Gondole tacopiniane, Due Torri montelliane e doni in vista: saranno due settimane calde

Gondole tacopiniane, Due Torri montelliane e doni in vista: saranno due settimane calde

Joe Tacopina si appresta a diventare il nuovo presidente del Venezia, l’avvocato americano è stato annunciato per la conferenza stampa di venerdì 9 ottobre in cui verranno svelati i contorni del nuovo assetto societario lagunare. Tutto confermato, Tacopina ha ora tutti e due i piedi nel Venezia Calcio, una società che dalla Serie D è chiamata almeno a tornare tra i professionisti, obiettivo che pare ampiamente alla portata se consideriamo il nome del direttore sportivo: Giorgio Perinetti. Joe continua nella sua attività di broker, anche se in questo caso le risorse da reperire saranno sicuramente inferiori rispetto a quelle che servivano nel Bologna. Compito facilitato per Joe, che ora, nella famosa Venezia, potrà amplificare il suo status di presidente-tifoso, procacciando selfie tra le calle, i ponti, i canali. A Venezia ci sono stato, è bellissima, un habitat naturale fantastico per il modo di fare di Joe, presidente capace come pochi di entrare nel cuore dei tifosi e di ottenere una ribalta mediatica importante attorno alle società in cui conserva affari. Pensate quanto risalto potrebbe avere un Tacopina in Piazza San Marco intento a firmare autografi, dedicarsi ai selfie con i tifosi con alle spalle lo sfondo della Laguna. Oppure sul ponte di Rialto, affacciandosi come il salvatore della patria sul Canal Grande. Parliamoci chiaro, la scenografia non sarebbe affatto male. Immancabile, a mio avviso, una bella gita in gondola, una sorta di passerella all’interno delle calle cittadine. Ecco, a bilanciare un po’ l’entusiasmo, c’è sicuramente la minor attrazione e attenzione della città per la squadra di calcio, ormai da tanto tempo caduta in disgrazia. Forse, in questo preciso momento, la piazza è più concentrata sulla Reyer, squadra di basket con note ambizioni di scudetto. Anche perché i tempi di Recoba sono terminati da quasi vent’anni. Considerando però che il Venezia parte dal basso, il lavoro di Tacopina può nei prossimi tre-quattro anni portare a tutte le soddisfazioni del caso, magari sfruttando una parte della buonuscita concessa da Saputo. In sintesi, arrivare in Lega Pro o in B è un attimo, da lì in poi tornerà di moda il problema dei danari che il calcio professionistico richiede. Che dire, in bocca al lupo Joe, ma dopo tutto il miele che hai sparso sulla storia di Bologna e del Bologna, guai a te se ti azzardi a pronunciare le stesse parole in Laguna. Si scherza ovviamente, ma so che metterai tanta passione e tanta strategia comunicativa anche là.

Per un Tacopina che entra a Venezia, i rumors calcano la mano su un Montella visto in città, così si dice, nel weekend. E’ già partita la rincorsa allo scoop, capire cioè se nelle mire di Corvino più che Donadoni o Delneri ci sia l’ex tecnico della viola. Difficile, a mio modo di vedere, che possa Montella affacciarsi in una realtà come Bologna ora, con tante incognite, squadra chiamata a salvarsi e una prospettiva futura che ancora non è nitida come vorremmo. Anche perché Montella potrebbe, nel caso, sbarcare in realtà più quotate la prossima estate oppure subentrare a qualche tecnico in bilico a stagione in corso. Mi pare una strada difficilmente percorribile, anche se l’attrazione verso un Bologna, magari nei prossimi anni lanciato verso obiettivi più ambiti, potrebbe fare breccia. Il problema è che in questo momento i presupposti affinché il Bfc possa diventare grande ancora non si vedono. Se però i rossoblù dovessero uscire dalla crisi, o qualche allenatore subentrato aiutare la risalita, allora la carta Montella sarebbe spendibile, nonostante l’operazione fuori budget per costi di tecnico e staff. Dubitiamo però che Vincenzo possa rimanere libero ancora per molto.

Chi invece continua ad essere accostato al Bfc è Roberto Donadoni, rumors narrano che l’ex c.t. abbia declinato qualche offerta da altre società, forse un indizio nel caso Rossi dovesse saltare. Si sa come funziona, Rossi è stato confermato ma il Bologna è consapevole che, in caso di mancati risultati, sarà chiamato a prendere una netta decisione. E’ ovvio che il nome del possibile sostituto va tenuto in caldo per ogni evenienza, perché se si arriva a prendere la strada dell’esonero, il subentrante deve essere già pronto a sbarcare, quindi con contatti – più o meno segreti – in corso da diverso tempo. E’ il calcio, e al momento il nome di Donadoni è molto caldo. Vedremo, anche perché sullo sfondo c’è pure Prandelli il quale però si gode il contrattone turco.

Poi c’è Rossi, le sue saranno due settimane intense e calde, in cui la pressione si farà sempre più alta in vista di una sfida da vincere obbligatoriamente. Dovrà essere bravo il mister a curare qualcuno dei mali che attanagliano il Bologna, inoltre, cercare di rasserenare una truppa sfiduciata e in piena crisi. Sarà un lavoro certosino, tutto atto a salvare non solo il Bologna ma anche la sua panchina. A questo punto è impensabile che la società possa concedere altre chance a Rossi se non arriverà un risultato pesante il 18 ottobre. Ecco perché le voci si rincorreranno: Montella visto a Bologna, lo spettro di Donadoni, un Bologna ultimo in classifica che tirerà in ballo anche la gestione di Saputo, colui che, come dovrebbe fare ogni presidente, garantisce sulla solidità economica del club affidandosi ai dirigenti quando si tratta di prendere decisioni tecniche sulla squadra. Per le responsabilità, suonare a ben altri campanelli.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy