Il Bologna è di chi lo ama

Il Bologna è di chi lo ama

No, non è lo slogan di una nota compagnia telefonica ma il vero motto che da queste parti dovrebbe campeggiare in ogni angolo di città. Il Bologna è di chi lo ama (per davvero). Ecco perché in questi giorni scopriremo chi cavalcherà la polemica Cacia e chi invece si concentrerà sulla finale, chi continuerà a ciurlare nel manico a poche ore da una doppia sfida decisiva da chi deporrà le armi per consentire al Bfc di vivere serenamente questa vigilia di una finale che vale la Serie A e non il torneo estivo dei bar. Senza dimenticare il consueto ritornello dei pro Fusco al cospetto dei pro Corvino. Davvero, se anche a due giorni da una finale non siamo in grado di remare tutti dalla stessa parte, mettere davanti il bene collettivo rispetto a quello personale e a tifare tutti assieme per una squadra con mille difetti ma che in un qualche modo è riuscita ad appassionarci, beh, allora non solo siamo bravissimi a complicarci la vita da soli, ma facciamo di tutto pur di lasciarci sfuggire tutti i treni che ci passano davanti mentre aspettiamo soli alla stazione. Non è proprio possibile vedere il Bologna da una prospettiva diversa, ovvero come una squadra che gioca e lotta per andare in Serie A con un’unica divisa rossoblù e non con due diverse telecomandate dalle varie opinioni che vengono lanciate via etere. 

 

La differenza è abbastanza chiara, c’è chi sfrutta ogni occasione per rivendicare il proprio pensiero e anteporre se stesso al Bologna e chi invece è contento se a segnare è Cacia e parare Coppola perché non importa chi ha portato alcuni giocatori ma solo ed esclusivamente quello che sarà il risultato finale. Chi ama il Bologna non ha timore di essere smentito, anzi, se questo porta un risultato positivo è pure contento. Pensavo che Cacia avesse richiuso la verve in una scatola pronta al trasloco, invece ieri ci ha regalato una perla da bomber di razza. Cosa volete che vi dica? Bravissimo lui e felicissimo io. E’ questa la strategia vincente per riuscire dove in stagione regolare siamo caduti, tifare per il Bologna senza se e senza ma indipendentemente da chi sarà il protagonista in campo o a livello dirigenziale. Se sarà Serie A, inoltre, i meriti andranno spartiti e non saranno ad appannaggio di una sola parte. Soprattutto perché, dopo la prova di Ferrari, sarebbe facile rimpiangere Gastaldello. Nulla contro il cinno che è un prospetto interessantissimo ma è chiaro che un pizzico di esperienza in questa gare conta. Qualcuno dirà di no, pazienza.

 

Ecco allora che dovremmo innanzitutto guardare alla finale con entusiasmo, vivendo fino in fondo questa speranza di poter andare in Serie A ora che è distante solo 180 minuti, ovvero due partite contro il Pescara e non contro il Brasile. Inoltre, il Pescara è l’unica squadra partecipante ai playoff con cui il Bfc ha conquistato 4 punti durante il campionato. Ovvio, con un allenatore diverso, ma il fatto che per caratteristiche gli abruzzesi non siano così scomodi al Bologna è forse un dato oggettivo. Attaccano molto, lasciano spazi e ti fanno giocare, e il classico atteggiamento di considerare il nostro avversario di turno come il più fenomenale sulla faccia della terra non lo capisco.  Sono bravi e hanno talento, ma noi non siamo brocchi. Affrontiamo questa sfida a testa alta, consapevoli che – come sempre – dovremo lottare e soffrire. Di semplice non c’è nulla, ma neanche di impossibile. Se poi in città si riuscisse a stare uniti per cinque giorni e a dimostrare amore vero e puro per questa squadra sarebbe anche meglio.

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