L’importanza di Tacopina (sperando che le grigliate non siano abbondanti)

L’importanza di Tacopina (sperando che le grigliate non siano abbondanti)

La grigliata di ieri, organizzata da tempo oppure idea venuta lì per lì (cambia poco) può essere un buon viatico per rasserenare il clima, quantomeno ricreare un ambiente positivo e propositivo sotto il sole primaverile di Bologna. La tifoseria, una parte importante di essa, è sfiduciata e crede poco nella promozione, soprattutto, ha perso tutto l’entusiasmo che la nuova proprietà aveva portato con sé. Perduto quasi tutto, perché una nuova proprietà significa anche un carico maggiore di aspettative e sogni, nuovi orizzonti e traguardi, magari – nella mente di tanti – considerando scontati determinati passaggi. Uno di questi è la Serie A. Forse è vero, abbiamo guardato troppo oltre dando per certo un passaggio fondamentale, imprescindibile se si vuole raggiungere i nostri sogni al di là del fiume. I danari di Saputo, la presenza di Tacopina, le capacità di Corvino e l’uomo spogliatoio Di Vaio ci avevano fatto supporre che niente e nessuno avrebbe potuto fermare questa corazzata, un carro armato invincibile contro le piccole realtà cadette le quali sarebbero state spazzate via dal blasone che sette scudetti lontani nel tempo portano con sé. Nulla di tutto questo, in B conta poco la storia, quasi nulla, ciò che importa è il presente e cosa si è in grado di fare su un rettangolo da gioco. Paradossalmente su questo aspetto è più facile la Serie A, per tattiche di gioco e contesto, la Serie B è davvero un inferno invivibile per chi si è abituato ad altri palcoscenici anche se calcati con modestia e organici da salvezza. Mette davvero tristezza vedere velodromi, impianti da 4mila posti e campi di patate al posto dei giardini, ma sfortunatamente dobbiamo avere la forza mentale di convivere anche con ciò che non ci piace e non ci stimola. In più, in un campionato del genere la pressione è maggiore, o almeno lo status di favorita che ti impone di vincere su tutti i campi dominando. Sì, forse il termine pressione è sbagliato, quella c’è a Roma o in altre piazze e Pallotta se ne sta rendendo conto, ma è chiaro che pareggiare in casa con il Latina o la Ternana ha un altro sapore che farlo con il Genoa o la Samp. Le prospettive cambiano e i giudizi si accodano.

 

Chissà dunque che questa squadra ad un certo punto non si sia smarrita, magari pensava di avere vita facile ed essersi quasi totalmente assicurata la promozione a sette dalla fine (“Un punto di vantaggio sul Vicenza è poco” ha detto Maietta al Rigamonti) mentre ora si ritrova a lottare nel fango un po’ contro tutti. In B sei tu la grande, sei tu quella che passa per protetta e favorita dal palazzo e ogni sabato lotti non solo contro undici avversari ma anche contro il sentir popolare che vede sempre la classica sfida tra Davide contro Golia. Il pensiero dei frusinati è chiaro dopo il punto restituito…Ecco perché alla fine ritrovare serenità mentale, scacciare ogni tipo di pensiero che non sia inerente al campo può essere utile per imbastire un buon finale di stagione. Forse serviva un arringa, un discorso che creasse serenità d’animo ma al tempo stesso carica e determinazione per le sette finali che ci aspettano. Chi meglio di un avvocato dunque, chi meglio del presidente per spronare la squadra a lottare con serenità, perché i veri problemi sono altri. “Avere un po’ di paura è umano, è giusto rispettare gli avversari ma nessuno è più forte di voi. Portando in A il Bologna scriverete un’altra pagina gloriosa nella storia del club e quando sarete in campo, pensate alle vostre famiglie e fatele sentire ancora più orgogliosi di voi”. Queste le parole pronunciate da Tacopina ieri alla squadra, frasi che caricano anche chi è seduto davanti ad un pc a scrivere, figuriamoci chi deve scendere in campo al cospetto dei propri tifosi lottando e sudando per un ambito quanto duro traguardo.

 

E’ da queste piccole-grandi cose che si percepisce l’importanza di Joe Tacopina, perché i soldi nelle società calcistiche sono quasi tutto, ma per completare l’opera serve anche l’aspetto mediatico, passionale, coinvolgente in tutti le sue dinamiche perché il Bologna non è solo fatto da dirigenti e danari, ma soprattutto da giocatori, esseri umani, tifosi e stampa. C’è tutto attorno ad una squadra di calcio e tralasciare anche solo una parte del seguito, trascurarlo, non curare ogni minimo dettaglio alla fine della stagione farà la differenza. Siccome non ce lo vedo Saputo così bravo a galvanizzare l’ambiente, penso che il presidente stia rivestendo un ruolo più importante di quello che si pensa e che sia bene non sottovalutarlo. Si continua a parlare di dissidi tra Tacopina e Saputo, può essere, i due si danno il cambio in città e raramente si vedono assieme sorridenti come un tempo. Sinceramente al momento poco importa, conta invece che ieri in un momento di raduno con tutte le componenti del Bologna, il presidente abbia preso in mano la situazione infondendo coraggio e determinazione alla truppa. Se sarà Serie A, se sabato vinceremo, tenete a mente questa grigliata di inizio primavera, potrebbe ricoprire una importanza più evidente di quanto, in maniera distratta, si tende a pensare. L’importante è che i nutrizionisti abbiano tenuto a bada la fame di chi dovrà scendere in campo tra tre giorni, ma su questo non ho il benché minimo dubbio.

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