Il Dall’Ara non è la nostra casa

Il Dall’Ara non è la nostra casa

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Alla quarta vittoria esterna consecutiva, qualche domanda sul fatto che il Bologna si senta in casa quando gioca fuori me la pongo. Evidentemente, al di là della tattica, giocare davanti a una muraglia rossoblù che riempie con più di mille persone uno stadio da Interregionale come il Tombolato, aiuta di più rispetto a esibirsi in un Dall’Ara dispersivo e con una tribuna difficile da accontentare. In un colpo solo, il Bologna riprende quota e guadagna due punti sul Carpi, mimetizzando anche il punto di penalizzazione giunto in settimana con una prestazione vissuta di alti e bassi ma nel complesso sufficiente. Buon primo tempo, con una trama precisa e piacevole e diverse palle gol create, ripresa più col fiato corto e vissuta sul filo del rasoio con un palo di Minesso e una parata non facile di Coppola. C’è stata sofferenza, ma un passo avanti rispetto al pareggio interno con la Ternana si è visto. In più, Lopez ha azzeccato in pieno l’inserimento di Krsticic fornendo alla mediana quantità e qualità, un abbinamento che un Buchel fuori forma faceva fatica a fornire. Il serbo ha dimostrato di possedere i crismi del giocatore di Serie A sia per trattamento palla che per duttilità tattica, rappresentando proprio quell’aggiunta che mancava alla mediana rossoblù. La settimana caliente dunque si conclude nel migliore dei modi e, come preventivato, il Bologna ha reagito alle critiche e ai presunti litigi mettendo in campo determinazione, grinta e voglia di strappare un risultato positivo. Bene anche altri oltre a Krsticic, Matuzalem, per esempio, rimanda  ancora di più al mittente le critiche estive in stile “giocatore pensionabile”, Gastaldello inizia ad inserirsi nei meccanismi difensivi, Masina dimostra una maturità incredibile per la sua età e Laribi continua a mettere punti in cascina grazie all’ottavo centro, anch’esso decisivo ai fini del risultato. Meno bene forse il lato destro con Casarini e Ceccarelli in difficoltà sia a fornire spinta offensiva che a difendere su un Barreca scatenato, ma in questa Serie B qualche piccola lacuna può essere perdonata dagli avversari. In A, probabilmente, sarà diverso. Piccoli passi avanti anche per quanto riguarda la coppia Mancosu-Cacia, i due provano a trovarsi ed intendersi ma è chiaro che ci vorrà ancora tempo.

Continua invece l’inadeguatezza arbitrale nei confronti del Bologna, ancora una volta negato un rigore solare a Cacia, mentre il buon Busellato colleziona almeno tre fallii da giallo ma Maresca gliene recapita uno solo a differenza della prontezza nell’ammonire immediatamente i nostri. Temo che dovremo fare i conti con questo atteggiamento arbitrale fino alla fine, anche perché, come ipotizzato da tanti, le parole di Lotito ingenuamente registrate stanno fornendo un effetto contrario rispetto ai suoi desideri. Tutto normale e ampiamento pronosticato. Per il resto le cose sono filate via più o meno lisce e, a questa tornata, non è il caso di trovare il pelo nell’uovo ad una squadra che ha affrontato e battuto una delle formazioni più in forma del momento. Certo, di fronte c’era il Cittadella e non la Juve, ma calcolando la settimana passionale vissuta a Casteldebole può andare bene così. Vincere in trasferta non è mai facile.

Quello che invece inizia a preoccuparmi è il rendimento casalingo, occorre senza dubbio invertire il trend perché ora di fronte avremo due partite al Dall’Ara e in linea di massima sono necessari sei punti per tentare l’assalto definitivo al Carpi, con i biancorossi non più così pimpanti e cinici anche per via dell’assenza di Mbakogu che ora inizia a sentirsi. In particolare, molto complicata sarà la sfida con il Vicenza reduce da cinque vittorie consecutive e in piena corsa promozione, sostanzialmente uno scontro diretto che abbiamo la (s)fortuna di giocare in casa. Non so, proviamo ad essere un po’ più elastici nei giudizi, perché mi pare evidente come i ragazzi si sentano più spronati a far meglio fuori rispetto alle mura amiche, in fin dei conti, se arrivano i fischi al primo passaggio sbagliato il contraccolpo psicologico si percepisce. Lo stato di tensione porta alla fretta e, di conseguenza, agli errori. In trasferta l’animo è più leggero e i risultati lo dimostrano. Anche perché lontano dal Dall’Ara ti è consentito vincere giocando male. Stavolta no, non ci sono critiche da fare e 20 punti su 24 per un mister perennemente in discussione  non sono niente male. La nostra casa non sembra essere il Dall’Ara, si scherza e si enfatizza, sia chiaro, ma ad ogni modo è chiara una cosa: i giocatori buoni devono giocare. Krsticic e Gastaldello sono due di questi.

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