La Dea ci vede benissimo, Giacomelli meno.

La Dea ci vede benissimo, Giacomelli meno.

Rossoblù sconfitti a Bergamo sia dai nerazzurri che dall’arbitro. Donadoni attacca i suoi: “Manca cattiveria agonistica”

La Dea ci vede benissimo, Giacomelli meno. A Bergamo l’Atalanta doveva vincere e ha vinto forse con merito e molta “fortuna” arbitrale. Non per aggrapparsi al solito alibi e puntare il dito contro direttori di gara e guardalinee, ma gli episodi visti oggi hanno danneggiato i rossoblù in diverse occasioni lette palesemente a favore degli orobici. Mettiamo un fallo di Pinilla su Maietta, che ha favorito l’assist per Alino e il gol del due a zero, aggiungiamo un rigore non fischiato di Masiello su Giaccherini, mettiamoci la fiscalità del direttore di gara con i rossoblù e la mano larga con i padroni di casa (Cigarini nemmeno ammonito) ed ecco che la frittata è fatta. Il cartellone del primo tempo avrebbe potuto segnare un equilibrato 1-1, invece si va nello spogliatoio a testa bassa dopo la rete di Diamanti sui sessanta secondi di recupero. Un Diamanti che non esulta, mostrando una faccia apparentemente rispettosa nei riguardi della Ex, salvo poi andare a muso duro (quasi alle mani) con il giovane Ibrahima Mbaye e infilare una bella ginocchiata nella coscia del povero Mimmo ad azione praticamente ferma. Da una parte chi ne rimpiange le prodezze, dall’altra coloro che non hanno mai perdonato il bomber di Prato per l’abbandono della nave nel momento del bisogno. Fatto sta che oggi, senza Alino, l’Atalanta avrebbe forse subito la stessa sorte del nostro Bologna senza Destro. Il sostituto Floccari vive un momento di difficoltà: poco presente nella manovra, poco incisivo sotto porta. Ma di questo si è già parlato a lungo, Donadoni non aveva alternative e, difatti, neanche l’inserimento di Mounier ha portato qualcosa in più alla squadra, men che meno quello di Robert Acquafresca.

Oltre alle colpe e agli alibi da snocciolare, una coralità sconcertante di tifosi e addetti ai lavori è già pronta a mettere sulla gogna il mister per aver – questa volta – schierato in campo una formazione alternativa ai soliti criticati dopo i pareggi e l’ultima sconfitta contro l’Inter. Dunque: se si schierano i più esperti e compaiono Morleo, Brighi, Brienza e persino un redivivo Acquafresca, la pagella di Donadoni sarà insufficiente per non aver utilizzato i titolari. Se avesse messo i soliti noti gli avrebbero chiesto perché pochi cambi al cospetto di una squadra stanca. Ad esempio, Brienza ha tante qualità ma non è detto che inserendolo titolare riesca a dare una marcia in più alla squadra.

La difesa oggi ha lottato, come ha lottato tutto il Bologna ma è evidente che la condizione fisica non è brillante. Prestazione feroce degli 11 di Reja, che ha ruggito a sua volta per 90 minuti qualificandosi come il dodicesimo uomo in campo a supporto della squadra, allenatore che senza dubbio aveva motivazioni da vendere per stare col fiato sul collo degli ospiti. E forse l’anno prossimo lavorerà gratis…

Tornando al nostro campionato, che dire? Donadoni in conferenza stampa continua a rimarcare che i risultati non arrivano più perché la squadra sta attraversando una fase di calo che altro. ‘Manca cattiveria agonistica’ ha detto il mister, il quale giustamente non ha voluto trovare l’alibi dell’arbitro o della ‘corvineide’ per mandare un messaggio alla squadra. Sarebbe stato troppo comodo affidarsi agli episodi per commentare la seconda sconfitta in fila. Ma il Bologna che vinse a Genova giocò peggio di Bergamo, e se i rossoblù avessero beneficiato della corretta visione arbitrale sia oggi che contro il Carpi, forse parleremmo di tre punti in più e di un tutto un altro umore cittadino.

La sosta dovrebbe dare al gruppo il tempo di riordinare e raccogliere le idee, riprendere fiato dopo le fatiche spese con la rimonta ed escogitare un piano per ritornare in partita da squadra compatta e matura, indipendentemente dalle assenze. Senza ombra di dubbio, la pausa servirà anche a chiarire alcuni nodi circa il futuro del mister: tutti speriamo sia meno azzurro e più rossoblù, almeno per un’altra stagione. A Saputo la delicata missione di fare chiarezza su questo punto e, in generale, a – 8 gare dalla fine del campionato, sul progetto di un Club orgoglioso di aver raggiunto l’obiettivo salvezza (anche se è vietato staccare la spina). Non dimentichiamo che il BFC presidia ancora zone vicine alla parte sinistra in classifica, posizione che non deve rappresentare una boa immaginaria oltre la quale non andare. Per concludere, questo Bologna ha ancora qualche colpo in canna da sparare, si tratta di non avere la pancia piena e ritrovare un minimo di brillantezza. Anche se l’assenza di Mattia Destro inizia a pesare, così come l’apparente mancanza di chiarezza in società…

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