Giaccherini all’Europeo, ma pesa il suo essere stato juventino. Peccato per Mirante. Sulle altre scelte il c.t. rischia grosso

Giaccherini all’Europeo, ma pesa il suo essere stato juventino. Peccato per Mirante. Sulle altre scelte il c.t. rischia grosso

Conte chiama l’esterno rossoblù per l’Europeo, già da tempo era stato escluso il portiere. Dentro Sturaro, fuori i titolari di altre squadre. Strana la scelta di lasciar fuori le punte più prolifiche.

Conte ha deciso i 23 che andranno (e che forse cercheranno di non fare brutta figura) all’Europeo. Scelte quasi obbligate in alcune zone di campo – tra il livello basso del calcio italiano, mancanza di talenti e infortuni, Conte non poteva fare altrimenti – altre invece di sola responsabilità del c.t. Ci sarà anche il rossoblù Giaccherini, almeno fino al 30 giugno e in attesa di un riscatto difficile. Il Giak, oltre alla buona stagione e al rendimento abbondantemente sufficiente, ha sfruttato anche il fatto di aver vestito la maglia bianconera, tra l’altro proprio con Conte allenatore. Aver difeso i colori della Vecchia Signora, in tema di Nazionale e non solo, conta parecchio. Vedasi la convocazione di Sturaro, reduce da una stagione ‘panchinara’ a Torino, al posto dei titolarissimi Bonaventura e Jorginho. 1416 minuti per Sturaro in 19 partite, quasi 3mila per l’azzurro e il rossonero, ma evidentemente non è bastato. Il dato inequivocabile è che Conte ha preferito una riserva juventina piuttosto che un titolare azzurro. Per quanto concerne i colori rossoblù, stride l’esclusione di Mirante, titolare a Bologna e reduce da una delle sue stagioni migliori in carriera, in favore di Sirigu (riserva al Psg) e Marchetti, non esente da indecisioni ed errori a Roma. E’ evidente come non per tutti valga il rendimento in campionato.

Un altro dato a testimonianza di ciò è relativo alle convocazioni offensive. Vanno, oltre a Insigne (12 gol), Immobile, Pellè, Zaza e Eder. Gli ultimi 4 citati, messi assieme, portano in dote alla maglia azzurra una cifra globale di 22 gol segnati in stagione. Guarderanno invece dalla tv i vari Pavoletti, Belotti e Sansone. Il c.t. ha dunque deciso di lasciare a casa 33 gol stagionali, con Belotti che nel solo ritorno ne ha segnati 11. Certo, è logico puntare sul gruppo storico, su uno spogliatoio cementato nel corso del tempo, fatto di fedelissimi, giocatori dediti al sacrificio, alla tattica, alla determinazione se consideriamo la povertà di talento, ma inserire un paio di jolly, calciatori affamati, novità che in una competizione breve e intensa avrebbero potuto togliere castagne dal fuoco forse sarebbe servito. Uno Schillaci dei giorni nostri, arrivato alla Juve dal Messina nel 1989 e portato subito al Mondiale dopo una stagione da 15 reti. Evidentemente il ritornello è sempre lo stesso: portare determinati colori aiuta.

In sostanza, come sempre le convocazioni in vista di un grande appuntamento non soddisfano la platea composta da 60 milioni di c.t., a Conte il compito di smentire i pessimisti con un grande Europeo nonostante le difficoltà. E se andrà male, il suo accordo con il Chelsea lo esporrà a sonore critiche. La sensazione è che all’interno di questa spedizione debba dunque prevalere l’attaccamento alla maglia azzurra piuttosto che la tecnica, la tattica, i campioni o i presunti tali. Le prospettive non sono buone, anche se partire senza nessun tipo di aspettative può essere un grande vantaggio. Chissà se l’Italia riuscirà a sfruttarlo…

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