Gioca chi sta meglio, il passato facciamolo non contare più

Gioca chi sta meglio, il passato facciamolo non contare più

Rimbalzano ancora sotto i Portici le dichiarazioni di Vlado Borozan e Beppe Accardi, rispettivamente agenti di Dejan Stojanovic e Ibrahima Mbaye. Non c’è niente da fare, le spaccature rimangono evidenti tra le due guide di questo Bologna: Filippo Fusco prima e Pantaleo Corvino dopo. Tra spogliatoio preso in mano dai blucerchiati e vecchie diatribe di mercato, anche nel momento in cui l’ultimo lascito dell’era Guaraldi (il tecnico Lopez) è stato messo in disparte, non riusciamo a disfarci di qualsiasi tipo di dietrologia. Ora, non ho elementi tangibili per giudicare le parole dei vari procuratori, diciamo però che qualche gerarchia abbastanza chiara è stata instaurata se Lopez ha deciso – per esempio – di riutilizzare Coppola nonostante il grande rendimento di Da Costa. Dall’altra parte è sempre bene prendere con le pinze le parole dei vari procuratori, perché sono gli stessi personaggi che indirizzano le trattative anche in base ai loro interessi personali e nessuno nel mondo del calcio può definirsi immune a determinate dinamiche. Soprattutto, per i vari agenti è sempre colpa degli allenatori o delle gestioni tecniche e mai dei loro assistiti, mai una volta che qualcuno alla stampa faccia autocritica o mea culpa. Nella fattispecie, il buon Dejan non ha sfruttato le occasioni che gli sono state concesse qui (poche, ma forse sufficienti) e non lo sta facendo ora a Crotone in cui continua a frequentare con assiduità la panchina. 

 

Cerchiamo di essere chiari, il Bologna è uno solo e non dovrebbe essere né ad appannaggio di Fusco, né di Corvino. In una stagione divisa a metà tra chi c’era e chi c’è, è difficile che qualcuno possa prendersi la totalità dei meriti così come è impossibile certificare il 100% delle responsabilità su una sola delle parti in campo. Se sarà Serie A diremo bravo a Fusco e a Corvino, a Lopez (che ha portato qualche punto) e a Rossi che è riuscito a risollevare una situazione quasi drammatica, a Cacia che è andato in doppia cifra e a Sansone che ha segnato gol decisivi. Allo stesso modo, se sarà fallito l’obiettivo, la responsabilità cadrà un po’ ovunque. A Fusco che poteva fare meglio, a Lopez che ha perso punti, a Mancosu che non ha segnato e a Corvino che viene accusato di immobilismo. Potrei continuare per ore. Poi mi chiedo: in questo momento la polemica serve? Credo di no, anche se capisco possa fare ascolti. Poi, pariliamoci chiaro, è’ impossibile – in qualsiasi campo – trovare un unico e insindacabile colpevole, il centro di tutti i mali e il polo attrattivo di ogni situazione negativa. Chiaro, ci sarà sempre qualcuno che ciurlerà nel manico sancendo un fittizio voler bene al Bologna che in realtà potrebbe non esserci, ma questo è un altro discorso e sarebbe meglio sospenderlo nel momento delicato della stagione. D’altronde le divisioni tra nuovi e vecchi qualcuno le avrà pur tirare in ballo…Detto ciò, a fine stagione ci sarà tempo per i processi se Serie A non sarà.

 

Rimanendo invece concentrati sul campo, ora che Lopez non c’è più è chiaro come ogni tipo di gerarchia verrà pressoché azzerata. C’è spazio per tutti di ritagliarsi un ruolo importante e dubito fortemente che Rossi sia venuto qui con una scala di valori chiara senza aver toccato con mano il materiale a disposizione. Se si accusa Lopez di aver convissuto sotto l’influenza di Fusco, lo stesso si potrebbe dire di Rossi con Corvino, ma le informazioni che ho sul nuovo allenatore rossoblù mi indicano un personaggio tutto d’un pezzo che non si fa influenzare da ciò che gli gravita attorno; e quella dei direttori sportivi che fanno la formazione in alcuni casi può essere fantasia. In qualunque modo la si veda – sia che si pensi ad una combriccola fuschiana, sia che si consideri i nuovi acquisti dei giocatori modesti – non mi pare il caso di aizzare nuove polemiche con un allenatore appena arrivato e che avrà solo tre partite a disposizione per trasformarsi in pranoterapeuta. Diciamo che, in linea di massima, c’è più fiducia perché secondo la critica dovrebbe essere caduta la gerarchia preesistente e da qui alla fine giocheranno i calciatori più in forma. Forse è qui il segreto, capire tra gli elementi della rosa chi è più brillante e chi meno, ottimizzare le risorse a disposizione e schierare un Bologna solido con i giocatori sistemati nella giusta posizione. Insomma, occorre fare le cose nel modo giusto e percepire quali siano le mosse più azzeccate per vincere le ultime tre. Il Bologna che ha perso a Frosinone è stata una squadra molle in cui alcuni elementi hanno lottato e messo in campo grinta e determinazione, altri sono apparsi invece sulle gambe e privi di qualsiasi spirito battagliero. Adesso serve fotta, carattere e un briciolo di condizione, a Delio Rossi il compito di scegliere chi possiede la dose maggiore di queste caratteristiche.

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