Il Bologna ubriaco vede doppio con “birra Moretti”.

Il Bologna ubriaco vede doppio con “birra Moretti”.

Una doppietta firmata Daniele Moretti manda in tilt un BFC che sbaglia tutto, lasciando a bocca aperta Joey Saputo and family. Stadio Dall’Ara espugnato fino al midollo da un Vicenza grintoso, presente e lucido in ogni momento del match. La squadra di Lopez continua a sentirsi straniera in casa, mentre i biancorossi di Marino incassano la sesta vittoria consecutiva proprio nella trasferta bolognese che non dominavano dal lontano 22 maggio del ’66 (storica tripletta di Vinicio). L’espressione amareggiata di Saputo (che pure aveva portato fortuna nella giocata casalinga contro il Perugia), esprime la delusione di tutta la tifoseria: oltre 15.000 presenze che non riescono a capacitarsi come sia potuto succedere. Il Vicenza vince due a zero? Non è possibile. Scuotimento di teste, rabbia, domande che non trovano risposta. Per esempio: perché collocare Bessa in cabina di regia, una posizione scomoda e poco congeniale alle qualità tecniche e fisiche del trequartista brasiliano? “Una vita da mediano”, direbbe Ligabue, per auto-eliminarsi commettendo un fallo ai danni di Giacomelli che gli costa l’espulsione, condannando il Bologna a giocare in 10. E poi Lopez, tanti quesiti che affollano le nostre menti circa l’operato del mister nell’impostare un impianto che non convince e non vince: perché insistere? perché rispolverare Zuculini solo oggi, solo negli ultimi venti minuti del secondo tempo e solo contro tutti a partita ormai chiusa? perché non riconoscere di avere un limite nel finalizzare il progetto Bologna verso l’obiettivo della massima serie? 

 

L’entusiasmo non basta. Il concetto reiterato ai microfoni del “navigare a vista e affrontare una sfida alla volta”, è una sintesi che stride come una nota stonata – anzi, una vera e propria stecca – nel complesso armonioso e ambizioso ricostruito a fatica dal nuovo club d’Oltreoceano. Se poi ci dicono frasi scontate come “non si può sempre vincere e bisogna ripartire meglio la prossima volta”, o che “siamo stati sfortunati”, iniziamo a sentirci anche un po’ presi in giro, dal momento che gli ultimi punti conquistati sono stati più un merito dei portieri (il nostro) che degli attaccanti. Unico salvacondotto è stato Laribi che ieri sera, di fatto, non ha avuto alcuna possibilità di supportare l’azione offensiva, dimostrando che le intese fra le due punte Mancosu-Cacia sono ancora da affinare e (ahimè) non abbiamo altri 24 mesi davanti per capire se la coppia sarà o meno pronta a trainare il carro verso la serie A. In tutto questo, Sansone diventa una alternativa già sfocata, se pensiamo al cambio che ha visto Improta per Laribi negli ultimi disperati minuti di gioco…

 

A dispetto del restyling Corviniano, insomma, la mentalità di questo Bologna non è quella di una squadra vincente e all’altezza della proprietà che la rappresenta e la sostiene. Possediamo elementi con un pedigree invidiabile per la serie cadetta e dicono tutti che il Bologna vanta la crème de la crème dei giocatori di questo campionato, un gruppo ancor più temibile dopo l’arrivo sotto le Due Torri di Mancosu, Sansone, Krsticic, Gastaldello e M’Baye. Proprio Gastaldello, nella mixed zone, si è limitato a descriverla come “una partita storta, una mazzata che ci deve servire da lezione”; peccato che queste partite storte in casa inizino a diventare un macabro rito. Il margine per arrivare in alto con “furia agonistica”, per dirla con il difensore ex-Doria, non è tanto e bisogna lavorare il triplo per esprimere tutte le potenzialità della rosa titolare. Siamo stati comprensivi e cerchiamo ancora di mantenere la calma, di non perdere le staffe e provare a trasformare questa sconfitta in una occasione di analisi dura e cruda su quanto si possa ancora fare per ripartire con il piede giusto già nella sfida infrasettimanale di martedì contro il Latina.

 

Chiudo con un inciso di Pantaleo Corvino: “Una sconfitta è sempre dolorosa, sopratutto se è figlia di una sterilità, di una lacuna nel creare occasioni da gol che deve far riflettere l’allenatore e la squadra”. Ebbene, come accade nelle relazioni di coppia, quando si dice al partner “ho bisogno di tempo per riflettere” sappiamo tutti che non è un bel segnale. Personalmente, non metterò Lopez alla gogna per questa sconfitta: di certo sono sue le responsabilità maggiori di questo dissesto casalingo, forse anche per via di quella rotazione di alcune assenze (Matuzalem) che hanno alterato, inevitabilmente, l’assetto del modulo collaudato. In classifica siamo ancora secondi, è vero, ma non vorrei che questa certezza diventasse una scusa per non aspirare al top e pretendere il massimo, anziché essere gli ultimi di quei secondi scalzati via “Per una manciata di punti” nel far west del campionato di serie B. Fa bene il Vicenza a brindare alla salute di Marino con “birra Moretti”. Non me ne voglia il celebre Baffo, ma ieri sera la bianco-rossa ci ha fatto proprio ubriacare e abbiamo perso letteralmente l’equilibrio. Per la prossima uscita, cerchiamo di vederci chiaro! Anyway, la dico con Taco: “Not a good game, but this is calcio. Questo il commento per Pres, che nel post-partita ha pronunciato poche ma inequivocabili parole in italiano: “Non è stato un disastro, si tratta di una partita, oggi vinci domani perdi. Oggi abbiamo perso ma il Vicenza ha giocato bene, il Bologna no”. Ecco, sintesi perfetta.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy