Il pagellone di fine anno

Il pagellone di fine anno

Con la chiusura del campionato, è tempo di bilanci e pagelle. Ecco i promossi e i bocciati del campionato rossoblù.

DIFESA 

Mirante 7 – Campionato da Europeo per Antonio Mirante. Le sue parate hanno portato diversi punti alla classifica del Bologna, da ricordare soprattutto quelle a Genova contro il Grifone che hanno blindato una vittoria poi rivelatasi fondamentale. Forse non basterà per convincere Conte.

Da Costa 6.5 – Ottimo secondo portiere, grande professionista e fondamentale uomo squadra. Da Costa forma con Mirante una delle più solide coppie di portieri di tutta la Serie A, e quando c’è lui la fortuna si tinge quasi sempre di rossoblù.

Mbaye 6- – Oggetto misterioso per più di un anno, Mbaye mostra timidi ma concreti segnali di ripresa con l’arrivo di Donadoni. Non così censurabile come ci si pensava.

Rossettini 6+ – Il più è dato dall’aver tamponato una evidente falla a destra con Mbaye impalpabile all’inizio e Ferrari recidivo negli errori. Meglio da terzino che da centrale, tre gol pesantissimi di testa.

Ferrari 5.5 – E’ giovane, può sbagliare. Forse gli sarebbe servita una stagione in prestito per farsi le ossa, ma i regolamenti impongono al Bologna di tenersi stretto i prodotti del vivaio. Su una cosa si può essere sicuri: dà sempre l’anima e ama i colori rossoblù.

Krafth ng – Non si può giudicare un giocatore che ha giocato una partita e un po’ su 40, ma quello che ha fatto vedere domenica lascia intravedere qualche speranza. Se sta bene, lo svedesino può essere un buon rinforzo per la prossima stagione e mostrare le tanto citate ‘cose buone dal mondo’.

Maietta 7 – Per tutti era il difensore ‘adatto alla Serie B’, invece Mimmo si è guadagnato una seconda giovinezza con una stagione sontuosa da centrale difensivo. In Serie A può starci, lo ha dimostrato. La ‘Maietta’ da titolare se l’è guadagnata.

Gastaldello 7 – L’età non è più giovanissima, ma l’esperienza nel calcio conta. Dove non arriva il fisico arriva altro e tutte le volte in cui è mancato la difesa è andata in crisi. Un motivo ci sarà. Verrà anche ricordato come il capitano che ha indossato quella splendida maglia che celebra il successo del 1937 all’Esposizione.

Oikonomou 6- – Forse ci si aspettava di più da lui, ma il rendimento di Maietta e Gastaldello ha gli ha tolto spazio. Da capire se Donadoni vuole puntare su di lui o se preferirà altre scelte magari dando il benestare ad una cessione sul mercato. Il greco è apparso un po’ meno colosso.

Morleo 6 – L’esplosione di Masina lo relega a riserva, fornisce il suo contributo quando serve.

Masina 6.5 – Due reti, entrambe hanno portato punti, e una seconda parte di campionato buona dopo le difficoltà iniziali. Il Bologna può puntare sulla sua futura ‘bandiera’. Resterà nella storia il gol al Braglia allo scadere e la dedica ai tifosi rossoblù presenti.

Zuniga 5.5 – Ci mette tanto a tornare in forma, poi la morte del padre lo mette in crisi anche dal punto di vista umano. Doveva essere un girone di ritorno di rinascita per lui ma in un certo senso è rimasto nel limbo.

Constant 5 – Doveva guadagnarsi la conferma dopo aver accettato Bologna per rimettersi in gioco, si è guadagnato la bocciatura. In campo la sua voglia e la sua determinazione non si sono viste. E c’è chi dice non vedesse l’ora di chiudere la stagione.

CENTROCAMPO

Diawara 7.5 – A quell’età quasi nessuno sfonda in Serie A da titolare al primo anno dopo una esperienza in Lega Pro. E’ lui il fenomeno del Bologna, il giocatore da futuro top club: peccato che probabilmente non sarà il Bfc.

Brighi 6.5 – Finale di campionato sontuoso, c’è lui in campo quando al Bologna servono i punti che chiudano i discorsi salvezza. In quelle partite, probabilmente, si è guadagnato la riconferma. Se solo avesse avuto il senso del gol con lo stesso fiuto con cui si presenta in area, si sarebbe guadagnato una carriera davvero sontuosa.

Crisetig 5 – Doveva essere il regista titolare del Bologna in Serie A, ma arriva un diciottenne preso per la Primavera a soffiargli il posto. La sua avventura a Bologna è conclusa?

Donsah 6+ – Troppi infortuni lo tengono lontano dal campo, ma nella cavalcata trionfale del Bologna che porta alla risalita da penultimo posto lui c’è. Il suo dinamismo e la sua propensione a saltare l’uomo lo rendono una mezzala moderna e incisiva. Il Bologna punterà su di lui.

Rizzo 6- – Le doti tecniche e atletiche ci sono, peccato per quei muscoli così fragili. Il ragazzo ha talento, soprattutto se può disporre di campo davanti a sé. Dovrebbe giocare con più continuità e non a singhiozzo perché il suo stile di gioco richiede sempre una condizione fisica perfetta.

