘Minguzzi, battuta trita e ritrita’ avrò pensato Leo Vicari) ‘Ciao Civ!’ ‘Ciao, evviva!’. Ah, ma c’è il mercato…’Corvino, Calleri lo prende?’ ‘Vediamo…’. Ormai ci abbiamo fatto il Calleri.

Civolani_2724_5405   Corvino

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