Meno male si gioca lunedì

Meno male si gioca lunedì

La sosta di campionato avrà fatto bene alla truppa rossoblù, ma forse non a tutti i membri della rosa. Giocare con un giorno in più di riposo può essere un aiuto

Giaccherini gioca due amichevoli ravvicinate (e con la Spagna sembrava si fosse fatto male seriamente), Masina disputa novanta minuti con l’Under 21 in Andorra, Oikonomou e Taider idem rispettivamente con Grecia e Algeria. Viste squalifiche e assenze, tutti questi giocatori potrebbero essere titolari nel monday night match contro il Verona.

E allora vien da dire: meno male si gioca con un giorno di ritardo. Perché la sosta per questi ragazzacci mica c’è stata, noi abbiamo gozzovigliato con le colombe mentre loro si sono allenati e hanno giocato due partite ravvicinate, che diventeranno tre con quella di campionato nel weekend. E’ un po’ come se avessero svolto un turno infrasettimanale, uno di quelli che spesso porta gli allenatori ad affidarsi al turnover. E per un Bologna che ha perso brillantezza, vedere il suo attore principale – in assenza di Destro – sfiancarsi sull’esterno nel modulo votato alla ripartenza made in Conte mette un po’ di apprensione. Soprattutto se si considera che la stagione di Giaccherini è cominciata con due gravi infortuni muscolari.

Di fronte il Verona, una squadra ormai retrocessa ma che non verrà qui a passeggiare, un po’ perché la calda tifoseria chiede sempre impegno massimo e un po’ perché la sfida rappresenta il derby personale del presidente Setti. Lui che portò il Verona a sfiorare l’Europa ora si ritrova nella stessa situazione di Albano Guaraldi due stagioni fa. Scelte dirigenziali e tecniche sbagliate, confusione in ogni comparto della società e patatrac servito. L’unica differenza, non da poco, è che Setti il prossimo anno potrà beneficiare di un paracadute raddoppiato non rischiando il fallimento. Anche perché in Serie B quel contrattone di 5 anni a un milione a stagione fatto firmare a Pazzini….

Ecco dunque che nonostante la stanchezza, i viaggi in giro per l’Europa e per il mondo, i virgulti bolognesi dovranno ritornare a vincere, senza qualche titolare, senza Destro, con meno brillantezza nelle gambe e con una partita infrasettimanale da smaltire. Certo, non si può vietare ai vari c.t. di testare il livello delle proprie selezioni eliminando le amichevoli a marzo, le ultime prima delle competizioni estive, ma di sicuro ci si può chiedere se questo calendario così fitto possa fare bene alla salute dei calciatori e agli interessi dei club, coloro cioè che fanno girare moneta sonante nel mondo del calcio oltre alle tv. Se Giaccherini si fosse fatto veramente male, se Oikonomou fosse rimasto vittima di uno stiramento, cosa diremmo ora? Per fortuna tutto è andato bene, ma è chiaro che – nel momento più caldo e importante della stagione – le amichevoli tra nazionali sono più un impaccio che altro. Servirebbero stage programmati, due settimane di allenamenti continuativi per dare la possibilità ai vari selezionatori di imprimere le proprie idee di gioco. In questo caso, comunque, il commissario tecnico è per definizione un selezionatore e non un allenatore. Ecco perché Conte se ne va. Ad ogni modo, nonostante il tifoso bolognese detesti i cambi di programma, per questa settimana ci va di lusso giocare di lunedì.

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