La matematica non è un’opinione: il Bologna è salvo

La matematica non è un’opinione: il Bologna è salvo

Il punto conquistato al Castellani mette una Croce sopra all’obiettivo salvezza nello stadio dove l’Empoli si preparava a festeggiare lo stesso traguardo e dove proprio Daniele Croce ha rischiato di portare a 100 le vittorie degli azzurri in serie A. Record rimandato grazie all’arbitro Chiffi, che nega il presunto rigore/gol non concesso ai padroni di casa e lascia che il Bologna continui a spingere all’interno del match sfiorando il vantaggio in più di un’occasione. E’ mancato solo il gol in questa trasferta primaverile, l’approccio mentale e fisico dei rossoblù è stato quello richiesto da Donadoni, regalandoci un discreto gioco di squadra e qualche virtuosismo dei singoli interpreti: fra tutti, abbiamo apprezzato i dribbling e le diverse iniziative di Matteo Brighi, purtroppo non finalizzate.

Ma la partita conta relativamente poco, quel che rimarrà negli annali è la salvezza conquistata nonostante le 8 sconfitte nelle prime 10 partite, una missione mai riuscita a nessuno. E allora merito di Donadoni, di chi l’ha scelto e di chi ha costruito la squadra. Perché il Bologna in questa stagione ci ha fatto divertire, peccato solo per quel calo finale che da qualche parte sarà pur scaturito. Il tempo dei bilanci e degli ipotetici processi può partire, anche se ancora ci sono due partite per migliorare una classifica non buonissima ma che ad ottobre avremmo firmato. Alla luce di quel che è successo si poteva fare meglio, forse a un certo punto è stato fatto il minimo sindacale ma il vero dato incontrovertibile è che dalla prossima stagione bisognerà migliorarsi. Nel mezzo c’è il mercato, in cui capiremo gli obiettivi del Bologna, la scelta del nuovo direttore sportivo e la realizzazione del nuovo centro tecnico.

Dal prossimo anno il Bologna dovrà dimostrare di poter ripercorrere le tappe effettuate dal Sassuolo in queste tre stagioni, perché la possibilità di inserirsi a buoni livelli c’è se i capitali sono sorretti da competenze e gestione societaria solida e trasparente. Il vero banco di prova per il Bologna sarà la stagione 2016/2017, perché questa aveva come unico obiettivo il mantenimento della categoria e nulla più. Ma dal prossimo anno in poi il pubblico inizierà a pretendere sempre qualcosa di meglio e sarà compito del Bologna darglielo. I margini di crescita e il potenziale di cui tutti noi parliamo da un anno e mezzo dovranno trovare una solida base di concretezza nei risultati e nella gestione dei prossimi anni, perché il primo gradino è andato ma ora ce ne saranno altri, sempre più alti e difficili. L’invito, comunque, è di onorare le prossime due gare, in particolare modo quella di sabato contro il Milan in modo tale che la squadra possa congedarsi nel migliore dei modi con il pubblico di casa. Quelli che pagano e che fischiano o esultano sulla base di quanto i ragazzi mettono in campo. Da novembre a febbraio ci siamo tanto divertiti, dopo meno. Fa lo stesso, per oggi si può festeggiare anche se accostare la parola salvezza al Bologna ci appare sempre un po’ riduttivo. La speranza è che tra tre mesi si possa parlare di altri obiettivi, il sedicesimo posto non può essere un target consono per il trecentesimo uomo più ricco del pianeta. Chissà, magari un giorno diremo: il Bologna è matematicamente in Europa.

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