La Serie A si conquista al Dall’Ara

La Serie A si conquista al Dall’Ara

 

Tutto quello che non è stato dovrà essere tra qualche giorno. La Serie A del Bologna passa dal Dall’Ara, dalla capacità di rendere questo stadio un fortino da cui è impossibile uscire vincitori. Tutte le nostre rivali in questo campionato hanno fatto del loro stadio di casa un punto di forza da cui spremere le maggiori risorse possibili per costruirsi la classifica che effettivamente hanno ottenuto. Solo il Pescara ha dimostrato di avere una certa propensione alla trasferta, ma gli abruzzesi sono una squadra capace di tutto e il suo contrario e probabilmente non usciranno vivi dalla sfida col Perugia. Le altre invece presentano statistiche di gol fatti e subiti di tutto rispetto tra le mura amiche, ma anche dati più discontinui lontano dallo stadio di casa. Ecco perché il Bologna deve assolutamente far valere il fattore campo, mostrare concretezza e solidità in trasferta per poi chiudere i discorsi qualificazione al ritorno quando si giocherà al Dall’Ara. A partire dallo Spezia che rappresenta probabilmente il primo ostacolo di questo corto e breve cammino, anche se costellato di trappole. I liguri li conosciamo, rispetto alla gara di andata – in cui il Bfc dominò per settanta minuti – sono cresciuti tanto e avrebbero scavalcato il Bologna se al ritorno Catellani avesse punito in contropiede Da Costa. Con quel gol ora saremmo noi a dover giocare contro l’Avellino domani e lo Spezia ad attenderci venerdì, pensate a quante cose sarebbero cambiate e con quale umore nefasto affronteremmo questi playoff. I liguri dunque hanno acquisito consapevolezza, soprattutto sono una formazione giovane, di gamba e con qualche individualità interessante. Il Picco non è facile da affrontare, ma un Bologna indenne in trasferta dovrà poi far valere il proprio fattore campo e la posizione di classifica migliore. 

 

Ecco, potrebbe anche essere utile ribaltare la visione e la prospettiva delle cose, ovvero evitare di mettersi le mani nei capelli e tifare per l’avversario che reputiamo più debole ma concentrarsi solo su noi stessi, comprendere come in realtà sia più scomodo per le altre affrontare una formazione che di nome fa Bologna e capire che giocarsi tutto qui in un Dall’Ara tinto di rossoblù non sarà facile per nessuno. Se davvero sale il panico per affrontare qualsiasi tipo di avversario, significa che di certo non si è pronti per vincere questi playoff. Pronti non devono esserlo solo i calciatori ma anche i tifosi, stavolta davvero chiamati all’adunata senza troppi fronzoli indipendentemente dal meteo. Non possiamo permettere che i ragazzi vadano in trasferta a beccarsi il tutto esaurito mentre quando tocca a Bologna rendere caldo il clima ambientale puntualmente non si sale sopra i 15mila spettatori. No, stavolta no, perché la stagione non è finita e tutto quello che è successo fino ad ora conta relativamente, si riparte da zero e con un mini campionato di quattro partite da giocare. In due di queste il Bologna merita un pubblico e una cornice da grandissima occasione, per non lasciare nulla di intentato soprattutto ora in cui il regolamento ci darà la possibilità di salire. Qualche anno fa, senza i playoff, la Serie A l’avremmo vista con un bel binocolo.

 

Quante volte abbiamo scritto “la Serie A passa dal Dall’Ara”? Tante, infatti non è successo. Preferisco però guardare al presente a quello che la situazione ci offre e non a quello che è stato, rimpiangere vecchie occasioni ormai non serve più così come maledire gol mancati o esoneri tardivi. Concentriamoci sulle prossime ed imminenti partite, sono le più importanti e valgono non solo la gloria ma tanti milioni di euro. I motivi per dare tutto ci sono, a partire dai tifosi che non possono lasciare sola questa squadra. Se il risultato sperato non arriverà, allora potremmo aprire tutti i processi del caso. Tregua per due settimane quindi, soprattutto: grande tifo al Dall’Ara. Deve essere bolgia, tifo sostenuto per novanta minuti e tanta pressione sugli avversari. Quella di Bologna non potrà essere considerata una gita di piacere in uno stadio prestigioso, ma una partita complicata in cui uscire con un risultato positivo una autentica impresa. Dove non siamo riusciti ad arrivare ora con le nostre forze possiamo farcela con 30mila persone e un nome che in B non ha nessuno. Se il Dall’Ara è uno stadio da Serie A, è ora di dimostrarlo.

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