Gazzoni prova a scardinare il sistema Juve, l’indomito coraggio di chi ha osato andare controcorrente

Gazzoni prova a scardinare il sistema Juve, l’indomito coraggio di chi ha osato andare controcorrente

Giuseppe Gazzoni Frascara avrà sicuramente commesso errori, tutti i presidenti di calcio ne commettono, ma oltre ad averci fatto vivere forse l’epoca più entusiasmante della storia recente del Bologna ha anche cercato di scardinare un sistema calcio che ancora oggi, dopo tantissimi anni, non può certo definirsi pulito. Non solo Calciopoli, ma anche le persone plusvalenze fittizie per far apparire lindi i bilanci delle varie società. Gazzoni è andato contro tutto e tutti, contro chi manovrava gli arbitri e chi aggiustava i conti valutando giocatori di quarta categoria come fenomeni assoluti. Alla fine Gazzoni ha pagato il conto, salatissimo. Una retrocessione che ha comportato la crisi delle casse del club costringendolo a passare la mano per due spicci, dopo che tanti ne aveva investiti per portare in rossoblù campioni del calibro di Baggio, Signor e Cruz.

Ecco, prima di tornare a Calciopoli, forse non sarebbe male, per l’attuale società, fare profondo affidamento sui consigli di Gazzoni, un patron che dal punto di vista gestionale ha sempre lavorato con profitto e risultati, portando il Bologna in Europa all’epoca delle ‘sette sorelle’ e di un potere latente ma percettibile. Ripensandoci ora non è stato affatto facile, ma quel Bologna era quasi entrato all’interno del lotto dei club di vertice in Serie A, sfiorando addirittura la Champions League. Evidentemente però Gazzoni dava fastidio, sia per i risultati della sua squadra, che cominciava a competere con le big, sia per le denunce a cui non si è mai sottratto pur sapendo a cosa sarebbe andato incontro. La decisione di Tacopina di inserirlo nell’organigramma è stata buona, apprezzabile, ma forse occorrerebbe uno step successivo, magari non facendo entrare Gazzoni con un ruolo operativo bensì sfruttarne l’esperienza di anni e anni di buon calcio, buoni risultati, buona gestione, ottimi consigli. Annate che ora ricordiamo con piacere e rivalutiamo, perché all’epoca le bordate di fischi, incredibilmente, le prese anche lui.

Ora Gazzoni prova a prendersi una piccola rivincita, o meglio: quello che secondo lui gli spetta. Chiede un risarcimento per tutto quello che la retrocessione nel 2005 ha comportato, un danno non solo sportivo ma anche e soprattutto economico. Perché non solo ha dovuto cedere il Bologna praticamente a zero euro, ma ha visto fallire la finanziaria Victoria 2000, una faccenda per cui l’ex patron è stato costretto a difendersi in tribunale con l’accusa di bancarotta fraudolenta. La sentenza di innocenza del 2012 ha dato nuovo vigore a Gazzoni che ha così potuto continuare con la sua teoria: cioè che Victoria 2000 fosse fallita per colpa di Calciopoli. Nel frattempo, godetevi il filmato con qualche immagine dell’epoca, una partita scolpita nella nostra memoria e che contribuì, in maniera pesante, alla retrocessione finale. Con 42 punti in classifica nessuna squadra era mai retrocessa…

Così si è arrivati alla richiesta di risarcimento, accolta dai giudici della Suprema Corte dopo che i reati per gli imputati sono stati prescritti. Gazzoni tira dritto, non lo può fermare nessuno perché Calciopoli è esistita e la squadra da lui presieduta è stata ‘spinta’ in B grazie a tutto ciò che orma sappiamo. 113 milioni di euro sono tantissimi, la Juve fa finta di nulla e non ha predisposto nessun tipo di accantonamento, sappiamo anche come sia difficile averla vinta quando di mezzo c’è un colosso del calcio come la ‘vecchia signora’, ma alla fine della fiera, Gazzoni, da presidente in un qualche modo raggirato, fa bene a proseguire per la sua strada. Ovviamente avrà poche possibilità di spuntarla, verrà deriso e preso in giro da tanti ma Gazzoni troverà qui a Bologna un solida sponda presso i tifosi, un motivo ulteriore per andare avanti con ancora più decisione. Se poi questa iniziativa creerà problemi a Joey Saputo, notoriamente vicino agli Agnelli, beh, forse sarebbe il caso di ripassare un po’ la storia. Anche se Moggi non c’è più, il Bologna avrebbe il sacrosanto diritto di essere risarcito. Per una ripassatina, ci sono sempre le immagini di cui sopra…

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