La calma è la virtù dei forti

La calma è la virtù dei forti

Quintero sfumato, Duncan idem, prima ancora la telenovela Defrel e quella Ilicic, senza dimenticare un attacco tutto da costruire. E’ panico a Bologna, ci si chiede cosa stia succedendo, come se non si capissero le dinamiche di mercato o se al timone della squadra ci fossero dirigenti incompetenti. Invece abbiamo i migliori del settore, Fenucci sulla parte economica e Corvino su quella sportiva, o di colpo i due si sono ritrovati fuori dal giro senza un briciolo di credibilità, oppure la società sta lavorando in base al budget che Saputo ha messo a disposizione. Una cifra che, al momento, non permette fuori giri, la stilettata, il botto di mercato vero e proprio. Capisco la tensione, i tifosi si aspettavano un mercato sontuoso e l’arrivo immediato di almeno tre giocatori per una squadra ‘di cui andare fieri’, soprattutto, un paio di nomi di richiamo per aprire nel migliore dei modi la campagna abbonamenti. Tutto questo non è successo, o meglio, sono arrivati giocatori utilissimi per l’obiettivo della prossima stagione ma nulla che faccia sobbalzare dalla sedia il tifoso e che lo faccia scattare in un amen a sottoscrivere l’abbonamento. Infatti siamo ancora sotto i 10mila tagliandi, un dato nella media e non ‘gonfiato’ dall’entusiasmo per la ritrovata Serie A. Non voglio fare l’oracolo, ma vi avevo annunciato come il tifo ‘assorba’ molto più un campionato di vertice in B piuttosto che uno da medio bassa classifica in A. Sono sempre le vittorie a generare l’entusiasmo, anche a discapito di una categoria superiore. Da questa parti, come in altre, va così. 

 

Il Bologna ha deciso di ricostruire quasi in toto la rosa, questo comporta un lavoro certosino di ricerca e di trattative, soprattutto: tempistiche molto più lunghe. Delio Rossi lo sapeva e lo sa, si è ritrovato in ritiro a lavorare con una squadra monca, consapevole che, con prezzi così alti, le vere occasioni arriveranno a fine agosto. Guardate un po’ i prezzi, tralasciando Kondogbia e altri potenziali top player, il mercato ha proposto la cessione di Bertolacci a 20 milioni e forse quella di Romagnoli a 25. Un difensore pagato 50 miliardi, tra l’altro colui che ieri nell’amichevole contro il Manchester City si è reso responsabile di un errore grossolano su un fuorigioco. Capite che a queste cifre il Bologna non compete, non perché la famiglia Saputo non sia ricca ma perché, considerando la situazione pregressa del club, si è deciso di ridurre i costi e cercare, il prima possibile, di dotare il Bologna di una autonomia finanziaria. Spendere tantissimo ora significherebbe portarsi dietro ulteriori ingenti costi in futuro, ecco perché Saputo ha stanziato un budget strettamente necessario ad una salvezza più o meno tranquilla. Non si può pensare ad un investimento a fondo perduto di 100 milioni di euro. Suvvia, siamo seri.

 

Ecco perché il Bologna aspetta, Corvino sa che il tetto alle rose obbligherà tutti ad abbassare le pretese, sia da parte dei club che da parte dei giocatori, i quali, per rimettersi in discussione, dovranno decidere di accettare decurtazioni all’ingaggio. Non si tratta di ottimismo ingiustificato, ma del buon senso che mi permette di scrivere come Joey Saputo, dopo essersi assunto la responsabilità di ripianare i debiti, mai e poi mai correrà il rischio di ritornare in Serie B mettendo di nuovo a repentaglio la salute economica del Bologna. Sarebbe un pazzo, non lo farà. Inoltre, sono tanti club in difficoltà economica e di sicuro arriverà il momento in cui, pur di cedere, verranno proposti i saldi di fine stagione. Confucio diceva che ‘la calma è la virtù di chi non ha capito il problema’, io mi limito a sottolineare che è ancora irrimediabilmente ‘la virtù dei forti’. Di sicuro il Bologna rischia di fare una magra figura sui media nazionali, ma sono cose che capitano a tutti e che verranno dimenticate nel momento in cui arriveranno altri acquisti. E poi, cosa si dovrebbe dire, allora, del Napoli e di Astori che stanno discutendo non dell’ingaggio ma della marca di scarpe del calciatore? Ecco, siccome si sentono già arditissimi paragoni con gestioni precedenti, mi piacerebbe che la città si desse una calmata generale, primo perché incazzarsi non porta Saputo a sborsare 10 milioni di euro in più, secondo perché l’unica cosa che si può fare è aspettare che la rosa sia completa e trarre le prime indicazioni, terzo perché tutti, in seno al Bologna, cercano di fare il meglio possibile per rendere la squadra competitiva. Ve lo immaginate Saputo che arriva ultimo con largo distacco al suo primo anno di Serie A? Io, sinceramente, no. Restiamo calmi dunque, magari il mercato sta prendendo una piega poco piacevole, ma c’è tempo per rimediare. Poi sì, se il 23 di agosto ci ritroveremo Brighi e Brienza titolari, a quel punto il giudizio non sarà di certo positivo. Mi auguro che il trend cambi nel giro delle prossime settimane.

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