L’opportunità da cogliere (prima dello Scudetto)

L’opportunità da cogliere (prima dello Scudetto)

Bologna concentrato sulle uscite, ma ci sarà una opportunità da cogliere (in attesa di una squadra da Scudetto)

Secondo le dichiarazioni dirigenziali la rosa del Bologna è sostanzialmente al completo. Cinque arrivi prima del ritiro, da ora in avanti priorità alle cessioni. Secondo Claudio Fenucci, Donadoni ha ampio materiale a disposizione per il suo credo tattico, e dal ritiro nasceranno le valutazioni sui giocatori in uscita. Non solo, per l’Ad a centrocampo la squadra è al completo così. Tesi difficile da abbracciare con soli 4 mediani rimasti a disposizione. Infatti, la precisazione successiva è chiara: una volta ceduta qualche pedina se ci sarà l’occasione la coglieremo. In mezzo a tutto questo, il Ds come suo solito risponde in maniera sincera a domande estemporanee come quella giunta da Bonan a Sky: “Quando Donadoni allenerà una squadra da Scudetto?”, “Spero il più tardi possibile!”.

Andiamo con ordine. Che sia 4-2-3-1 o 4-3-3 risulta difficile pensare che il Bologna possa affidarsi ai soli Poli, Taider, Pulgar e Nagy, con Donsah sostanzialmente ceduto al Torino. Il Bologna ammette la trattativa, che si chiuderà alle cifre richieste dai rossoblù e che andrà presumibilmente a buon fine. La domanda è: proprio sicuri che dopo non serva un altro mediano? E’ logico pensare che altri acquisti ci saranno (di quale calibro e di quale tenore lo scopriremo) ma glissare continuamente sul nome di richiamo al momento appare la classica pretattica di mercato. C’è chi può permettersi di annunciare l’arrivo di diversi top player – Agnelli e la Juve – e chi invece sceglie il profilo basso per avere sempre il coltello dalla parte del manico: se non arriverà nulla si dirà che il club non ha promesso nulla, se verrà acquistata una pedina prestigiosa si applaudirà – giustamente – all’investimento fuori budget della proprietà. Se fossi dirigente farei esattamente lo stesso. Al netto delle dichiarazioni, considerando tra l’altro che non abbiamo ancora visto allenarsi il Bologna e non sappiamo con esattezza con quale modulo giocherà Donadoni, è lecito aspettare altri innesti. Anzi, è ancor più logico pretenderli in mediana dopo l’uscita di Dzemaili. Gli altri reparti, seppur con qualche azzardo, possono dirsi sostanzialmente completi.

Capitolo Bigon. Il Ds è una persona perbene, sincera, non promette nulla che non può mantenere. E fa bene. Ogni tanto cade sulle dichiarazioni, per quanto queste siano realistiche. La bottiglia di champagne da stappare, ad esempio. Ieri sera è stato ospite di Speciale Calciomercato su Sky, il giornalista Bonan gli ha provocatoriamente chiesto quando Donadoni allenerà una squadra da Scudetto e lui ha risposto sinceramente e candidamente ‘Spero il più tardi possibile”. Il dirigente, ed è banale, spera che Donadoni rimanga a lungo a Bologna, ma questa era l’occasione per galvanizzare, scherzando, la piazza. Bastava una risposta in contropiede del tipo ‘speriamo che quella squadra da scudetto sia il Bologna’. Ma questo non fa parte del personaggio Bigon, un Ds lesto a rispondere in maniera pragmatica a ogni tipo di domanda. La proprietà lavora step by step, e Saputo non ha mai promesso obiettivi particolarmente prestigiosi nel breve periodo, per questo dirigenti come Bigon al momento sono funzionali alla causa. Anche perché più che le dichiarazioni di Saputo è stata la piazza stessa ad auto-convincersi che da subito avremmo scalato in maniera rapida e veloce le gerarchie del caso. E’ stato fatto due più due: proprietario ricco uguale a Bologna in due anni in Europa. In mezzo c’è la realtà.

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