Taider 6- – Non brilla, il Taider prima versione è profondamente cambiato e quella attuale non regala particolari sussulti. Probabilmente, per l’equilibrio di squadra del Bologna è stato importante vista la propensione di Donadoni a schierarlo. Troppo lento e impacciato con la palla tra i piedi, il numero otto sulle spalle pesa parecchio all’occhio vigile del tifoso aficionado di Bulgarelli.

Pulgar ng – Ha giocato poco e a sprazzi. Bene in alcuni casi, maluccio in altri. Il primo compito di Donadoni è inquadrarlo tatticamente e individuargli un ruolo preciso.

Zuculini ng – Qualche sprazzo con il Verona, ma è sempre l’idolo dei tifosi e, soprattutto, delle tifose.

ATTACCO

Acquafresca ng – Siamo sempre alle solite, ogni tifoso si chiede la stessa cosa: quando scade il contratto?

Brienza 6.5 – E’ forse il giocatore con più talento del Bologna, peccato averlo avuto qui solo a 36 anni anche se corre e gioca ancora come un ragazzino. Ciccio ha fatto innamorare i tifosi con le sue giocate e chissà che la società non decida di tenerlo con sé anche l’anno prossimo. E’ l’esempio di come si gioca a calcio con la palla tra i piedi.

Floccari 6- – Arriva e segna alla sua ex squadra in una partita che sembra sancire il ritorno della predominanza rossoblù in regione. In realtà, Floccari si spegne con il passare del tempo mentre il Sassuolo si riaccende e acciuffa il sesto posto. Non può essere Sergio il sostituto di Destro, al massimo la sua spalla. Ciccio docet.

Mounier 6- – Prima parte di stagione da 7, poi il buio. Merita la sufficienza per i gol segnati nel girone d’andata, in alcuni casi fondamentali. La sensazione è che nel ritorno sia calato notevolmente di forma e con lui la sua vena realizzativa. Da ricordare anche l’assist per Giaccherini a San Siro contro il Milan.

Giaccherini 7 – Fermato da due infortuni muscolari, il Giak è l’artefice della risalita del Bologna. Due gol e sei punti appena Donadoni si è seduto sulla panca, poi i gol di Reggio Emilia e Milano a sancire due vittorie di prestigio e che rimarranno negli annali. Cala in Primavera quando, inconsciamente, inizia a pensare alla Nazionale e al suo futuro.

Destro 6.5 – Arriva completamente fuori forma dalla Roma, fatica in campo e fatica a trovare una empatia professionale con Delio Rossi: lo score dice zero gol dopo dieci partite. Il culmine della negatività è quella rete sbagliata contro l’Inter. Poi arriva Donadoni e taac, ritorna il Destro che tutti conoscono. Memorabile la doppietta al Napoli, gran gol di tecnica e potenza a Udine fino al pestone di Miranda. Lì se ne vanno le chance di andare in doppia cifra e quelle europee. Tornerà carico, e arrabbiato, la prossima stagione.

ALLENATORI

Rossi 5 – Il rendimento sarebbe da 4, ma se si considera il ritardo nell’allestimento della rosa e gli infortuni qualche attenuante c’è. Sbaglia ad insistere con Ferrari terzino e affretta il recupero di Giaccherini, aveva però capito la sua importanza.

Donadoni (e il suo staff) 8 – E’ lui l’artefice principale della salvezza portando il Bologna dall’inferno al paradiso, rappresentato dal pareggio con la Juve. Proprio nel momento di massimo splendore la squadra si spegne, con essa si accendono invece le voci sul futuro che il mister non aiuta a placare. E’ stato forse un errore, ma il suo contributo – assieme a quello del suo staff – rimane inattaccabile ai fini della salvezza.

SOCIETA’

Corvino 6.5 – Il suo obiettivo era quello di mantenere la categoria, lo raggiunge. Dopo la promozione il Ds non delude sotto il profilo dei risultati anche in questa stagione, costruendo una rosa solida in alcuni punti, debole in altri. Pone buone basi per il futuro tecnico del club e pesca il jolly Diawara. Lascerà il club dopo corposa buonuscita.

Di Vaio 6- – Il ruolo di raccordo tra squadra e società sembra ritagliato su di lui, si riscontrano comunque alcune frasi in contrasto tra loro nel corso dell’anno in tema di mercato e a livello societario, soprattutto sulle distrazioni della squadra sulla vicenda Corvino. Ad ogni modo, non è ancora pronto per fare il Ds e probabilmente non è nemmeno sua intenzione, né convenienza, farlo.

Fenucci 6 – E’ il capo a Casteldebole in assenza del chairman, riduce ai minimi i rapporti con la stampa e le sue dichiarazioni sono sempre pragmatiche e scontate. Non si scopre, lavora sotto traccia. Anche per lui la salvezza è raggiunta, ma si registra un notevole ritardo sulla scelta del nuovo Ds. Un voto negativo che potrebbe ricadere sulla prossima stagione.

Saputo 9 – Un uomo che mette così tanti soldi merita un monumento, mentre sulla gestione del club si affida a dirigenti esperti e preparati. Si fida di loro, anche se non possiamo non sottolineare i due cambi di allenatore e i due cambi di direttore sportivo in un anno e mezzo. Sarebbe ora di assestarsi in maniera definitiva.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy