La fantasia di Corvino, ma attenzione a Oikonomou

La fantasia di Corvino, ma attenzione a Oikonomou

 

Godono i tifosi, soprattutto quelli più critici verso i media. Il Bologna prende probabilmente Luca Rizzo dalla Samp e lo fa dal nulla, con una trattativa portata avanti in sordina e di cui non si è saputo niente se non nel momento dell’accordo. Per il tifo, è la testimonianza del fatto che spifferi da fonti societarie non ne arrivano, il sintomo lampante che i ‘giornalai’ brancolano nel buio più totale e lanciano nomi a caso sulle pagine dei quotidiani o dei siti web. Non è proprio così (non ci svegliamo al mattino pensando: ‘oggi che balla scrivo?’) ma poco importa, l’aspetto fondamentale è che – tramite le strategie che più ritiene opportune –  Corvino porti a termine nel migliore dei modi il suo lavoro. Se non spiffera, ma costruisce uno squadrone, non ci sono problemi. Anzi, ben venga. Detto questo, qualcosa sul lavoro del direttore sportivo possiamo sviscerarla. Legame solidissimo con la Samp, con Rizzo sono cinque operazioni in sei mesi con il collega Osti, manovrato ovviamente dal bomber Ferrero. Sotto questo aspetto, attendo con ansia la conclusione della vicenda Defrel per due lampanti motivi. Il primo, che terrorizza tutti, riguarda la disponibilità economica della Samp. I conti sono in rosso, lo dicono in tanti e a poco valgono le smentite della star Ferrero, un personaggio che nel suo passato ha già messo in mostra alcuni passaggi degni di nota degli organi di controllo finanziari. Soprassediamo, perché sennò servirebbe uno Spunto intero. Torniamo al tema originale: 5 milioni per Rizzo, anche se dilazionati, possono contribuire alla costruzione di un piccolo gruzzoletto che la Samp sta racimolando per Defrel. I tifosi temono che con gli acquisti di Corvino dalla Samp (mettiamoci anche le trattative per Sansone e Krsticic) si rischi di finanziare involontariamente Ferrero per il francese. Il secondo motivo, invece, riguarda il budget del Bologna. Spendere 5 per Rizzo significa, di fatto, avere a disposizione di più dei 15 sbisciati recentemente. Non tanto perché 5 è un terzo di 15 (il pagamento è dilazionato) ma quanto per il valore che si sta attribuendo al calciatore. In sintesi, se Rizzo vale 5, Defrel potrebbe valere 10 con questi parametri. Tendo a non escludere, di conseguenza, il fatto che nella trattativa possa essere inserito anche uno tra Krsticic e Sansone.

 

Ecco, che il budget lasciato intendere sia una stima inferiore rispetto a quello realmente a disposizione, è una strategia non solo probabile, ma – a mio avviso – corretta. Dichiarare pubblicamente una disponibilità di risorse ingente, significa farsi in automatico aggredire dai predoni del calciomercato, trovarsi alla porta miriadi di procuratori pronti a proporre qualsiasi assistito e avere a che fare con società non disposte a rivedere le cifre la ribasso durante le trattative. Se so che sei ricco, ti farò pagare tanto ciò che mi chiedi. Sinceramente, non sono preoccupato per questa sessione di calciomercato per quanto riguarda le risorse, Corvino ha in mano denaro sufficiente per costruire una buona base che garantisca la salvezza, e Saputo non lesinerà un ulteriore apporto se si tratterà di staccare un assegno per un giocatore di prospettiva che possa diventare un campione del Bologna che sarà. 

 

Si può invece aprire un tavolo di discussione pacato sui giocatori acquistati o su quelli coinvolti, a quanto risulta, in trattative comprendenti il Bologna. In attacco il mio parere l’ho già fornito: firmerei per il tridente Coman-Defrel-Zapata. Tra le altre punte, lascerei perdere Okaka, mentre punterei su Abel Hernandez, talento uruguagio in cerca di rilancio e proposto al grande calcio italico da Delio Rossi a Palermo. Poi sì, se saltano i primi obiettivi, su Pazzini abbiamo un salvagente sicuro. A centrocampo bene il rinnovo di Matuzalem, inevitabile alzare le cifre, chi si stupisce forse non conosce certe dinamiche, e bene l’arrivo di Rizzo, mediano in grado di fare un po’ tutto a centrocampo. Se sono 5 milioni solo per lui, bè, acquisto oneroso, se invece c’è dentro altro può essere un affarone. Chiudo con Oikonomou. Da Napoli rimbalza la voce di una offerta di 4 milioni di euro, Sarri lo vuole espressamente e Giuntoli (che dovrà prestare attenzione a qualche intercettazione catanese) ci avrebbe provato. Si parla anche di Britos, in teoria in scadenza di contratto ma qualcuno sussurra possa aver rinnovato in silenzio per essere inserito in qualche affare. Su questo sono chiaro: non cederei mai e poi mai Oikonomou, al momento l’unico difensore centrale giovane utilizzabile in campo in Serie A. Ferrari non è pronto (andrà in prestito) Maietta (non più giovane) in massima serie ha giocato pochissimo e Gastaldello deve recuperare da un infortunio. In questo momento, più che cedere dovremmo comprare. Sì, se il budget difensivo è ridotto, Britos a parametro zero come aggiunta mi può andare bene, a patto che il greco resti. Parliamoci chiaro, se Corvino cede Marios e prende Britos, a livello mediatico e di popolarità andrà incontro ad un tonfo clamoroso. Nessun tifoso, dai primi commenti sui social network, apprezzerebbe una operazione del genere. Pantaleo ha prontamente smentito, stavolta in maniera chiara e senza nascondersi. Per uno come lui rappresenta un segnale chiaro. Ad ogni modo, non sarebbe un affare da Corvino cedere un 1992 per acquistare un 1985. Invece sì, può essere la strategia giusta alzare un po’ di cortina fumogena con qualche nome e poi lavorare sotto traccia con altri. Come dice lo stesso Corvino: “In questi casi si dà fuoco alla fantasia”.

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