Giocate anche per Lopez

Giocate anche per Lopez

“Giocate per i colori della maglia che indossate e anche per dimostrare che quanto fatto fino a qui è stato buono; giocate anche per Lopez”. Ha detto più o meno questo ieri in conferenza stampa il tecnico Delio Rossi alla vigilia della delicata sfida all’Avellino. Bel modo di rapportarsi, secondo me, con squadra, tifosi e stampa. Stiamo parlando di un allenatore chiamato ad entrare in punta di piedi ma non troppo, chiamato a rivoluzionare senza stravolgere, chiamato a spronare questi ragazzi senza rendersi nemico e antipatico, oppure semplicemente un tecnico venuto qui a risollevare le sorti della squadra in tre partite ma senza attaccare al muro i suoi giocatori o sminuire il lavoro precedentemente effettuato. Mica facile, un colpo al cerchio e uno alla botte. Insomma, se è stata cambiata la guida tecnica significa che si è resa necessaria una scossa, di conseguenza occorre cambiare, ma i tempi limitati impongono una ripartenza poggiando su quanto fino a qui è andato benino. Rossi deve incidere senza però passare per il rottamatore di turno. Detto questo, la prima cosa che probabilmente Rossi ha fatto è stata quella di cercare uno stimolo che facesse reagire la squadra ad una situazione difficile, gli allenamenti più duri e più lunghi sono serviti per conoscersi ma anche per riaccendere una fiamma, sia che essa sia prodotta da un rimbrotto o da una carezza. Probabilmente se Delio fosse arrivato ad inizio stagione avrebbe usato ritmi e toni ancora più severi, non per interpretare la parte del sergente Hartman ma semplicemente per fare quello che gli viene più naturale: l’allenatore. Costruire in estate le solide basi per una grande stagione. A tre giornate dalla fine però non si può pensare ad un taglio netto con il passato, ad una chiusura a doppia mandata della gestione Lopez. Non sarebbe costruttivo, anzi, si rischierebbe la totale rottura dell’ambiente. Bisogna solo migliorare dove prima il Bologna ha fallito.

 

Ecco dunque la frase chiave: “Giocate anche per Lopez”. In questo modo Rossi riconosce il lavoro svolto in precedenza, lo rispetta e ne utilizza le parti migliori per proseguire. Spronare la truppa a vincere per un mister che ha amato è anche un modo per entrare con delicatezza nella mente dei giocatori, far capire che non si è venuti qui per snaturare ma per migliorare. Toccare le giuste motivazioni può essere davvero l’unica medicina per far guarire un Bologna quarto e con tre allenamenti a disposizione non possiamo pensare ad un Bfc diametralmente opposto a quello visto fino adesso. Non mi aspetto dunque subito un Bologna sfavillante, ma quantomeno più grintoso di quello visto a Frosinone. Ovvio, magari Rossi non piacerà a tutti i giocatori in rosa e qualcuno si sarà depresso, ma è chiaro come da qui alla fine sarà necessario puntare su chi se la sente, chi sta meglio e chi mostra capacità caratteriali di un certo tipo. Insomma, da qui in avanti chi gioca o chi sta in panchina mi interessa giusto, contano i risultati, l’atteggiamento e le prestazioni. Meglio mettere le mani avanti: non credo si vedrà un Bologna scintillante, una squadra che le vincerà tutte quattro a zero, non bastano due allenamenti per avere una chiara impronta del nuovo allenatore e probabilmente soffriremo ancora, faremi fatica e ci sarà da sudare, l’importante però è uscire dal campo consapevoli che si è dato il massimo.

 

Quella di oggi è davvero l’ultima spiaggia, è necessario vincere da qui alla fine del campionato e sperare, ma tutto si gioca tra il Dall’Ara e il Tombolato perché se il Frosinone non cadrà probabilmente dovremo solo cercare di mantenere la terza piazza. Un occhio cadrà sui rossoblù ma un orecchio sarà sintonizzato con Cittadella dove la squadra di Foscarini si gioca la salvezza. Vorrei però invitare tutti a non disperare, perché è vero che da un lato i playoff ci fanno paura ma guai a dare per scontato che in post season il Bologna non ce la farà in maniera certa. Proviamo a vedere i playoff come una chance in più di risalire e non un girone infernale in cui si verrà puniti per contrappasso. La via più diretta per perdere è partire già sconfitti. Il sentore comune sugli eventuali playoff non mi trova d’accordo, anche perché, in linea di massima, non giocheremo contro corazzate imbattibili. Anzi, forse bisognerebbe immedesimarsi nelle menti altrui e capire che chiunque delle nostre rivali nutre il segreto desiderio di evitare il Bologna ai playoff. Se fossi un tifoso del Vicenza il Bfc, anche se in disgrazia, mi farebbe paura. In sintesi, e dico davvero, proviamo a crederci, cerchiamo di restare vicino alla squadra fino a che l’ultima possibilità per tornare in Serie A non sarà svanita. Di rimbalzo, i giocatori dovranno dimostrare di tenere ai colori, allo stemma e alla maglia del Bologna, cercando di dare tutto per raggiungere l’obiettivo prefissato. Cari ragazzi, giocate per Lopez, per Rossi che è appena arrivato, per i tifosi ma anche per chi vi paga lo stipendio puntualmente e che non ha ancora ricevuto adeguate soddisfazioni. Forza Bologna, in bocca al lupo (irpino), anzi no: in culo alla balena!

 

 

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