La Dea bendata

La Dea bendata

123 presenze in serie A e serie B fanno di Roberto Donadoni un calciatore nato sotto il segno della Dea… speriamo sia bendata e che porti fortuna al mister in terra orobica, favorendo i colori rossoblù nella sfida contro i neroazzuri di Reja. Il tecnico di Cisano Bergamasco giocherà “in casa” e in trasferta allo stesso tempo, ritrovando un contesto calcistico amareggiato dalla lunga serie di partite senza vittoria (ben 14, alternate da qualche pareggio) che vede l’Atalanta al quindicesimo posto in classifica con 30 punti. Le motivazioni, da una parte e dall’altra, sono molto forti. I nostri scendono in campo privati di Mattia Destro, ma ricompensati dalla presenza del chairman Joey Saputo che avrà il difficile compito di mettere a tacere (o chiarire una volta per tutte) le ipotesi emerse di recente su un eventuale allontanamento del DS Corvino e la permanenza del nostro allenatore.

In questo scenario a tratti coperto da nubi, speriamo passeggere, gli 11 titolari dovranno dimostrare di “essere squadra”, di aver ritrovato un’identità di gruppo che va al di là delle assenze trovando quel tanto di ferocia indispensabile per intimidire l’avversario ed incidere come piace al mister. La formazione odierna metterà alla prova Floccari dal primo minuto di gioco, a lui l’onere e l’onore di “rimpiazzare” Destro e dimostrare, come si dice, di aver valso la spesa. A supporto del reparto offensivo, Sergio potrà in ogni caso fare affidamento su Giaccherini e, con molta probabilità, su Brienza. A centrocampo e sulle fasce contiamo sul balck power di Donsah, Diawara, mentre in difesa non dovremmo avere sorprese grazie allo scudo Maietta-Gastaldello, forse affiancati da un Zuniga che deve ancora macinare minuti nelle gambe e rimettersi in gioco, anzitutto a livello mentale. In questo senso, la partita di oggi segna una sorta di confine ideale fra il periodo più brillante del BFC sotto il profilo della performance di squadra (intensità di gioco, condizioni fisiche, ambizione, complicità fra compagni), e un nuovo ciclo che sembra chiudersi con una parabola discendente. Ci aspettiamo che i giocatori rendano merito agli investimenti e alla fiducia in loro riposti, perché quando si indossa la divisa e si scende in campo, fra il dire e il fare c’è di mezzo una palla che deve rotolare e andare dritta in rete.

Gli anni ’80 di Donadoni a Bergamo portarono in dote al mister sette reti. Nei panni di allenatore del Genoa fu proprio l’Atalanta a dargli scacco matto dopo il 3-0 che gli costò l’esonero. L’esperienza successiva al Livorno lo vide ancora perdente contro la Dea per 1-0. Il Livorno, tuttavia, sotto la sua guida ottenne uno storico 8° posto e la corte spietata della Lega che lo volle direttore tecnico della Nazionale. Inutile ripercorrere l’ascesa di Donadoni dalle giovanili nerazzurre alla panchina del BFC (si veda lo speciale di Mister Condò). In mezzo ci sono sconfitte e momenti di grande soddisfazione come uomo e come professionista, ma ciò che conta oggi è la mentalità con cui sarà vissuta la trasferta del mister in divisa rossoblù, se ogni dubbio circa il futuro sarà lasciato fuori dall’Atleti Azzurri. Senza dubbio, vincere oggi significherebbe anche dare un segnale alla dirigenza tecnica del Club circa lo stato di salute della rosa assemblata con la consulenza di Pantaleo: dove saremmo oggi senza Diawarà, Destro e Giaccherini? Per non parlare dei giovani come M’Baye che, dopo la cura Donadoni, hanno fatto di necessità virtù rivelandosi elementi decisivi per arrivare sani e salvi mantenendo la categoria.

In tutto ciò, il Bologna a Bergamo ritrova Alino Diamanti, che alla vigilia del match si è autodefinito eroe della salvezza rossoblù. Personaggio stravagante, se vogliamo, che ha regalato tante gioie ma un finale thriller senza lieto fine. I soldi spostano, soprattutto nel calcio, vale sia per i giocatori e soprattutto per le società. Prendiamo tutto con molta ironia, per carità, Alessandro ha i suoi meriti e saremmo stati tutti felici di assistere ad un altro epilogo un paio di anni fa. Ma il nostro presente dice che il Bologna ha una delle proprietà più ricche del campionato, che si parla dei rossoblù nelle ambite arene di SKY sport, che occupiamo il 9° posto in classifica e che di questo passo, in tempi non lontanissimi, potremmo tornare a competere in Europa. Un Diamante non è per sempre. La fede rossoblù si. Speriamo che oggi la Dea bendata premi il Bologna di Donadoni per lo straordinario percorso intrapreso.

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