La delicata situazione di Delio Rossi

La delicata situazione di Delio Rossi

Il mercato è terminato, ma non si può certo dire che Delio Rossi stia lavorando nella situazione ideale. Tra il periodo di rodaggio e di inserimento dei nuovi acquisti, i ragazzi via con la nazionale e gli infortunati, il mister riminese è ancora ben lungi dall’ammirare il Bologna che vorrebbe. Se prendiamo ad esempio la sola difesa, anche con la Samp a Marassi sarà emergenza: Oikonomou è fuori, Krafth idem e Gastaldello è senza ritmo partita, senza dimenticare il titubante Mbaye che probabilmente farà spazio al giovane Ferrari, ma quest’ultimo sarà disponibile solo da mercoledì. Diciamo che Bfc e Samp stanno vivendo una situazione similare, perché anche i blucerchiati nel reparto arretrato sono tutt’altro che irreprensibili. 4 gol subiti in due partite (e i 4 presi dal Vojvodina), due giocatori operati (Coda e Zukanovic) e alcuni appena rientrati, è emergenza. Anche contro l’Entella due reti subite per via di due gravi errori difensivi, diciamo che il Bologna dovrà picchiare sull’incerta retroguardia blucerchiata se vorrà avere speranze di risultato. Preoccupa invece l’altra zona di campo, perché la Samp presenta il capocannoniere del campionato e arriverà alla terza giornata con sette gol all’attivo in due partite, se pensiamo, inoltre, che davanti si ritroverà comunque una difesa rimaneggiata le preoccupazioni ci sono tutte. Il problema di Delio Rossi è che ora deve iniziare a macinare punti, glielo chiedono i tifosi ma anche la società, tant’è che lo stesso Corvino lo ha esplicitamente fatto notare nella sua ultima conferenza stampa. Non ha parlato di punti il direttore sportivo, semplicemente di straordinari da fare sul campo. Ma chiedere punti ad un mister che continua a lavorare con una rosa azzoppata è difficile e rischioso, perché il passo tra la giustificazione per i primi due ko e quella inesistente in caso di terza sconfitta consecutiva è brevissimo. Anzi, in Serie A sopravvivere all’esonero con zero punti in tre partite è impresa ardua. Ora, non credo succederà, ma se malauguratamente Rossi uscisse da Marassi sconfitto si ritroverebbe di fronte alla classica sfida da dentro o fuori contro il Frosinone, con un bel fardello di pressione in più rispetto a quanto ha ora.

 

Considerando che siamo a Bologna, con una platea calcistica di palati fini, queste due sconfitte in campionato non hanno fatto particolarmente rumore, anzi, i rossoblù sono usciti dal Dall’Ara tra gli applausi contro il Sassuolo. La comprensione c’è stata, un mercato ritardatario e due partite giocate con una rosa incompleta hanno fatto sì che il pubblico si concentrasse sul potenziale dei giovani portati da Corvino piuttosto che sul risultato finale. C’era il desiderio innanzitutto di intravedere una filosofia di gioco, il resto veniva dopo. Non sarà, giustamente, sempre così. Il calcio è un po’ come la Formula 1: ‘la vettura è bella se vince’ diceva il grande Enzo Ferrari. Ecco, anche il Bologna strapperà applausi se inizierà a macinare punti, altrimenti la pazienza sui giovani, sul loro potenziale e sul fattore di crescita che potrebbe verificarsi da qui a qualche mese andrà scemando. Con esso la pazienza sul mister, il primo a farne le spese quando le cose vanno male. 

 

Su questo ultimo punto, invece, vorrei che la pazienza andasse oltre i soliti limiti temporali. Il ritiro estivo è stato sostanzialmente inutile, i primi giorni di lavoro a Bologna in vista del campionato quasi, e solo dalla prossima settimana probabilmente Rossi avrà a disposizione la totalità della rosa (eccetto Zuculini). Si diceva: il nostro vero campionato inizierà da Genova, invece non è del tutto vero. Sono passati tre mesi dal nove giugno ma il povero Rossi non può ancora lavorare a ranghi completi. Pensate quanto possa essere difficile amalgamare una rosa così variegata senza la possibilità di vagliare tutto il ventaglio di soluzioni possibili, e in alcuni casi, senza contare su veri e propri titolari di questo Bologna. Ecco perché spero proprio che il capro espiatorio non diventi il tecnico, che il circolo di polemiche per una eventuale terza sconfitta non si concentri su chi sta cercando di dare fisionomia ad un Bologna ancora incompleto. Serve tempo, forse un po’ più del previsto, ma anche i punti. Nel calcio è difficile fare in fretta e bene, Rossi ci è riuscito ai playoff ma potendo contare su un castello solido già costruito dal precedente tecnico. Il buon Diego Lopez però ci mise quasi un mesetto di campionato per far prendere quota al suo Bologna e non penso che le tempistiche siano così diverse ora. Attenzione, avere pazienza nei confronti del tecnico non significa rinunciare alla conquista dei punti o giustificare il terzo ko di fila, sia ben chiaro. Considerando proprio la difesa non granitica della Samp, l’occasione per fare uno sgambetto e muovere i primi passi in classifica c’è. Non sarà facile, Rossi vive una situazione delicata di un calcio moderno che non attende ma pretende Il Bologna è ancora in fase di rodaggio e le avversarie non attendono, perché qui non si guarda in faccia a nessuno e se il tuo avversario fora gli si scatta in faccia. Chievo e altre lo hanno già fatto con sei punti in classifica, ma è vero anche che nelle irte più dure chi scatta troppo presto paga il conto sul finale. Siamo un po’ dei ‘purito’ Rodriguez, quelli che lasciano sfogare gli altri salvo effettuare la sparata quando gli avversari sono sulle gambe. Speriamo che il Bologna non vada crisi ora, col rischio che l’allenatore possa saltare a breve.

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