Mal(Destro)?

Mal(Destro)?

Dopo il possibile esonero di Delio Rossi, è il tema del giorno. Cosa succede a Mattia Destro? Le teorie sono le più disparate, si parte dal classico ‘è bollito’ concludendo con il più magnanimo ‘non gli arrivano i palloni’. Parliamoci chiaro, in città è già montata la sindrome da ‘rolandite’. Senza considerare la differenza di età e di talento tra Bianchi e Destro. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Quello che invece si può provare a fare è analizzare quali siano le problematiche (e come possano essere superate) che inibiscono la vena realizzativa di Mattia. Perché passare da attaccante che segna al debutto in massima serie a brocco è un attimo per l’opinione pubblica bolognese. Andiamo con ordine, Destro è arrivato a fine agosto dopo tre settimane di trattativa, un periodo in cui inevitabilmente sarà stato un po’ trascurato dalla Roma, perché un attaccante che rientra nei piani tecnici dell’allenatore forse viene più curato rispetto a quelli in lista partenti e promessi sposi ad un’altra società. Si cerca poi in ogni modo di evitare infortuni che pregiudichino la cessione e l’incasso di qualche utile soldino. Poi ci sono le partite giocate, e Destro sotto questo punto di vista ha perso l’abitudine a giocare titolare nell’ultimo anno. Cimentarsi in partitella è una cosa, farlo in campo la domenica contro avversari di Serie A un’altra. Un minimo di ritmo partita, abitudine, serenità nel scendere in campo Destro dovrà pur ritrovarla.

C’è poi la tattica, perché Delio Rossi chiede molto alla sua squadra, soprattutto in fase di non possesso palla. C’è un lavoro che anche gli attaccanti sono chiamati a fare: disturbare i portatori di palla, pressare, non restare fermi aspettando solo che i compagni riconquistino il pallone. E’ un lavoro sfiancante, che forse toglie lucidità a chi deve presentarsi sotto porta con il massimo della freddezza e non con i battiti a mille. Poi, i rifornimenti, non tantissimi. In effetti, solo il 23% degli attacchi rossoblù passa dalle fasce, un limite che per chi presenta là davanti un attaccante da area di rigore. E’ un problema, perché Destro non è una punta che si costruisce un tiro da sola, non è quel tipo di giocatore a cui ti basta buttare in qualche modo la palla in avanti, serve invece una manovra precisa, puntuale, che azzecchi il momento giusto in cui servirlo, sfruttandone i movimenti che, se assistiti, non sono male nemmeno ora. Accostare inutilmente Destro ai vari Di Vaio, Signori e Baggio non aiuta, perché Mattia non è il salvatore della patria, non è il faro di una squadra o il leader che ti salva solo con la sua presenza, è bensì un attaccante forte che però ha bisogno di essere supportato da altri dieci giocatori. Sono i compagni a rendere forte Destro, non il viceversa.

Come si esce dunque da questa situazione di stallo? Innanzitutto, Destro deve dare qualcosina di più. E’ il più pagato della rosa, l’acquisto posto al centro del progetto di rilancio targato Saputo e Corvino, per questi motivi, anche se sbagliando, Mattia deve conquistare il pubblico prima con la grinta e la determinazione e poi con i gol. Senza questo presupposto, è difficile ottenere miglioramenti nell’immediato. Dall’altra parte, Rossi, privo di una seconda punta di ruolo, deve riuscire a coinvolgere di più l’attaccante nei suoi schemi di gioco, questo non significa ‘sacrificarlo’ in azioni spalle alla porta che di fatto inibiscono Mattia, bensì costruire una tattica offensiva che possa valorizzarlo il più possibile. Andare maggiormente sulle fasce, creare superiorità numerica, aprire spazi in area di rigore per Destro che altrimenti si ritrova marcato da due arcigni difensori non avendo il Bologna una seconda punta intenta a preoccupare la difesa. Destro non è Di Vaio che poteva essere lanciato in velocità con palle profonde, è un attaccante più fisico, a volte più stazionario, ma che deve essere servito con un gioco meno centrale e più laterale. Intasare la zona centrale del campo, come spesso accade al Bologna, non fa altro che stringere ancora di più la marcatura su Destro. Fin qui la tattica, poi c’è la psicologia. Per una punta il rimedio naturale più efficace è uno solo: sbloccarsi. Segnare la prima rete darebbe nuova linfa, nuova fiducia, nuova autostima a Mattia Destro, non solo, la squadra ritroverebbe un attaccante di cui fidarsi, la freccia appuntita che incute timore alle difese avversarie e per dieci compagni sapere che là davanti c’è un attaccante che crea scompiglio è un sollievo dalla responsabilità generale. Non credo che Mattia sia mal(Destro), sta solo vivendo un momento difficile e come lui tutta la squadra. Nel momento in cui il Bologna migliorerà, anche Destro tornerà a fare quello che noi tutti sappiamo. Destro aiuti il Bologna e il Bologna aiuti Destro. Su questo, ha ragione Delio Rossi.

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