SPUNTO TBW – Destromania

SPUNTO TBW – Destromania

 

Olive ascolane, specialità marchigiana che accompagna piatti rustici e fritture in ogni Pub che si rispetti. Servite ben calde, croccanti fuori e tenere dentro grazie alla farcitura di carne macinata, ricca di odori che la rendono ancor più aromatica e sfiziosa. Saper cucinare questa ghiotta portata è un requisito imprescindibile per essere sua moglie. La bellissima Ludovica Caramis, che molti di noi hanno potuto apprezzare in veste (e bikini) da letterina, al fianco di Conte nell’Eredità – ne sa qualcosa. Dalla parrucchiera ne parlano. Parlano di lui fra una tintura e una messa in piega, ammirando questo ridente “giandone” che da qualche settimana campeggia sulle pagine delle riviste patinate, degli almanacchi sportivi, nelle photogallery delle testate online e sui cartelloni pubblicitari. Piace alle signorotte che esclamano “magari fosse mio figlio!”, piace ai cinni e agli adolescenti che, dai corridoi di scuola, si riversano sulle tribune di Casteldebole per osservarne i movimenti, le sue prodezze, incitarlo a fare GOL! Perché questa è la cosa che sa fare meglio, quella per cui è atterrato al Marconi di Bologna il 18 agosto 2015. La ragione della sua stessa esistenza.

I tifosi lo hanno atteso a lungo e stentano ancora a credere che il vento è cambiato in terra rossoblù: i colori della sua casacca intonsa, indossata nei servizi fotografici che lo ritraggono mentre spalanca un sorriso alla città delle Torri, afferra un pallone, stende i polpacci sull’erba rada di un Dall’Ara rinnovato. Anche lui ha voglia di rinnovarsi e rilanciare il suo talento in questa piazza. Desiderava diventare il nostro Bomber e di non mollare mai, seguendo i consigli del padre Flavio (ex terzino dell’Ascoli a Cesena) che lo incoraggiava sin da piccolo a “dare sempre il massimo e non sentirsi mai appagato” perché ogni maledetta domenica il tabellone segna di nuovo 0-0 e non c’è tempo per rilassarsi. Anche la mamma lo esortava alla prontezza di spirito: “quando fai le cose – gli diceva – mettici la testa. Rifletti. Non agire d’istinto”. Riflessivo e prudente, quindi, ma anche scaramantico, come confidava in un’intervista rilasciata nel 2012 ad Alessandro Cavallini (fcinternews.it): piccoli rituali che ciascun giocatore ripete prima di ogni partita, come sedersi sempre allo stesso posto in pullman e ascoltare alcuni pezzi forti della sua playlist, come Danza Kuduro di Don Omar con Lucenzo e Dance Again di Jennifer Lopez feat. pittbull.

Dalle prime esperienze all’Ascoli, passando per le giovanili nerazzurre, il Genoa, il Siena, il Milan e la Roma… fino al fortunato-sfortunato passaggio in Nazionale (la convocazione avvenne durante il suo matrimonio con la Caramis). I tornanti che ti portano al vertice adrenalinico del successo e d’improvviso, come montagne russe, ti lasciano piombare nell’oblio da cui sei venuto per colpa di un brutto infortunio. Succede spesso, a tutti i campioni, ma anche queste sono “fasi fatte” che presto o tardi tutti i giocatori attraversano. Per lui non contano le sconfitte, conta di più “restare zitti guardando gli altri in un certo modo”, lasciando intendere che hai piena fiducia negli altri: l’allenatore, i compagni e i tifosi. Sopratutto i tifosi. Quelli che in oltre 400 sono andati ad accoglierlo alla stazione di Bologna. Quelli che ci sono sempre e comunque, con il vento e la pioggia, con la neve e l’afa a 40°, in casa o in trasferta. Quelli che erano presenti ieri pomeriggio in Galleria Cavour, dove il piacentino ha autografato decine di maglie con il numero 10. Il numero di Ronaldinho, Totti, Del Piero, Adriano… Ecco un altro Bomber di grande personalità, a cui auguriamo di poter essere osannato allo stesso modo un giorno!

Insomma, fra un cantiere BOBO e un restyling del Dall’Ara, si respira un’altra aria a Bologna. Si avverte quella forza trascinante che eleva in alto i sogni dei bambini e fa commuovere i veterani del Bar Sport in ogni angolo della vita felsinea.

24 gol in giallorosso, 41 reti totali in cinque anni. E adesso è qui, parte della nostra storia, con un unico scopo: metterla dentro! La voglia, la determinazione, la personalità e la palla. Tutto il pacchetto. Metterci infine la firma ed esultare, magari prendendo in braccio il mite Delio Rossi in quell’impeto di esultanza in cui tutti potranno urlare a gran voce il suo nome: MATTIA DESTRO.

Non vediamo l’ora di perdere la voce domenica a Genova! L’arena del suo debutto in serie A… vogliamo rivivere la stessa emozione con tutta la truppa del nostro amato Bologna FC 1909.
Infondo lo dice il boss Saputo: adesso più che mai, “We are One”!

 

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