La festa è finita: non è stato fatto ancora nulla

La festa è finita: non è stato fatto ancora nulla

In questi due giorni si è parlato solo di una cosa: del giro di campo del Napoli dopo la vittoria contro l’Inter. Per i filosofi del calcio nazionale, la sconfitta di Bologna è nata da lì, da un appagamento inconscio che ha fatto breccia sette giorni dopo, da una festa troppo prolungata nelle menti dei calciatori per quella che – dopo 25 anni – era stata considerata un’impresa. E allora, prendendo atto della situazione, di media evidentemente propensi a soffermarsi più sui demeriti degli sconfitti, prendiamo spunto da ciò per non commettere gli stessi errori che ha commesso il Napoli domenica e portato i rossoblù a perdere in malo modo a Torino. La sbornia di tre risultati utili consecutivi forse ha fatto allentare la tensione, per fortuna è stata ritrovata in un amen contro la capolista. Ma la festa, dopo lo champagne a profusione, è terminata. Stop, basta ripercorrere fasti unici ma frutto di una singola tappa all’interno di un percorso che deve portare alla salvezza, altrimenti la caduta sarà dietro l’angolo. L’ubriacatura può giocare brutti scherzi, ma se per il Napoli, sfruttando la qualità della rosa, la ripresa da uno scivolone può essere immediata, per il Bologna un inciampo rischia di diventare deleterio. E’ già successo a Torino e aver modo di giocare contro una big ha aiutato la truppa ha ritrovare gli stimoli giusti, ma ora per i rossoblù arrivano due scontri diretti che non possono essere steccati.

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La via migliore per rimanere sul pezzo è dunque dimenticare quanto avvenuto 48 ore fa, non pensare al fatto che il Bologna ha battuto la capolista, resettare la mente e pensare di essere ancora post Torino con una reazione determinata da mostrare immediatamente in campo. Perché per noi è basilare quella ferocia agonistica vista domenica, e se la mentalità sarà sempre questa, non solo la salvezza sarà raggiungibile senza patemi ma altre soddisfazioni arriveranno ad allietare la stagione del ritorno in Serie A, rendendola più dolce rispetto a quello che aveva lasciato presagire il nefasto inizio di campionato.  Per i rossoblù si rende necessario prolungare il più possibile questo atteggiamento gladatorio, e se da un lato giocare contro il Napoli può essere più facile per gli spazi che i partenopei hanno concesso, dall’altro se il livello sarà sempre questo diventerà difficile ripetere prestazioni opache come quella di Torino; anche qualora di fronte si ergeranno squadre più propense a non prenderle che a darle.

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Tocca dunque a Donadoni evitare rilassamenti, cali, appagamento. Il Bologna non ha ancora fatto nulla, è a 16 punti con sole due lunghezze di vantaggio sulla terzultima, con il pericolo ancora incombente se non arriverà un altro filotto di risultati utili. Ma dopo Roma e Napoli, tocca alle dirette concorrenti. Genoa ed Empoli, sulla carta, possono valere almeno 4 punti, ma toccherà al Bologna andare a prenderli con lo stesso spirito con cui li ha strappati a due big del campionato. Il Bologna di Torino rischia di perdere anche con il Carpi, quello di domenica può battere chiunque. E allora, se i rossoblù manterranno il più possibile questo standard di rendimento, in inverno potrebbe arrivare l’allungo decisivo in vista di una primavera più mite. Una cosa però non dobbiamo dimenticarla: nonostante sia stato battuto il Napoli non è possibile negare la necessità di un paio di acquisti di livello a gennaio. Saremmo pazzi se considerassimo ‘a posto così’ una rosa che presenta comunque ancora un paio di lacune. Non perdiamo di vista la realtà, l’esaltazione c’è stata ed è stato bello cavalcarla per qualche ora. Da adesso riponiamo bicchieri e bottiglie: c’è in vista un’altra battaglia a Genova.

Corvino

 

 

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