Il Bologna ha bisogno di forze fresche, ecco come può cambiare domenica

Il Bologna ha bisogno di forze fresche, ecco come può cambiare domenica

Tre partite in una settimana, un problema per tutti, soprattutto per una squadra come il Bologna che presenta ancora diversi infortunati. Donsah su tutti, con Krafth e Giaccherini che hanno appena ripreso la piena attività. Rosa ristretta per Delio Rossi che ha dovuto fare di necessità virtù su tutti e tre i reparti e in una settimana dura dal punto di vista fisico. Due formazioni praticamente identiche riproposte a distanza di tre giorni, quasi impossibile da schierare domenica. La squadra è giovane, ma fisicamente è ancora indietro e 270 minuti in sette giorni sono troppi per tutti. Servono forze fresche, ruotare gli uomini, adottare soluzioni per limitare alcuni errori che si sono visti a Firenze. In attesa di Giaccherini, voci lo danno disponibile per Torino, Rossi potrebbe ripresentare dal primo minuto Franco Brienza, elemento ora assolutamente indispensabile per l’economia offensiva rossoblù. I pochi palloni giocabili per Destro portano la firma del trentaseienne ex Cesena. Essendo una partita da vincere, quella di domenica, difficile che il tecnico possa affidarsi ancora a Rizzo – impegnato più in difesa mercoledì – nel duo a supporto della punta, di conseguenza dovrebbe toccare ancora a Mounier e Brienza. La punta? Mattia Destro, sia perché è l’acquisto più costoso del mercato sia perché c’è la necessità di recuperare un attaccante che in Serie A può fare la differenza. Destro deve sbloccarsi, per farlo c’è l’obbligo di schierarlo titolare. Se Rizzo non dovesse trovare spazio in avanti, potrebbe guadagnarselo in mediana dove Diawara, Pulgar e Taider non hanno ricevuto riposo, con l’ex Samp anche Brighi appena ritornato da un infortunio. Quest’ultimo ricoprirebbe anche il ruolo di chioccia esperta in una mediana da tutti considerata troppo giovane, in fin dei conti, la presenza di un elemento longevo calcisticamente può essere d’aiuto in determinati momenti della partita. Chissà, inoltre, che Rossi non provi a rispolverare il regista davanti alla difesa, nella fattispecie Crisetig, alle prese con la sindrome da voto 5.5, ovvero un giocatore ancora né carne né pesce nonostante le qualità tecniche siano unanimemente riconosciute. C’è di più, perché il Bologna è la squadra che tira meno in porta di tutta la Serie A, un problema che riguarda di sicuro l’attacco ma anche il centrocampo che deve fornire una marcia in più per quanto concerne la pericolosità offensiva. Se Taider e Pulgar hanno lo spiraglio buono per calciare, lo facciano.

Ma se da un lato il Bfc produce pochi tiri in porta, dall’altro non sempre è in grado di mantenere una solidità difensiva tale da non subire reti. L’anno scorso Lopez è stato colpito da pareggite, una problematica che vorremmo avere ora perché significherebbe muovere costantemente la classifica. Invece i ragazzi di Rossi o perdono (spesso) o vincono, ma in una classifica così corta (soprattutto nella seconda metà) i pareggi assumono un ruolo fondamentale. Ad esempio, se i rossoblù avessero fatto due a zero a zero contro Sassuolo e Sampdoria avrebbero dato ben altra percezione rispetto a quella che la critica vede ora. I rossoblù, andando a rivedere i gol subiti, presentano un certo deficit sulle fasce, a Roma contro la Lazio i due gol arrivarono per via di alcune marcature completamente saltate sugli esterni, lo stesso dicasi per quanto successo mercoledì a Firenze. Ecco perché Delio Rossi potrebbe cambiare qualcosa, ma mentre a destra con Krafth appena tornato e un Mbaye non convincente non c’è tanto materiale per sostituire un discreto Ferrari, a sinistra, a partire da domenica, potrebbe essere ripresentato Morleo. Anche e soprattutto per una questione fisica, in fin dei conti al giovane Masina non può essere chiesto lo sforzo di tre partite in sette giorni. C’è poi il capitolo Rossettini, forse il difensore più in difficoltà in questa fase iniziale di stagione. Si attende con ansia, caricandolo forse anche di eccessive responsabilità, il ritorno di Gastaldello. L’ex Samp, riparte dalla Primavera, un inserimento graduale in campo per non forzare i tempi.

Questi i possibili cambi per fornire forze fresche al Bologna, ma probabilmente la svolta della stagione passa soprattutto per tre nomi. Il primo è Giaccherini, l’ex Juve forse è stato gettato nella mischia troppo presto ma per come è strutturato l’attacco del Bologna il suo ruolo diventa fondamentale. Per incursioni e gioco sugli esterni, Giaccherini può rappresentare una solida e concreta spalla per Mattia Destro, fornendo pericolosità al Bologna su tutto l’arco offensivo che ora sfrutta molto le giocate di Mounier. Nell’economia generale del Bfc, non averlo avuto a disposizione è stato un problema parzialmente non risolto, anche se Brienza ha fatto di tutto per fornire alla squadra qualità in zona offensiva. C’è però differenza tra avere un attaccante esterno di ruolo e adattare, in alcuni casi, un trequartista puro di 36 anni. Un altro giocatore fondamentale al momento ai box è Godfred Donsah, centrocampista perfetto per ricoprire il ruolo di mezzala in un centrocampo a tre. Buona prestazione contro il Sassuolo, discreta a Genova anche se in un 4-2-3-1 la sua azione, a parer mio, perde di efficacia. Un giocatore con la sua corsa e la sua fisicità è fondamentale in mezzo al campo. Chiudo con Emil Krafth, terzino destro su cui Corvino ha puntato tanto, fino a strapparlo alla concorrenza di diversi club italiani ed europei. Il supporto a Mattia Destro non deve arrivare solo dagli attaccanti, ma anche e soprattutto dagli esterni bassi, perché diverse volte è proprio dal loro apporto che nascono le occasioni migliori sfruttando i movimenti degli avanti. Le sovrapposizioni sono ancora un elemento fondamentale, anche nel calcio moderno. Se Krafth, come credo, è davvero quel terzino in grado di abbinare le due fasi di gioco e di spingersi con pericolosità in avanti, beh, il discorso cambia. Più sottilette per tutti, certo, ma anche più cross; e Destro sarebbe prontissimo a spalancare le fauci.

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