Mercato con strategie potenzialmente vincenti: voto 6.5

Mercato con strategie potenzialmente vincenti: voto 6.5

Partito in profondo ritardo, calibrando mosse e denari disponibili, il mercato del Bologna ha preso una piega diversa sul finale. Otto giocatori in meno di due settimane, tra questi un botto vero e proprio (Destro) uno a caccia dei fasti del passato (Giaccherini) e tanti potenziali come lo sono stati Jovetic e Ljajic nella lunga carriera ‘corviniana’. In questi casi, dobbiamo sbilanciarci: credo che sulla base dell’obiettivo prefissato (la salvezza tranquilla) la rosa si dimostrerà all’altezza, occorre solo il tempo di calibrare tatticamente e tecnicamente la squadra e non creare un fuoco incrociato sul povero Delio Rossi reduce da due sconfitte consecutive. Tra l’altro ora che il cambio di modulo è chiaro e palese l’allenatore dovrà lavorarci sopra. Ci vorrà tempo per vedere un Bologna rodato, con gerarchie chiare, nitide e quella sensazione di una quadratura del cerchio che ci farà capire chi sarà punto di riferimento della rosa e chi, invece, avrà meno spazio. E’ necessario, ogni tanto, esporsi prima. Penso che la rosa del Bologna, con il passare del campionato, ci regalerà soddisfazioni raggiungendo la salvezza con largo anticipo, perché il potenziale necessita di tempo per diventare reale e concreto, soprattutto quando hai tanti giovani inesperti per questo campionato. Rizzo, Pulgar, Falco, Krafth, Donsah, Masina, Ferrari e Oikonomou (sicuramente ho dimenticato qualcuno) sono elementi in grado di presentarsi al grande pubblico forti delle loro capacità, quelle che in parte abbiamo intravisto nei primi due match e che speriamo di ammirare con orgoglio a campionato inoltrato. Quello costruito da Corvino è un Bologna con prospettive future importanti, una rosa che il prossimo anno potrebbe avere bisogno solo di qualche ritocco per migliorare sensibilmente, sfruttando la costante crescita dei giovani che ha acquistato in questi due mesi. Sono stati allargati i cordoni della borsa proprio per dare al Bologna concretezza ora ma allo stesso tempo margine di crescita nel futuro. In più, mi guardo attorno e non vedo le rivali portare a termine operazioni preoccupanti. Il Carpi di Castori prende Zaccardo, forse il giocatore meno adatto allo stile e al modo di vedere il calcio del mister biancorosso (con lui Borriello), più azzeccati forse Beleck e Cofie, ma niente di trascendentale. Preferisco i nostri, preferisco la strategia del Bologna piuttosto che quella adottata da altre, società con limitazioni di investimento costrette a cedere e a mettere pezze qua e là.

Non dobbiamo rinnegarci, è stato chiesto per tanti anni un progetto serio e futuribile, un investimento costante sui giovani proprio per non ricadere negli errori del passato. Tutto questo è stato fatto, stavolta per davvero e non solo a parole. Sì, ritardi, il sacrificio dei primi due match, tutti aspetti negativi che probabilmente non ricorderemo più in inverno quando il Bologna avrà iniziato a macinare punti. Va sempre così: ci si sofferma su problematiche che reputiamo decisive salvo poi lasciarle nel dimenticatoio quando tutto inizia a girare. Credo sia stato fatto un enorme lavoro dal momento in cui si è deciso di rivoluzionare la rosa dopo la promozione ottenuta il nove giugno e, nonostante difficoltà, la missione è stata portata a termine. C’era poco tempo e i prezzi si sono alzati, ma penso che alla fine il risultato sia buono. Una campagna come da queste parti non se ne vedevano da tempo grazie soprattutto ai denari di Saputo. Oppure pensate che affari come quello di Destro la precedente proprietà sarebbe riuscita a farli? Probabilmente non ci avrebbero neanche dato udienza.

Ecco dunque il perché del voto, forse un pelo basso per via delle due sconfitte e del ritardo, ma pronti ad alzarlo se le cose dovessero andare come i presupposti ci lasciano intuire. Personalmente sono soddisfatto, perché preferisco mettere in conto qualche errore di gioventù ma avere un futuro davanti, piuttosto che affidarsi all’usato sicuro senza gettare lo sguardo oltre l’orticello di casa propria (e al solo scopo di sopravvivere). Certo, come in ogni sessione magari qualche giocatore è stato pagato caro, ma se ci basiamo sulla media dei prezzi di questa estate rovente forse è uno scotto che non avremmo potuto evitare. Insomma, sento critiche anche feroci verso l’operato di Corvino, che probabilmente non sarà stato perfetto, ma di certo non disastroso come successo – sotto altre gestioni – in passato.  Diamo tempo alla squadra dunque, per un Bologna che al momento è solo un assaggio di quello che potrà essere più avanti. Una sorta di antipasto prima delle prelibatezze vere e proprie.

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